STORIA DELLA FEDERAZIONE – 20

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Il 16 ottobre 1943 viene ultimato il trasferimento a Venezia della Presidenza generale del C.O.N.I., che prende stanza in San Marco, via S.Faustino 2004.
Segretario generale è ancora l’avv. Puccio Pucci.
Il 23 novembre 1943, d’intesa con il nuovo Partito Fascista Repubblicano, il C.O.N.I. passa alle dirette dipendenze del Ministero della Cultura Popolare della sedicente repubblica cosidettà di Salò. Ma hanno un valore legittimo tutti questi provvedimenti effettuati da parte di organi assolutamente illegittimi? A Venezia hanno le carte; ma esse sono state trafugate “manu militari”.
Venezia, 23 novembre 1943: il commissario del C.O.N.I. dispone lo scioglimento del Direttorio federale della F.I.D.A.L., eccezion fatta del segretario che passa direttamente alle sue dipendenze. Il provvedimento riguarda evidentemente Saini.
A Milano l’attività atletica continua. Il gruppo Universitario Fascista Repubblicano, di cui è segretario Renato Tammaro, organizza alla fine di novembre una riunione al campo Giuriati.
Per domenica 12 dicembre sono convocati a Milano dal segretario del C.O.N.I. dott. Mario Saini tutti i dirigenti di atletica dell’Alta Italia.
Il 1° gennaio 1944 direttore della Gazzetta dello Sport è Armando Cougnet. Drastici provvedimenti del C.O.N.I. in gennaio contro i giovani che ricorrono a sotterfugi o si rendono irreperibili per non essere inviati in Germania.
“…Il Commissario del C.O.N.I. ha disposto che d’ora innanzi sia inibito ai militari di qualunque classe, dichiarati inabili al servizio incondizionato, di gareggiare nei campionati di qualsiasi grado e categoria organizzati dalle federazioni sportive. E’ altresì vietata la partecipazione a prove agonistiche agli atleti delle classi 1923-1924-1925 non alle armi”.
Gazzetta dello Sport del 18 marzo 1944 – Titolo: “Puccio Pucci nuovo capo dello sport italiano”. Venezia 14 –Il Min.Cul.Pop. comunica che l’avv. Puccio Pucci è stato nominato presidente del C.O.N.I. in sostituzione dell’arch. Ettore Rossi nominato segretario del Sindacato Artisti”.
Carriera di Pucci secondo la G.d.S. del 18 marzo 1944. In precedenza segretario della F.I.D.A.L.; dal dicembre 1939 al 25 luglio 1943 segretario del C.O.N.I.; rientra poi nei ranghi della Repubblica Fascista come capo di gabinetto del segretario del Partito.
Denuncia di Luigi Ferrario sulla G.d.S. dell’8 aprile 1944: “….molti dei grandi campioni dal 25 luglio si sono dati alla latitanza e non si sono fatti vivi che….presso la cassa della federazione o dei Comitati provinciali del C.O.N.I. per invocare assistenza”.
Secondo voci che corrono la presidenza del C.O.N.I. sarebbe sul punto di prendere dimora a Milano.
G.d.S. 17 aprile 1944 – Virgilio Tommasi viene nominato presidente della F.I.D.A.L. Al suo fianco funzionerà come segretario generale Bruno Urbani.
Ancora alcune notizie per meglio inquadrare l’attività del C.O.N.I. e della F.I.D.A.L. che, fuggiaschi da Roma, operano tra Venezia e Milano, agli ordini del Min.Cul.Pop. della sedicente Repubblica cosiddetta di Salò.
G.d.S. 1 febbraio 1944, Venezia. L’arch. Rossi, commissario del C.O.N.I., nella sua qualità di reggente della F.I.D.A.L., convoca per il 13 febbraio a Venezia i dirigenti dei comitati di zona della F.I.D.A.L.
La riunione verrà in seguito spostata a Milano e per il 17 febbraio; ad essa parteciperà il segr.gen.della F.I.D.A.L. Saini. Vista la situazione si decide di interpellare le società intorno alle modalità di svolgimento del campionato di società.
Le proposte saranno, si afferma, pubblicate sul giornale ufficiale della F.I.D.A.L. “Atletica”. I numeri di questo giornale stampati nel periodo cosiddetto “repubblichino” sono assolutamente introvabili.

