EUROPEI INDOOR: I CAMPIONI SU 60 E 400

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Seconda giornata di Euroindoor a Madrid e primi verdetti nella velocità. A portare in alto i colori azzurri il solo Simone Collio, finito a 4 centesimi da una possibile medaglia di bronzo nei 60.
La gara si è incentrata sulla sfida tra i grandi del Vecchio Contintente, Jason Gardener, Mark Lewis-Francis e Ronald Pognon. Collio aveva come compito quello di mettersi sulla scia, cercando di pescare la gara buona e magari trovare un gran tempo.
Così non è stato, gli inglesi sono partiti forte, Gardener in particolare, male Pognon, costretto a rincorrere anche Lewis-Francis. Sul traguardo è Gardener ad imporsi, per lui 6”55 e personale stagionale, secondo l’amico Lewis-Francis in 6”59, anch’egli con la miglior gara dell’anno, parziale delusione per Pognon, solo terzo con un tempo abbondantemente al di sopra delle sue recenti prestazioni, 6”62. Un tempo eguagliato anche dal nostro Verdecchia in semifinale ed ampiamente alla portata di Simone Collio, arrivato invece a soli 4 centesimi da Pognon, per un 6”66 che lascia molto amaro in bocca per l’occasione sfumata di salire sul podio. Del resto, alla luce degli acciacchi patiti negli ultimi giorni, che hanno seriamente messo in dubbio la stessa partecipazione del finanziere alla manifestazione, nulla di più si poteva chiedere ad un Simone Collio che si conferma comunque sempre di più leader della velocità italiana.

Nei 60 femminili si attendevano i botti delle atlete greche, alla fine l’ha spuntata l’esperta belga Kim Gevaert, capace di un 7”16 sufficiente a respingere sia Kokloni che Karastamati, al traguardo rispettivamente in 7”18 e 7”25. Tutto sommato delusione soprattutto per Kokloni che in batteria aveva fatto segnare il miglior tempo della rassegna e relativo primato personale, 7”14, ma probabilmente i turni eliminatori ne hanno logorato più del dovuto fisico e cervello.

“Botti” se ne sono visti eccome nella gara dei 400 donne, che ha fatto segnare un nuovo record mondiale stagionale. Si tratta del 50”41 della russa Svetlana Pospelova vincente dopo un finale combattuto con la bielorussa Usovich a siglare il nuovo record nazionale con 50”55. Gara di alta qualità tecnica oltre che emozionale quindi, con altre due atlete, Ilona Usovich e Monika Bejnar, al miglioramento dei propri limiti personali, con i rispettivi 52”06 e 52”63.

Sorpresa assoluta della giornata invece l’irlandese David Gillick nei 400, capace di togliere il primo posto anche al favorito atleta di casa David Canal. Gillick ha ripetuto la gara disputata in qualificazione, dove aveva corso in 46”17 cogliendo il primato personale. Questa volta ha chiuso in 46”30, tempo sufficiente per respingere un Canal incapace di far meglio di un 46”64 che gli regala solo un argento. Terzo Sebastian Gatzka a tener alta la tradizione tedesca, in 46”88.

Oggi l’ultima giornata e l’ultimo atto della velocità, con le finali di 60hs e 200. Nelle qualificazioni dei 60 hs uomini sinora ha brillato il nome del lituano Olijar, capolista con 7”59, seguito da vicino dall’austriaco Lichtnegger (7”62), dallo svedese Nossmy (7”63) e dal francese Doucoure’ (7”64). Passa anche l’azzurro Giaconi, terzo nella sua batteria con 7”71.
Tra le donne una lunghezza sopra le altre le svedesi Jenny e Susanna Kallur e la tedesca Kirsten Bolm, tutte sotto la berriera degli 8”00. Fuori le italiane Macchiut e Cattaneo, con quest’ultima arrivata in semifinale dopo il personale in batteria con 8”19.
200 metri che hanno visto l’uscita di Massimiliano Donati in semifinale, con 21”11, dopo aver corso una batteria in 21”05, primato stagionale sulla distanza. Appaiono pretendenti al titolo il tedesco Unger(20”64) e l’inglese Chris Lambert, cha ha corso da personale in semifinale, con 20”74.
Sembra invece una formalità la vittoria di Ivet Lalova nella gara femminile. La bulgara ha corso in semifinale in 23”08, di gran lunga più veloce dell’austriaca Mayr-Krifka (23”24) e della russa Kondratyeva (23”27), lasciando trasparire la consapevolezza di scendere agevolmente sotto i 23”. Questo pomeriggio l’assegnazione degli ultimi titoli.

fonte: RFEA-EAA Foto:IAAF/Getty Images

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