ASTA, DALL’AMERICA CON AMORE

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Sembra sia diventata una moda negli Stati Uniti, ora ha contagiato anche il Sud America. E’ il salto con l’asta, la disciplina forse più spettacolare dell’atletica. Campioni e giovani talenti si preparano per una lunga stagione all’aperto.
Cominciamo da Toby Stevenson, il deluso della finale di Atene, battuto dal collega Mack in una gara tra le più esaltanti dell’intera kermesse olimpica. Il guascone americano sta ultimando la sua fase di preparazione invernale, smentendo così le sue stesse intenzioni di abbandonare le piste. Bruciato probabilmente dallo smacco subito in Grecia, appare assai desideroso di far bene ed arrivare a quelle misure che nessun americano ha mai raggiunto. Superare il 6,03 di Jeff Hartwig del 2000 o sogno dei sogni il record del mondo di Sergey Bubka posto lì su a 6,14 e datato 1994 non sembrano degli obiettivi presuntuosi per Toby, alla luce delle misure ottenute in allenamento.
Lo stesso Stevenson confida infatti di aver saltato in allenamento ben oltre i 6 metri tondi che al momento rappresentano il suo limite personale, la cosa difficile però è di trovare il salto giusto nella gara giusta perché, a detta di Stevenson, chiunque può saltare 6 metri nelle giuste condizioni. Stevenson esordirà con la stagione indoor, partecipando ad un preciso numero di gare in preparazione all’obiettivo principale dell’anno, i Campionati Mondiali ad Helsinki. Nel frattempo si allena a Chula Vista nel Sud della California, sotto gli occhi del padre-allenatore costretto spesso ad assecondare il carattere vulcanico del figlio che non disdegna ad autoallenarsi visionando vhs dei suoi salti. Intanto le sue proverbiali gag comiche sulle piste di tutto il mondo e il caschetto di protezione, ne hanno fatto un personaggio negli Stati Uniti, a tal punto che vengono organizzate gare di salto con l’asta per strada, con la gente disposta attorno alla pedana, ad incitare concorrenti più o meno improvvisati, spesso mascherati, intavolando veri e propri show.
Se gli States già possono vantare grandi astisti, in Argentina affilano le unghie, puntando tutto sulla “disciplina degli acrobati”. Una ragazza in particolare è la sportiva del momento tra gli argentini, si tratta di Alejandra Garcia, 31 anni, finalista olimpica, tredicesima nella gara conclusasi addirittura con il record del mondo della Isinbayeva. Una dei pochi atleti argentini nella storia dei Giochi ad aver raggiunto una finale, gli altri erano stati Osvaldo Suarez nella maratona a Roma 1960 e Antonio Silio nei 10000 a Barcellona 1992.
Un 2004 esaltante per la ragazza delle Pampas, conclusosi con il riconoscimento di atleta sudamericana dell’anno, che fa presagire un 2005 di grandi obiettivi, primo tra tutti il raggiungimento di 4,50, una misura probabilmente alla sua portata. Alejandra Garcia vanta attualmente un personale di 4,43, ottenuto nel 2003, grazie anche ai consigli tecnici di grandi allenatori quali Potapovich ed il “nostro” Vitaly Petrov, che ha visto nell’atleta argentina le potenzialità per esprimere una misura attorno ai 4,60. Proprio questa sarà la misura di riferimento per Alejandra, intenzionata ad acciuffarla in quest’ultimo scorcio di carriera che si concluderà a Pechino 2008.
Ad un’atleta già bagnata dalla gloria della finale olimpica ad un giovane astista pieno di speranze German Chiaraviglio, 17 anni, neoprimatista del mondo giovanile con 5,51. Anche per lui ricorre il nome di Vitaly Petrov, con il quale sta passando un lungo periodo di preparazione nel Centro sportivo Bruno Zauli di Formia, “zona” di allenamento anche del nostro Giuseppe Gibilisco. Chiaraviglio ha tutte le caratteristiche per diventare un grande della specialità. Un infortunio patito una settimana prima dell’Olimpiade di Atene non gli ha consentito di presenziare alla manifestazione, sarebbe stato un record essere lì tra i grandi con la sua età. Il 2004 è stato comunque fantastico per lui: i titoli nazionali vinti nelle categorie giovanili, junior e seniores, l’argento ai Mondiali junior di Grosseto, il bronzo al Campionato iberoamericano assoluto, i titoli sudamericani indoor e all’aperto e soprattutto il sopra citato record del mondo.
Il resto del mondo è avvisato: in America c’è tutta l’intenzione di volare alto nei prossimi anni!

fonte: IAAF- CADA Atletismo Foto: CADA Atletismo

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