STORIA DELLA FEDERAZIONE – 18

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Oberweger difende Szabo

Su “Atletica” DEL 19.11 e 3.12.1942 Giorgio Oberweger si chiede perché: “Moltissime promesse si arrestano a un limite fisso e insuperabile dopo un paio d’anni di carriera e di ascesa anche rapida, confermano questo limite per alcune stagioni, e poi, scoraggiati, abbandonano lo sport ingrato che ha tradito tante segrete speranze e frustrato tante riposte ambizioni”.
Egli risponde incolpando la tendenza affermatasi in Italia di accreditare: “….allo stile l’esclusiva funzione di portare ai primati….”
Conclude: “….in troppi casi la preoccupazione stilistica smussò il mordente alla determinazione della lotta. Ma, soprattutto, tolse all’atletica l’abitudine alla lunga e tenace fatica fisica dell’allenamento diuturno (…), la preparazione continua fu lasciata in disparte, e le sedute al campo furono dedicate quasi esclusivamente al perfezionamento di un’azione o all’apprendimento di un ritmo mnemonico, o all’assimilazione di un espediente (…).
La F.I.D.A.L. ha reagito a questa nociva tendenza, avvicinando ultimamente un gruppo di corridori ad un atleta ungherese che li ha ricondotti al semso del lavoro muscolare…”.
Alla fine di marzo del 1943 viene diramato il calendario generale delle gare. C’è un commentino: “Né a dirsi che la Presidenza Federale abbia compilato un programma di attività senza essere convinta che esso possa essere tradotto in atto”. In effetti a causa degli avvenimenti bellici non si svolgeranno i seguenti campionati assoluti: maratona, 3000 siepi, marcia su strada 50 km, decathlon.
Ai primi di aprile S.E. Aldo Vidussoni chiede al “duce” di essere esonerato per motivi di salute, dalla carica di segretario del Partito Nazionale Fascista. Viene sostituito da Carlo Scorza nato a Paola (Cosenza) nel 1897. Acque ferme al C.O.N.I. e nelle diverse Federazioni Sportive.
Stiamo per arrivare alla stretta finale del periodo fascista.
Il Comunicato n. 16 della Presidenza Federale in data 16 aprile 1942 dispone che in tutte le riunioni atletiche nazionali regolarmente approvate, ciascuna gara venga intestata a un atleta o giudice di gara caduto in combattimento.
In una riunione al “Guardabassi” di Roma si commemorano i sottonotati atleti, medaglie d’oro al valore militare: Annibale Pagliarin (Treviso Sportiva), Emidio Clementi (GIL Ascoli), Ivo Scapolo (G.A. Padovano), Lino Ferretti (La Fratellanza Modena), Mario Francescano (A.S. Udinese), Adolfo Rebez (GUF Roma).
Quale è la situazione del momento?
Eccola per la penna del solito C. Messina su “Atletica” del 1° luglio 1942: “All’inizio del quarto anno di guerra, in un momento particolarmente duro anche per l’offensiva quotidiana che il nemico porta dal cielo sul cielo della Patria con l’intento – oltre a quello sanguinario, puro e bestiale furore distruttivo – di fiaccarne e magari di ucciderne tutte le attività, il movimento atletico nazionale sta offrendo un così fiero meraviglioso spettacolo di compostezza e di vita quale non sarebbe stato possibile prevedere e che costituisce certo un primato, il nostro primato”.
Il campionati italiani assoluti sono in programma a Milano per il 10 e 11 luglio 1942.
Ogni gara è intitolata ad un atleta caduto in guerra: 100 m (M.O. Pagliarin), 200 m (.M.O. Clementi), 400 m (Marsilio Rossi, campione italiano della specialità nel 1936), 800 m (Marzio Bellini (campione italiano di staffetta 4×1500 nel 1935 e 1936, 1500 m (M.O. Lino Ferretti), 5000 m (M.O. De Michelis) 110 m ost. (Ippolito Piccolini, 2° campione italiano dei 110 ost. nel 1938), 400 m ost. (Franco Martelli, 5° nei 400 ost. e 3° nel decathlon ai campionati del 1938), alto (M.O. Mario Francescano), lungo (Guido Grezzi, campione naz. Juniores 1932 nel salto in alto), asta (M.O. Ivo Scapolo), triplo (Vittorio Turco, 3° campione di triplo nel 1938 e 1939), peso (M.O. Adolfo Rebez), giavellotto (Antonio Vukassina, 2° campione di giavellotto nel 1940), disco (Vittorio Castelli), martello (M.O. Achille Zezon).

Proprio all’alba del 10 luglio, nel tratto della Sicilia Orientale fra Licata ed Augusta, gli anglo-americani operano con successo lo sbarco sul nostro territorio metropolitano. E’ l’inizio della operazione “Husky”.
La radio delle 14 ha appena trasmesso il bollettino in questione quando all’Arena si iniziano i campionati.
L’atmosfera non è delle più allegre, anche se molti sono convinti che,come sicuramente ha assicurato Mussolini, i militari anglo-americani rimarranno per l’eternità stesi sul “bagnasciuga”.
I risultati dei campionati sono riportati nel n.19 di “Atletica” del 15 luglio 1943. Sarà l’ultimo numero della serie prebellica del periodo della F.I.D.A.L.; che ha come condirettori Puccio Pucci e Bruno Zauli ed è stampato dalle “Arti Grafiche Trinacria”, via Crescenzio, 2 – Roma.

