AI VOSTRI POSTI, PRONTI…VIA! – FALSE PARTENZE VIETATE

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

In un mio precedente post avevo riportato la notizia di quanto la I.A.A.F. stava preparando: una nuova modifica alla regola della partenza.
La “tolleranza zero” decisa dal consiglio della federazione atletica mondiale riunitosi ad Helsinki ai primi del mese, verrà presentata all’inizio del mese di agosto al Congresso della I.A.A.F. che si terrà nella capitale finlandese alla vigilia dei mondiali.
La sanzione che si andrà a votare è quella che prevede la immediata squalifica per il concorrente che commette la falsa partenza.
La norma, come ebbi a ricordare, è già in uso nell’ambito delle manifestazioni universarie statunitensi (N.C.A.A.); se la proposta del council dovesse passare essa andrà in vigore del 1° gennaio 2006.
I giornalisti de La Gazzetta dello Sport, Gianni Merlo e Pierangelo Molinaro, hanno dato ampio spazio a questa notizia, intervistando anche alcuni personaggi del settore: i prof. Carlo Vittori e Filippo Di Mulo, l’atleta Simone Colli (una delle prime vittime della iniqua regola in vigore) e l’organizzatore Gigi D’Onofrio.
Gli attenti e solerti inviati si sono dimenticati di un’altra delle componenti che, a mio modesto avviso hanno una voce in capitolo e, aggiungerei, una voce molto importante: i giudici di partenza!
Nella mia qualità di Responsabile nazionale della Commissione Tecnica della partenza nell’ambito del Gruppo Giudici Gare della F.I.D.A.L. mi sono sentito in dovere di richiamare cordialmente l’amico Gianni Merlo, il quale mi ha rassicurato in proposito aggiungendo che si era riservato di interpellare gli starter in occasione di un successivo intervento che il suo giornale avrebbe fatto sull’argomento.
In questa prospettiva non mi pare corretto anticipare il parere degli starter italiani sulla nuova proposta della I.A.A.F. riservandomi di farlo sul più autorevole e diffuso quotidiano sportivo nazionale.
Mi sembra opportuno, per coloro che non avessero avuto la opportunità di leggere quanto scritto da Gianni Merlo su La Gazzetta dello Sport di mercoledì 8 dicembre, riproporre alcuni concetti su un argomento che sicuramente farà molto discutere nei giorni a venire: “Poco meno di due anni fa, il 1° gennaio 2003, dopo una stagione estiva in cui erano stati effettuato test in meeting minori, era entrata in vigore la regola che consente una sola partenza anticipata, assegnata come colpa a tutto il gruppo dei partecipanti, mentre alla seconda il reo di frode sul tempo di reazione viene spedito negli spogliatoi. La modifica era stata richiesta da più parti, ma soprattutto le reti televisive avevano fatto notare che la vecchia norma operante fino al 2002, che squalificava un atleta solo dopo la seconda falsa partenza personale, aveva mandato in tilt spesso la programmazione delle trasmissioni in diretta. Infatti la perdita di tempo, causata da molti avvii anticipati e sanzionati dal giudice di partenza, era arrivata ad oscillare dai 5 ai 15 minuti per ogni gara di sprint e spesso era arrivata a toccare i 30 minuti complessivi, provocando un ritardo enorme sul programma orario originale.
La normativa introdotta nel 2003 aveva cercato di mediare le esigenze, ma di fatto aveva creato una sorta di sperequazione in quanto a un atleta ora è consentito di rischiare almeno il primo avvio anticipato senza conseguenze personali, mentre colpisce anche gli innocenti rispetto all’autore del primo fallo premeditato. Parliamo di premeditazione in quanto è stato notato che c’è chi ha usato questa prima possibilità, che garantiva l’impunità, quasi con scrupolo certosino, mettendo poi gli avversari in difficoltà. E inoltre molti dirigenti hanno detto: .
La proposta ora passerà al vaglio della commissione atleti e dei tecnici (ndr. Noterete che in questa fase sono ancora esclusi i giudici di partenza, proprio coloro che devono far rispettare la norma e che vantano la maggior esperienza nella sua applicazione), poi approderà al Congresso. E’ chiaro che l’eventuale accettazione rivoluzionerà le gare di velocità e forse potrà portare alla revisione dei relativi record mondiali, in quanto la nuova norma inciderà pesantemente sui tempi di reazione degli atleti, che non potranno più rischiare la partenza falsa e quindi i risultati saranno meno “veloci”. Però, mentre nelle grandi manifestazioni la rilevazione automatica e immediata dei possibili falli prima dello sparo permetterà di stabilire con precisione chi ha cercato di fare il furbo, nelle riunioni minori più povere di sistemi elettronici, lo starter si dovrà assumere responsabilità pesantissime. Quindi, per una certa fascia di gare minori e di promozione, bisognerà magari studiare la possibilità di far convivere il vecchio regolamento, che consentiva due partenze false, col nuovo per evitare interminabili discussioni al momento di squalifica immediata. Non è una scelta facile, perché a questo punto non solo i velocisti correranno dei rischi, ma anche i mezzofondisti e i maratoneti. Negli 800, nelle grandi manifestazioni, dovrà probabilmente essere introdotta la partenza dai blocchi, in quanto spesso gli specialisti hanno il vizio di mettersi in moto con un leggero anticipo che per ora è tollerato, mentre il computer non si farebbe impietosire. Una cosa è sicura: questa decisione aprirà un dibattito acceso”
.

