LA SAGRA DELLE FALSE PARTENZE

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La finale dei 60 metri uomini del Norwich Union Grand Prix, disputatosi il 18 febbraio a Birmingham, ha offerto un’altra dimostrazione di come la regola sulle false partenze varata dalla IAAF nel 2003, non abbia assolutamente raggiunto lo scopo per la quale era stata proposta ed accolta: snellire i programmi delle manifestazioni, evitare pause e ritardi nell’effettuazione delle prove. Anzi direi che l’effetto è stato proprio il contrario.

Ben tre concorrenti sono stati squalificati e la finale, alla faccia dello spettacolo voluto dai mass-media, ha visto ridursi i partecipanti da otto a cinque.
Ma vediamo come sono andate le cose.
Per la finale si sono classificati (esposti in ordine di corsia, partendo dalla prima): Mark Findlay (Tri), Mark Lewis-Francis (Gbr), Leonard Scott (Usa), Kim Collins (Stk), Francis Obikwelu (Por), Jason Smoots (Usa), Jason Gardener (Gbr) e Maurice Greene (Usa), detentore della miglior prestazione mondiale indoor (6.39, Madrid 1998 e Atlanta 2001); il miglior tempo delle batterie (due) quello fatto segnare nella seconda da Kim Collins (6.55/0.153). Da segnalare che con il tempo di 6.56 ottenuto nella prima batteria, dove peraltro è giunto secondo dietro a Smoots, Francis Obikwelu, naturalizzato portoghese, ha stabilito il nuovo primato nazionale.
Anche nelle batterie problemi in partenza: vittima il britannico Daniel Plummer, incorso nella squalifica.
Al primo avvio in finale Mark Lewis-Francis, non da neppure il tempo allo starter di sparare, che è già fuori dei blocchi. Falsa attribuita e cartellino giallo di ammonizione per il resto dello schieramento.
Secondo avvio. Nonostante le implorazioni del commentatore di Eurosport Giorgio Rondelli, che vorrebbe uno starter super veloce (in retrospettiva uno eponimo dello zurighese “Zaccaria, pronti, via!!) e si lascia andare ad ipotizzare addirittura assurdi accordi fra organizzatori, giudici e starter al fine di non “disturbare” lo spettacolo, il portoghese Obikwelu scatta via appena il circuito del rilevatore delle false partenze si apre (0.004) e il doppio sparo dello starter ne sanziona la squalifica. Obikwelu alza gli occhi al cielo, maledicendo la sua fretta e si accomoda fuori della pista.
Normalmente a questo punto gli animi si calmano e tutti rispettano la regola.
Invece la serata di Birmingham è ancora caratterizzata dal nervosismo degli atleti.
Al terzo avvio escono addirittura in due prima dello sparo: Findlay (prima corsia) ed ancora Lewis-Francis che gli era accanto e quindi parte di riflesso.
Lo starter giustamente attribuisce la falsa al trinidegno, che pertanto va a fare compagnia a Obikwelu.
I finalisti sono ridotti così a sei unità.
Lo messa in scena dei “buchi” in partenza deve far impazzire gli uomini della televisione, sempre preoccupati per la spettacolarità delle loro riprese!
Per la quarta volta i concorrenti (alla faccia della concentrazione) tornano sui blocchi.
Tutto a posto? Manco per niente.
Il britannico Mark Lewis-Francis, la cui responsabilità rientra in tutte le false partenze (ad eccezione di quella di Obikwelu), reagisce in 0.098 (limite consentito, come noto, 0.100 e per due millesimi di secondo si vede mostrato il cartellino rosso ed è costretto ad abbandonare la gara!
Al quinto avvio i concorrenti finalmente partono all’unisono.
Vince Leonard Scott del Tennessee, nato il 19 gennaio del 1980, nel tempo eccellente di 6.49/0.143, davanti al campione del mondo dei 100 metri Kim Collins (6.54/0.149) che brucia un sempre valido Maurice Greene (6,54/0.127). Al quarto e quinto posto, nell’ordine, i due Jason della serata: Smoots (6.58/0.195) e Gardener (6.60/0141).
Mai si era vista una finale di una competizione di velocità falcidiata da tante squalifiche.
E pensare che la IAAF sta meditando di portare ulteriori misure restrittive alla regola sulla falsa partenza!
Auspichiamo veramente che gli organi preposti si rendano conto della assurdità ed iniquità delle norme vigenti e pensino seriamente ad un ritorno alla vecchia regola con la quale, mai e poi mai, avremmo assistito al mortificante spettacolo di ieri sera.

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