25 luglio 1943: caduta del fascismo

Passano quindici giorni. Alle ore 2,40 della domenica 25 luglio 1943 l’ordine del giorno Grandi, che propose “l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio,al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statali e costituzionali”, viene approvato dal Gran Consiglio del Fascismo con 19 voti favorevoli, 7 contrari, uno astenuto e uno nullo.
Alle ore 22,45 dello stesso 25 luglio 1943 la radio comunicava che il sovrano aveva accettato “le dimissioni del cavalier Benito Mussolini” e che aveva incaricato il maresciallo Badoglio di formare il nuovo governo.
Nello stesso pomeriggio il segretario del P.N.F. Carlo Scorza aveva dato istruzioni telegrafiche alle federazioni fasciste provinciali di non reagire.
Cominciava anche al C.O.N.I. e nelle Federazioni sportive il terremoto.
Stranamente, ancora il 26.7.1943 la Gazzetta dello Sport riporta una notizia datata Firenze 25: “Il Marchese Ridolfi e il segretario generale della F.I.D.A.L. Bruno Urbani hanno predisposto un nuovo programma di manifestazioni atletiche…”.
Il 28 luglio 1943 per la penna del suo direttore Bruno Roghi la Gazzetta dello Sport è già allineata “Lo sport (…). Non ha retorica, ché la parola al servizio del megafono (….) E’ il giovane italiano che, sprigionando da sé il meglio delle energie e dei sentimenti, offre il suo nome al quaderno dove la Patria racconta la storia dei suoi vent’anni.
Lo sport è un grande fatto sociale.
Lo sport italiano non sa soltanto di “dover” servire la Patria in quest’ora solenne (…) Ma lo sport italiano ha altresì la netta coscienza di “poter” servire.
Noi, sportivi, noi della Gazzetta dello Sport sappiamo di poster servire…
…Al lavoro, nei limiti concessi, le società locali.
La bandiera tricolore con la sua fiamma rosa della Gazzetta dello Sport, (….) E’ al servizio della Patria, grido dell’anima”.
Gazzetta dello Sport del 30 luglio 1943. Il Consiglio dei Ministri delibera: a) Divieto di costituzione di partiti politici; b) Scioglimento della Camera del Fasci e delle Corporazioni; c) Elezioni per la Camera dei Deputati entro un mese dalla fine della guerra; d) Abrogazione di ogni limitazione in conseguenza dello stato di celibe.
Il giornale sportivo “Il Littoriale” cessa le pubblicazioni.
Esce il primo numero del nuovo giornale sportivo Corriere dello Sport”.
Si commenta in termini elogiativi la disposizione del Consiglio dei Ministri che autorizza gli enti sportivi a continuare la loro attività. “La parola sport non è stata pregata di sostare in anticamera”.
G.d.S. 31/7-1/8/1943. La Segreteria della F.I.D.A.L. ha subito ripreso la sua attività allo scopo di condurre in porto la manifestazioni già avviate.
G.d.S., fondo di Bruno Roghi, dal titolo: Al C.O.N.I. “uno scossone famoso”. Ciò rientra nella logica elementare. Rinati i principi ispirati alla tradizione dell’Italia del Risorgimento. Occhio, Il C.O.N.I. può aspettare….Precipitarsi ora a mettere mano a picconi e a cazzuole….può essere pericoloso indizio di dannose improvvisazioni. Nel campo di attività e di efficienza del C.O.N.I. c’è chi ha chiuso e chi ha tenuto aperto”.
G.d.S. 3 agosto 1943. Da Bologna 2 agosto Erardo Mandrioli sottolinea che questa è stata la prima domenica in bianco per lo sport da cinquant’anni a questa parte. “Deserto lo stadio Comunale (sarà questa con tutta probabilità la nuova denominazione del maggio stadio cittadino). E’ sparita la bronzea figura del cavaliere della statua equestre, ma è rimasto il cavallo, criniera al vento….”.
G.d.S. 4 agosto 1943. “Ecco perché oggi, scrive la Tribuna adoperare il “voi” non può rappresentare una manifestazione della sopravvivenza di un costume passato…”.
Alla Biblioteca del C.O.N.I. qualcuno ci farà osservare, nel 1969, che in Istria il “voi” si dava agli ubriachi che importunavano i passanti.
G.D.S. 7 agosto 1943. “Niente libro di Stato nelle scuole a cominciare dal prossimo anno scolastico.
Lisbona, 6. Presentimenti di guerra fra America e Russia.
G.d.S. 7-8 agosto 1943. Roma, 6. Nuovo inquadramento C.O.N.I .- O.N.D.- C.A.I. Il decreto 2 agosto sulla soppressione del P.N.F. porta anche la soppressione del G.U.F.
Il C.O.N.I. e l’O.N.D. passano alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio. Il C.A.I. alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione (ex Ministero dell’Educazione Nazionale).
La sistemazione del C.O.N.I. è imminente con la nomina di un commissario straordinario. Si procederà a un’accurata revisione delle passate gestioni economiche. La nomina del Commissario sarà seguita da un’immediata revisione delle cariche federali.
G.d.S. 10 agosto 1943. Roma, 8. L’ing. chimico Alberto Bonacossa, nato a Vigevano il 24 agosto 1883, è nominato commissario straordinario del C.O.N.I.
G.d.S. 2 settembre 1943.Roma, 1. Il C.O.N.I. nomina Commissario della F.I.D.A.L. il colonnello Gaetano Simoni.

fonte: A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”

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