STORIA DELLA FEDERAZIONE – 19

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Visto il clima da stato d’assedio che vigeva in quel periodo e le preoccupazioni per i continui bombardamenti, non molte furono le reazioni che seguirono alla nomina di Alberto Bonacossa a Commissario del C.O.N.I., l’8 agosto 1943.
Tra l’altro egli aveva le carte in regola, essendo membro del Comitato Internazionale Olimpico fin dalla 23.a Sessione tenutasi a Praga dal 26 al 28 maggio 1925;al termine della quale il barone De Coubertin aveva passato la presidenza del C.I.O. allo svedese marchese De Baillet-Latour.
Come contorno e conforto alle fatiche dei paludati membri dell’Olimpismo il 30 maggio, in Praga naturalmente, la nazionale italiana aveva debuttato in campo internazionale contro gli atleti di casa.
Alberto Bonacossa “ha avuto una presa di contatto con l’avv. Puccio Pucci dal quale, logicamente, in assenza del decaduto presidente avrà preso le consegne dell’ente”, stampa la Gazzetta dello Sport del 10 agosto datando la notizia Roma, 9.
Che significa quel “logicamente”? Significa che per ordine del governo Badoglio (nella foto il Gen. Pietro Badoglio) agli inizi di agosto “si era proceduto ad una vasta ed eclettica serie di arresti”. (Zangrandi,opera: 25-7/8/9). Con il maresciallo Cavallero erano stati fermati gli ex ministri Bottai, Starace, Teruzzi; alcuni generali della milizia, fra cui Mario Candelori, campione italiano dei 1500 nel 1914 (questo Candelori era l’unico a cui fosse giunto l’ordine, poi ritirato da Scorza, di mobilitare la milizia dopo l’arresto di Mussolini) e l’on. Raffaello Manganello, presidente del C.O.N.I.
Manganiello in seguito diventerà prefetto della Repubblica Sociale Italiana.
Pezzo di Roghi (G.d.S. 12 agosto 1943) su il Commissario Bonacossa alla fabbrica del C.O.N.I. “Cosa vede il conte Bonacossa appoggiato allo schienale della sua sedia? Ogni interrogativo si scontra, è evidente, col riserbo del Commissario, il silenzio essendo il primo strumento del buon operaio….Oggi i giovani non vogliono appassionatamente che questo: l’onore dell’Italia. Nonostante il contagio degli accentramenti e delle impalcature (…) lo sport ha sempre reagito alla sua rivoluzionaria maniera (…) oggi lo sport italiano soffre di essere una piramide rovesciata, il vertice piantato in basso, la base rivolta in alto; il C.O.N.I. che regge sulla punta del naso le Federazioni, le Federazioni che fanno dell’equilibrismo lassù”.
Il 12 agosto Bonacossa assume la presidenza di tutte le Federazioni. “Pertanto i presidenti delle predetta federazioni cessano con la stessa data dalle loro funzioni. I segretari restano in carica e si atterranno alle mie disposizioni per l’ordinaria amministrazione. Con la data odierna il segretario generale del C.O.N.I. cessa dalle sue funzioni”.
Insistiamo nella pubblicazione di queste date perché sul libro ufficiale, “Il C.O.N.I. e le Federazioni Sportive”, tutto ciò è pressoché stravolto. Segno indubbio che si è voluto di proposito ignorare che i governi italiani legittimi sono quelli che dopo l’8 settembre 1943 si sono ricostituiti prima a Brindisi, poi a Salerno. E non già quelli della sedicente repubblica cosiddetta di Salò, alla quale aderì a suo tempo la maggioranza degli attuali dirigenti del C.O.N.I.
Un breve comunicato della F.I.D.A.L., ancora in data 12 agosto avverte che il 21-22 agosto avranno luogo regolarmente le riunioni di recupero del Campionato di società.
Pia illusione evidentemente: “l’uragano distruttore nemico si è abbattuto su Milano nella notte del 13 agosto. Il Velodromo Vigorelli completamente distrutto. L’Arena presenta uno squarcio a destra del Pulvinare. La tribuna centrale del campo di Tennis Porro Lambertenghi è bruciata.
A Riva viene arrestato Amerigo Dumini implicato nell’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti avvenuta nel 1924.
Canestrini (G.d.S. 19 agosto 1943) a proposito degli autoveicoli che dopo i bombardamenti sono riapparsi in interminabili teorie, nonostante benzina e gomme fossero da tempo introvabili, perora la revoca di tutti i permessi di circolazione individuali a vantaggio dei mezzi pubblici.
Roghi (G.d.S. 23-24/8/1943) a proposito della distruzione degli impianti sportivi: “…perdiamo soltanto un quinto di secondo per elevare il nostro pensiero memore ai propagandisti-fanfara, agli atleti del megafono, che succhiavano la caramella letteraria di un funesto verbo all’infinito coventrizzare”.
Questo verbo era stato coniato dopo che la aviazione tedesca aveva pressoché distrutto la città inglese di Coventry. Da Roma si apprende che il 24 agosto il conte Bonacossa ha nominato un primo scaglione di commissari alle diverse federazioni, fra cui calcio, tennis, canottaggio, ciclismo e sci.
Particolare curioso. L’unico commissario che fosse anche prima del 12 agosto (e non 25 luglio come si ostina a stampare il C.O.N.I.), presidente della stessa federazione è Adriano Rodoni (ciclismo).
Viene nominato commissario per il calcio Giovanni Mauro, che nel 1922 prima del colpo di mano dei militari al congresso della F.I.S.A. del novembre 1922, aveva fatto parte del C.D. della F.I.S.A. stessa.
