ANCORA UN LUTTO PER L’ATLETICA TOSCANA

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Si è spento ieri nella sua casa di Firenze, Vasco Lucci, che per anni è stato uno dei protagonisti della epopea della gloriosa “Giglio Rosso”, la squadra creata dal Marchese Luigi Ridolfi negli anni ’30.

Era nato a Firenze il 10 novembre 1907 e nel 1920, ancora giovanetto entrò a far parte di una società sportiva del rione di S. Niccolò denominata “Alba”, sorta da poco, che propagandava il calcio, il ciclismo, l’atletica e l’escursionismo. Fu allora che il tredicenne Lucci prese parte alla Coppa Primavera che ogni anno si svolgeva fra le abetaie del Monte Morello, nonché alla Coppa Guglielmina a Poggio Pratone.

Cresciuto passò alla Libertas e ne frequentò la palestra, ma soprattutto si mise in luce nella squadra dei “boys”. Dalla Libertas passò alla San Giovannee di S. Giovanni Valdarno per la quale disputò due campionati nel ruolo di ala destra, che gli si addiceva per la sue spiccate doti di velocista.

Nel frattempo si era avvicinato anche all’atletica, sotto i colori dell’Edera prima e, una volta sciolta questa società per ragioni politiche, nel gruppo “Giovanni Berta”. Alieto Bertaccini gli propose di entrare nel Club Sportivo Firenze che a quei tempi era una delle prime società italiane. Quando la sezione del C.S. Firenze passò per volontà del Marchese Ridolfi al campo degli Assi con la denominazione “Giglio Rosso”, Lucci vestì la maglia bianco-rossa con la quale andò incontro ai suoi maggiori successi.

Nel 1929 fu campione provinciale juniores e nello stesso anno vinse anche il titolo assoluto battendo Enrico Torre, olimpionico a Parigi nel 1924 e suo compagno di squadra, con il tempo di 11”1/5. Il 1930 fu il suo anno migliore. Vinse con il tempo di 11”2/5 la finale nazionale del gran premio delle regioni per juniores a Roma e si laureò nuovamente il titolo toscano della velocità con il tempo di 11”0.

Questi successi gli valsero la convocazione in nazionale quale riserva della 4 x 100 per l’incontro Francia – Italia che si disputò a Parigi il 13 luglio. La indisposizione di uno dei frazionisti titolari gli dette la opportunità di schierarsi al fianco di Salviati, Maregatti e Toetti e correre la prima frazione della staffetta veloce azzurra che chiuse al secondo posto con il tempo di 41”6, lo stesso del quartetto francese, stabilendo il nuovo primato italiano. Il record era destinato a rimanere imbattuto per ben sette anni.

Sette giorni dopo quell’impresa Lucci si laureò a Bologna campione italiano juniores dei 100 metri portando il suo primato personale a 10”4/5, secondo miglior tempo dell’anno. L’anno successivo Vasco Lucci vestì nuovamente la maglia tricolore laureandosi campione italiano con la staffetta 4×100 della S.A. Giglio Rosso di Firenze con la formazione che comprendeva Lucci in prima frazione e poi Enrico Torre, Manfredo Giacomelli e il viareggino Guido Cortopassi.

Nel 1932 la Fidal lo designò “probabile olimpico”. Ma il sogno di gareggiare a Los Angeles rimase tale in quanto Lucci, pressato dagli impegni di fabbro nella officina paterna, non poté prepararsi al meglio ed i suoi tempi (11”2/5 sui 100 metri e 23”4/5 sui 200) non gli permisero di superare la selezione definitiva.
Lucci gareggiò a buoni livelli anche nel 1933 (11”2 il suo miglior tempo dell’anno) e conquistò il secondo posto ai campionati italiani di prima categoria con la staffetta veloce della Giglio Rosso.

Due anni durò la carriera atletica di Vasco Lucci ad alto livello. Di lui si ricordava la partenza bruciante, con una reattività allo start veramente eccezionale tanto da suscitare più volte perplessità in fatto di regolarità. Di statura media, era dotato di una muscolatura possente e di una alta frequenza di passo. La prima metà dei suoi 100 metri era di livello mondiale, tanto che per molti anni detenne la miglior prestazione italiana dei 50 metri con il tempo di 5”4/5 ottenuto alla fine del 1930.
Terminata la carriera agonistica Lucci intraprese quella di arbitro di calcio che esercitò per 12 anni, ottenendo infine la qualifica di arbitro benemerito.

Nel 1936 intraprese anche quella di starter sotto la guida di Alieto Bertaccini. Fra l’altro fu giudice di partenza alle Universiadi di Torino del 1959 ed assistente di partenza ai Giochi Olimpici a Roma nel 1960. In seguito entrò a far parte della Commissione nazionale per l’istruzione dei giudici di partenza della FIDAL.
Ha fatto parte della Sezione fiorentina dell’Associazione degli “Azzurri d’Italia”.

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