FESTEGGIATI GLI OLIMPIONICI KENIANI DI IERI E DI OGGI

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La vecchia guardia, capitanata da Amos Biwott, oro olimpico dei 3000 siepi nel ’68 a Città del Messico, insieme a Ben Kogo, che in quella gara completò la doppietta keniana, ha aperto la cerimonia, che ha poi visto insieme campioni della generazione successiva come Julius Kariuki, Douglas Wakiihuri, Moses Tanui Mathew Birir, Moses Kiptanui e Joseph Keter.

Nel segno della continuità di una tradizione che non ha equali, sono infine stati premiati i grandi di oggi, a cominciare da Paul Tergat e Catherine Ndereba, per andare a Isabella Ochichi, Eliud Kipchoge, Wilberforce Talel, Paul Koech Kipsiele e Brimin Kipruto.

Erano presenti le massime cariche dello Stato ed il Vice-Presidente Moody Awori ha annunciato la prossima promulgazione di una legge ad hoc per garantire un trattamento pensionistico adeguato agli atleti keniani ritirati.
Verra’ inoltre creato un archivio permanente delle imprese e delle biografie dei grandi dell’atletica keniana, che sia di esempio alle generazioni future.
Il ministro dello sport ha sollecitato gli stessi atleti a costituirsi in associazione per promuovere i propri interessi a livello governativo.

E’ quasi inutile dire che la cerimonia ha avuto molti dei tratti caratteristici di una festa africana, con fiaccolata e danze tradizionali, e nel suo complesso è stata uno dei tanti segni della faticosa ricerca di una condizione “normale” per un Paese che ha visto da poco più di un anno celebrarsi quelle che forse sono state le prime elezioni veramente regolari nella sua giovane storia di ex- protettorato britannico, indipendente dal 1963.

fonte: The Standard online

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