Il 26 agosto a Roma si ricostituiscono gli esploratori cattolici, disciolti nel 1927. In pari data vengono annullate tutte le tessere C.O.N.I. che davano libero ingresso alle manifestazioni sportive.
Il “Popolo” di Roma il 27 agosto dissente dalle ragioni che hanno suggerito lo scioglimento dei G.U.F.
Pasquale Stassano, spesso direttore di riunione, spesso giudice arbitro e Fede Arnaud, esperta nel tiro a segno, figurano tra i principali esponenti dell’Ente Assistenza, istituito dal governo Badoglio dopo i due bombardamenti di Roma.
Roma, 31 – “Il giornalista Giuseppe Sabelli Fioretti viene nominato da Bonacossa, commissario del C.O.N.I., suo segretario”.
Ottaviano Massimi viene nominato commissario della S.S. Bruno Mussolini.
Il 1° settembre Bonacossa nomina altri commissari delle federazioni sportive. Rimangono ancora senza commissione: atletica pesante (FAI), ginnastica (RFCI), golf (FIG), pallacanestro (FIP), rugby (FIR), tiro a segno (FITS).
Per la F.I.D.A.L. il nuovo commissario è il colonnello Gaetano Simoni. La G.d.S. del 4-5/9/1943 pubblica la foto di Simoni “che fa parte dal 1935 del C.D. della F.I.D.A.L.”.
In effetti Simoni appare per la prima volta neL C.D. della F.I.D.A.L. il 26 novembre 1936.
Il 4 settembre il C.O.N.I. vieta per tutta la durata della guerra la costituzione di nuove società sportive.
Alle ore 17,20 del 3 settembre 1943 a Cassibile in Sicilia,il generale Castellano vestito tutto di nero e con occhiali dello stesso colore firma per conto di Badoglio il cosiddetto “armistizio corto”, che doveva por fine alle operazioni militari fra Italia e alleati. Per questi ultimi mette la controfirma e precisamente per Eisenhauer presente, il generale Smith in tenuta kaki, pantaloni corti e camicia, senza giacca.
Il generale Taylor e il suo colonnello Gardiner, pure presenti alla cerimonia, dopo una serie di spericolate avventure, arrivano a Roma la sera del 7 settembre, ma non riescono a prendere contatto con Badoglio onde combinare la famosa spedizione di paradutisti su Roma che doveva avvenire, e non avvenne al momento della proclamazione pubblica dell’armistizio.
Di qui la celebre frase di Taylor “An awful jam!”, una bella anzi terribile marmellata, e la mancata difesa di Roma, che produsse incalcolabili lutti e danni alla nazione italiana.
Alle 17,30 arriva il non meno famoso e cifrato telegramma da Algeri che impone al governo italiano di dichiarare entro le ore 20 l’armistizio.
Alle ore 20 dell’8 settembre la radio trasmette con la voce di Badoglio che l’Italia ha firmato l’armistizio con le Nazioni unite. Ma si trattava di una registrazione eseguita probabilmente nelle prime ore del pomeriggio.
Alle 21 infatti la carovana che trasporta a Pescara la famiglia reale e una quantità non ben precisata di generali è già in viaggio, singolarmente evitata dalle truppe tedesche.
Il colonnello Simoni commissario straordinario della F.I.D.A.L.? Resta a Roma.
Nella città eterna si accendono alcuni combattimenti; ma si determina anche un periodo interlocutorio dei poteri. Tanto è vero che ancora l’11 dicembre la G.d.S. stampa un bel pezzo in cui si esamina il provvedimento di Bonacossa che ha disposto che il C.O.N.I. abbia un preciso organico e che i dipendenti chiamati a coprire tale organico debbano essere assunti con il contratto previsto per l’impiego pubblico. Ci si arriverà dopo più di dieci anni!
L’ultimo numero della Gazzetta dello Sport con direttore Roghi esce il 12 settembre 1943. Quattro giorni di vacanza poi la “rosea” riappare con redattore responsabile .
I pezzi scritti da Roghi nei 45 giorni con i richiami al risorgimento, alla democrazia, alle piramidi rovesciate, alla necessità di inchieste amministrative intorno alla gestione del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive fra il 1922 ed il 1943, lo convincono di darsi alla macchia.
Il 16 settembre la G.d.S. porta molte notizie:
– Berlino, 15: Come è avvenuta la liberazione di Mussolini?
– Berlino, 17: Nasce il Partito Repubblicano; sei ordini di Mussolini.
Il 4° riguarda la ricostituzione immediata di tutti gli uffici del Partito; il 6° la nomina di Renato Ricci a comandante della ricostituita Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Il 29 la G.d.S. ridiventa quotidiano, dopo il breve periodo della trisettimanalità. La valuta legale in Italia è rappresentata non solamente dalle lire ma anche dai marchi tedeschi. Rapporto nell’ordine dato: 1 a 0,10.
La G.d.S. a corto di altri argomenti pubblica estratti e belle riproduzioni di un “Trattato elementare dei differenti esercizi ecc.” pubblicato per i tipi della casa editrice Giovanni Pirotta nel 1829. Autore certo P.N.
I nuovi dirigenti fascisti, più o meno repubblicani, intanto non perdono tempo. Bonacossa commissario del C.O.N.I. nominato da Badoglio è ignorato perché irreperibile.
Il 2 ottobre 1943 viene nominato commissario del C.O.N.I. l’architetto Ettore Rossi, che in pari data stabilisce la decadenza dei commissari delle federazioni sportive nominati nei 45 giorni.
Quindi anche Simoni commissario della F.I.D.A.L. decade dalla carica, che viene assunta temporaneamente, insieme a quella di tutte le altre federazioni dal predetto arch. Rossi.

fonte: A.S.A.I.-Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”

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