Sulla proposta del Consiglio della I.A.A.F. si sono espressi anche alcuni esperti dell’atletica italiana interpellati, sempre per conto de La Gazzetta dello Sport da Pierangelo Molinaro.
Tutti gli intervistati hanno espresso parere negativo sulla nuova proposta di modifica.
Il prof. Carlo Vittori, ex tecnico di Pietro Mennea e della velocità azzurra, non ha dubbi sul fatto che la federatletica mondiale stia commettendo un errore e spunta una lancia sulla bontà (?) della regola attuale. Vittori si preoccupa non tanto delle speculazioni sull’avvio della gara, quanto della eventuale squalifica di un atleta che fra il “pronti” e lo sparo possa sbilanciarsi e magari scivolare con un piede dal blocco di partenza. Ed aggiunge che si tratterebbe di un cosa ingiusta se in questo caso intervenisse la squalifica.
Anche il prof. Filippo Di Mulo, attuale responsabile tecnico federale della velocità, si esprime in termini negativi ed auspica addirittura il ritorno alla vecchia regola: la squalifica ad un atleta dopo due false partenze, entrambe sue.
Di Mulo aggiunge che con la squalifica immediata vedremo sui blocchi atleti pieni di paura e prestazioni di scarsa qualità. I 100 metri – aggiunge – diventerebbero un’altra gara e sarebbe necessario a questo punto creare nuove tabelle dei primati.
Il campione italiano in carica dei 100 metri Simone Collio (una delle prime vittime della attuale regola, con la squalifica patita durante la finale dei 60 metri indoor agli “italiani” di Genova nel 2003), riconosce che la squalifica alla seconda falsa partenza, ha diminuito di molto le infrazioni. Rendere ancor più dura questa norma cambierebbe, a suo modo di vedere le cose, la storia dello sprint.
Anche Gigi D’Onofrio, responsabile organizzativo del Golden Gala, tappa italiana della Golden League, afferma che l’attuale regola non ha migliorato le cose viste in prospettiva televisiva, ma addirittura le avrebbe peggiorate. Da studi fatti – egli aggiunge – con l’attuale regola si perde più tempo rispetto a quanto se ne perdeva con il vecchio sistema.
Con la esclusione della prima falsa si verificherebbero senz’altro contestazioni che farebbero perdere ulteriore tempo. La falsa partenza, a suo dire, da più patos alla gara di sprint, ma non si può “cacciare” un atleta alla prima infrazione.

Come si vede le problematiche emerse sono molte. Manca, come ho accennato all’inizio del “pezzo”, la voce degli starter italiani. Ma questa si farà sentire…ve lo prometto!

fonte: La Gazzetta dello Sport / Gustavo Pallicca

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