CARLO AIROLDI, OLIMPIONICO MANCATO – 2.A PUNTATA

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Carlo Airoldi partì da Milano, diretto ad Atene, alle ore 16 del 28 febbraio 1896.  Aveva con se il libretto di riconoscimento ed un po’ di soldi, frutto dell’accordo con “La Bicicletta” e all’aiuto fornitogli dai dirigenti del Comitato dell’Esposizione Ciclistica, sulla cui pista, poche ore prima della partenza si era esibito in una prova di “riscaldamento” sui 5 chilometri. Al termine della prova venne visitato dal dott. Favari che lo trovò “in buone condizioni di polso e di respirazione”.

Avuto il via libera sanitario Airoldi si incamminò verso Gorgonzola, prima tappa del suo lungo viaggio che avrebbe dovuto portarlo ad Atene per la fine del mese di marzo. Era vestito con scarpe alla polacca, calze e calzoncini corti, una maglia di lana della Pro Italia, una giacca ed un berretto bianco e blu alla marinara. A tracolla aveva una piccola borsetta (corsettina) contenente due fazzoletti, un paio di calze di ricambio ed il passaporto.
Gli abiti di ricambio erano già stati inviati a Trieste, dove li avrebbe ritirati al passaggio dalla città giuliana.
Per il primo tratto del suo viaggio venne accompagnato da alcuni “pedestrian” fra i quali i più noti erano Alfredo Nera e Guido Gatti.
“La Bicicletta” fornì un resoconto molto dettagliato del viaggio, avvalendosi dell’opera dei suoi cronisti locali e delle notizie che lo stesso Airoldi, nell’ambito dell’accordo stipulato, inviava alla redazione quando ne aveva la possibilità.
Ecco dalle stesse cronache pubblicate a pag. 2 de “La Bicicletta” – anno III – n. 19 (231) di mercoledì 4 marzo 1896, cosa era successo durante il tragitto Milano – Cittadella (Pd):

A Brescia
Scrive la Provincia di Brescia del 1° marzo:
Ieri ebbimo in redazione la visita del sig. Carlo Airoldi di Milano, un simpatico giovinotto di 26 anno, il quale per incarico del giornale La Bicicletta si reca pedibus calcantibus ad Atene per partecipare alla corsa internazionale a piedi da Maratona ad Atene, 42 chilometri, che forma parte dei giuochi olimpici che avranno luogo nella capitale della Grecia dal 5 al 15 aprile.
L’Airoldi partì da Milano venerdì ad ore 16, avendo trovato strade cattivissime, dovette pernottare a Gorgonzola.
Alle 5 di ieri partì da Gorgonzola giungendo a Brescia alle 17.30 fresco come una rosa, e si nota che negli ultimi chilometri si prese il diletto di gareggiare nella corsa colle carrozze che incontrava per via.
Ha lasciato Brescia stamane alle ore cinque, incaricandoci di fare i più sentiti ringraziamenti, per le cortesie usategli, al signor Pietro Garbelli, proprietario dell’Albergo del Gallo, dove l’Airoldi aveva preso alloggio.

A Peschiera
Benaco ci scriva da Peschiera, 1 marzo:
Oggi fu di passaggio da qui Carlo Airoldi.
Arrivato freschissimo alle ore 2, ripartiva con passo svelto alle ore 2,25 dopo rifocillatosi un poco dietro mio invito all’osteria del Baraccone.

A Verona
E lo stesso Carlo Airoldi ci scrive da Verona, 1
“Partendo da Milano, accompagnato da molti amici, trovai strade pessime, tanto che i due forti corridori pedestri Nera e Gatti, che più di tutti avevano resistito al fango causato dal disgelo, mi lasciarono a Crescenzago. Dovetti però quella sera fermarmi a Gorgonzola, accontentandomi di aver percorso 20 km.
Il sabato però feci 78 km e oggi ne percorsi 66, mantenendo così la mia media di 70 km al giorno.
Trovai sempre strade cattive: di notte per il gelo, che indurisce le carreggiate: di giorno per il sole che scioglie la neve.
Dovunque trovai ottime accoglienze. All’Albergo del Gallo di Brescia, il cui proprietario è socio del T.C.C.I. fui fatto segno alle più squisite gentilezze.
Domattina riparto sperando di trovare strade migliori. Di salute sto benissimo. Vi riscriverò presto”.

Notiamo che in poco più di 48 ore dalla sua partenza l’Airoldi ha percorso 158 km.

A Vicenza
La Provincia di Vicenza, del 3 scrive:
Iersera era a Vicenza il sig. Carlo Airoldi. Ieri sera, sebbene avesse camminato da Verona a Vicenza sotto la pioggia, giunse in ottime condizioni. Fu accolto e festeggiato alla sede del Veloce Club dal presidente, dal vicepresidente e dai soci Giulio Alberghini e Giuseppe Tonini. Buon viaggio e migliore fortuna.

