COMUNICATO STAMPA DI PIETRO MENNEA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Dopo anni di latitanza, in occasione della morte della culturista Daniela Bianchi, il Governo italiano torna ad esprimersi sul doping, con politici dell’ultima ora, ma soprattutto appare discutibile la scelta di alcuni di loro, che dovrebbero occuparsi di questo grave problema. In particolare sembra inopportuna la scelta del sottosegretario con delega allo sport e referente di Forza Italia allo sport, Mario Pescante, ex presidente del CONI, tristemente famoso per le sue dimissioni inevitabili dopo lo scandalo che coinvolse il laboratorio anti-doping dell’Acquacetosa di Roma (dove emerse che si nascondevano o si gettavano le provette da analizzare di alcuni sport). Tale personaggio, si è espresso con una possibile proposta di modifica della legge italiana sul doping (n. 376/2000) per allinearla al nuovo codice dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), e quindi alla volontà del CIO, e che tenga conto della necessità di prevenzione e repressione del fenomeno (doping) nelle categorie giovanili e dell’attività sportive non disciplinate dalla normativa e quindi dal CONI.
In tutti questi anni il CIO, non si è certo distinto per una dura e concreta lotta la doping, al contrario negli anni passati, la percentuale di positività al doping, accertata dal CIO è stata dell’1%, se ciò fosse vero, significherebbe che il problema doping non è mai esistito.
Invece, tutti noi sappiamo che vi sono stati e vi sono sportivi che a seguito dell’utilizzo di sostanze dopanti, sono andati incontro alla morte.
Quindi il CIO, un organismo associativo di diritto privato (soggetto alla legge di un Paese extracomunitario), non può certo dettare linee di comportamento per quanto riguarda leggi di uno stato democratico membro dell’Unione Europea.
La cosa più grave è che non si capisce come Mario Pescante, a suo tempo firmatario (insieme ad altri dirigenti del CONI) della convenzione con il Prof. Conconi e il laboratorio di Ferrara, di cui, è famoso il discutibile operato come è emerso nel corso delle indagini della magistratura, abbia la faccia tosta di farsi promotore di proposte che mirano a conservare lo sport italiano ed internazionale nello squallore che lo contraddistingue, e che mira soprattutto a conservare, negli organismi istituzionali sportivi, il regime di monopolio, non solo nell’attività sportiva, ma anche sulla salute degli atleti e dei cittadini.
Non si comprende come in un Paese in cui non mancano politici capaci, e dotati di buona intelligenza, non si facciano avanti persone con una credibilità meno compromessa.
I Liberali Democratici Europei, invitano le forze politiche nazionali, e il mondo associativo sportivo italiano, a farsi avanti, per evitare che coloro che nel passato hanno prodotto, danni irreparabili allo sport, oggi cagionino altri danni, se possibile ancora più gravi di quelli già provocati, su una problematica che riguarda la prevenzione e la tutela della salute degli italiani.

Roma, 29 Dicembre 2004

Liberali Democratici Europei
Segretario Nazionale
Avv. Pietro Mennea

fonte: Pietro Mennea / Segreteria Nazionale – Liberali Democratici Europei

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