A Cittadella
Carlo Airoldi poi ci scrive da Cittadella, 3 marzo:
“Ieri partii da Verona alle 5, appena fuori cominciò a piovere e così durò fino a sera, nei paesi che si passava non si potevano trovare né ombrelli né mantelline a qualunque prezzo.
Questa mattina partii alle 5 da Vicenza per Treviso, le strade sono dappertutto coperte di neve o di fango, e la bianchezza dei campi circostanti fa male perfino agli occhi. Di salute sto bene”.

Il secondo resoconto de “La Bicicletta” è di sabato 7 marzo 1896, pag. 2 del n. 20 (232) – anno III e ci da notizie di Airoldi al suo arrivo a Trieste. Il suo cammino, come sentirete, era stato disturbato dalla pioggia, ma lo spirito dell’impresa non era affatto venuto meno nell’intrepido lombardo.
Il giorno dopo, 8 marzo, Carlo Airoldi arrivò a Fiume verso le 18.30 proveniente da Kosina, villaggio a 17 km da Trieste.

A Portogruaro
Carlo Airoldi ci scrive da Portogruaro, 4:
Questa mattina partii alle 3 da Treviso, sotto la pioggia. A Portogruaro giunsi così inzuppato che dovetti cambiare abiti.
Il tempo mi è sfavorevole, ma tuttavia io sono deciso a proseguire.

A Trieste
Da Trieste, 6 ci scrive:
Sono arrivato iersera a Trieste e partirò solo oggi per Fiume, dovendo fermarmi per far regolare dal Console il mio passaporto.
Il tempo continua ad essere piovoso
“.
Come si vede la marcia dell’Airoldi procede splendidamente, malgrado il tempo disgraziato.

“La Bicicletta” di mercoledì 10 marzo (anno III – n. 21 (233) a pag. 2, ci fornisce ampia cronaca di questo tratto del viaggio e della permanenza nella città che si affaccia sul Golfo del Quarnaro.

L’arrivo di Airoldi a Fiume
Gieffe ci scrive da Fiume, 8 marzo 96:
Jeri sera sabato alle ore 19, mi fu presentato dal Console presso la città. Fiume del Touring Club Italiano, il sig. Carlo Airoldi, il forte ed intrepido camminatore milanese, proveniente da Trieste, e quantunque il suo arrivo non fosse preannunziato, fu ugualmente accolto con non minore entusiasmo dal pubblico sportivo che, subito dopo la sua entrata in Fiume gli si fece attorno interessandosi vivamente alle vicende del suo viaggio!
Partito da Trieste alle 17 del giorno 6 andò fino a Kosina, villaggio a 17 km da quella città, e vi pernottò. Alle 6 antimeridiane del giorno 7 si diresse alla volta di Fiume dove giunse precisamente alle 6.35 pomeridiane. Percorse dunque un tratto di 70 km che sta appunto in conformità alla media giornaliera prefissasi.
Mi disse di trovare qui le strade più faticose, a cagione delle forti salite e ripide discese; però più dilettevoli della varietà dei panorami pittoreschi che si presentano all’occhio del turista, specialmente dopo il lungo percorso fatto sulle distese pianure dell’Italia con la neve, la pioggia e il fango, mentre qui il tempo s’è ristabilito, e la temperatura è mite!
Lagnossi solamente di un leggero dolore alle calcagna per sabbia introdottaglisi nelle scarpe, nonché d’averne sciupate già un paio. Era d’umore allegro e parla con ferma certezza delle vittorie che riporterà ad Atene.
Egli ci ha ripetuto: quando sarò al confine greco sono ad Atene, e quando sono ad Atene i premi sono miei e dirò come a Barcellona: “Veni, vidi, vici!”.
E’ un pò adirato coi cani, dicendo che sono più lupi che cani. Un “per finire” autentico toccatogli appunto a Korina. Arrivato qui domandò alloggio, e l’albergatore di ripicco rispose: Ecco i soldati italiani che scappano.
Rimase in nostra compagnia fino alle 20 e mezzo, quindi se ne andò col Console del Touring che lo volle suo ospite.
Questa mane alle ore 6 antimeridiane il sig. Airoldi, accompagnato fino a S.Cosmo (7 km) dal Console del Touring e dal vostro corrispondente, partì alla volta di Segna, ove conta d’arrivare verso sera.
E’ partito allegro saltellante, ed entusiasta dell’accoglienza fattagli e che si attendeva.
Ci lasciò a S.Cosmo col grido “Sempre avanti, Savoia!” ed a quello di “Viva Milano” cui noi facemmo corso, e di corsa si lanciò sulla discesa che mena a Buccari, non senza averci promesso sue notizie fra breve!
L’Airoldi il giorno 7, vale a dire otto giorni dopo la sua partenza, aveva dunque percorsi 520 chilometri, il che da una media di 60 km al giorno, notevolissima, date le pessime strade e la pioggia della prima settimana. Egli poi dovette perdere quasi una giornata a Trieste per farsi vidimare i passaporti. Egli è dunque perfettamente nei suoi calcoli.
Dobbiamo aggiungere che il signor L.V. Bertarelli gentilmente, fornì al forte camminatore tutte le notizie necessarie, vale a dire itinerari e distanze, del che l’Airoldi ci prega di ringraziare.

(2, continua)

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