Morte di Mina pioniere dell’associazionismo in atletica
Nonostante i tempi burrascosi la G.d.S. del 29 febbraio 1944 dà la notizia della scomparsa di Mario Luigi Mina pioniere dello sport piemontese, fondatore dell’Unione Podistica Italiana, poi trasformata in Federazione Podistica Italiana.
La sua morte era avvenuta ad Almese il 15 febbraio 1944. La moglie Ida Sogno gli sopravviverà 22 anni, morendo a 91 anni suonati in Torino il 3 novembre 1966. Aveva custodito fino alla sua morte un baule di documenti della U.P.I poi andati dispersi o distrutti.
Il 28 marzo da una misteriosa località, che i giornali indicano con una misteriosa “X”, giunge la notizia che il MinCulPop ha nominato Mario Saini segretario generale del C.O.N.I.; che giunge a questo importante incarico “con una preparazione perfetta”. Sono le stesse parole usate da “Atletica” del 21 dicembre 1963 quando Saini ritornerà nuovamente alla stessa carica, questa volta nella vera e reale “Repubblica Italiana”.
Dice un proverbio cinese: “Siediti sulla riva del fiume e aspetta che il cadavere del tuo nemico galleggi sul filo della corrente”.
Come abbiamo già detto, i giornali del 17 aprile 1944 portano la nomina di Virgilio Tommasi, olimpionico, primatista italiano (con 7.41), sei volte campione italiano (fra il 1924 ed il 1931) sempre nel salto in lungo, a presidente della F.I.D.A.L.
“ E’ il primo dei presidenti sportivi che assume la direzione dopo l’otto settembre 1943. A suo fianco come segretario generale Bruno Urbani, che ha già retto la segreteria durante il richiamo alle armi del dott. Saini”.

Direttorio F.I.D.A.L. nella Repubblica di Salò
Il 18 aprile 1944 il MinCulPop nomina due altri presidenti: il dott. Giampiero Filippi (canottaggio) e il primo seniore Giovanni Brinchi-Giusti (pattinaggio a rotelle e hockey); il 26 maggio 1944 un altro: il dott. Ing. Carlo Donadoni (pallacanestro); il 2 giugno: Renato Ricci (sport invernali); il 16 giugno: il dott. Enrico Aureggi (nuoto) e A. Alacevich (rugby); il 5 luglio: Fernando Pozzani (calcio).
Sempre da Venezia il 10 luglio 1944 il C.O.N.I. completa le cariche della F.I.D.A.L. con la nomina dei componenti il “Direttorio”: Ing. Nicolò Bertagnoni, Carlo Borotto, Francesco Diana, Luigi Ferrario, geom. Vincenzo Ferrario, dott. Giovanni Gentili, Giusto Ghersa, dott. Graziano Nicola, Ezio Mandroni, Antonio Pavan, Italo Stancari.
Da Venezia la F.I.D.A.L. dirama ai primi di maggio il calendario agonistico del 1944. In località da stabilire, il 17 settembre, sono previsti i campionati italiani assoluti. Aggiungiamo che è un puro atto di fede politica, perché in settembre avranno invece luogo massicci rastrellamenti di brigate nere e di tedeschi nelle zone controllate dai partigiani e di campionati non se ne parlerà più.
Emilio Colombo, nominato in marzo direttore della Gazzetta dello Sport, il 29 maggio verga un editoriale: “….Ah sì, meglio, mille volte meglio, fare e far fare dello sport, assistere alle competizioni atletiche, discutere di gare e di campioni, di reclute e di programmi più o meno audaci, che non avvelenarsi lo spirito al caffé o nei ritrovi pseudo familiari, così vuoti di idee e di maschio vigore patriottistico, per non dire di peggio”.
Deteriore giustificazione dello sport, aggiungiamo noi, ridotto dalle classi dirigenti di tutti i tempi e di tutte le latitudini alla funzione di “oppio dei popoli”.

Gli alleati a Roma
Il 2 giugno 1944, come conseguenza della operazione “Diadem”, Roma è percorsa dalle prime colonne alleate.
Arrivati gli alleati a Roma, si costituisce il primo gabinetto Bonomi. Ne fanno parte fra gli altri Croce, Togliatti, Nenni, La Malfa.
Per quanto riguarda la questione sportiva, che non era mai stata trattata dal governo Badoglio nel cosiddetto “Regno del Sud”, s’inserisce ora la furba azione di bruno Zauli, volta a salvare tutto l’edificio fascistico dello sport italiano. Si tira fuori il R.D.L. 2 agosto 1943 che, mentre disponeva la soppressione del Partito Nazionale Fascista, passava alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il C.O.N.I.
Bonomi nomina l’avv. Giulio Onesti, un artigiano trentaduenne residente a Roma, commissario del C.O.N.I.
Se leggiamo l’edizione 1967 del volume “Il C.O.N.I. e le Federazioni Sportive” si ha l’impressione che il 28 giugno 1944 sia avvenuto un pacifico passaggio di consegne fra l’avv. Puccio Pucci e appunto Onesti. Ma ciò non risponde al vero.
Onesti se ne stava a Roma e Pucci impazzava invece al nord; né aveva nessuna intenzione di cedere le redini del C.O.N.I.
Le cederà solamente in conseguenza dei fatti del 25 aprile 1945; “et pour cause”.
Zauli prende stanza in una viuzza laterale di Via IV novembre; semplicemente come facente funzione di segretario del reggente della F.I.D.AL. Col. Simoni, nominato da Onesti alla fine di giugno del 1944. Vi sono ora due C.O.N.I. nettamente distinti: uno al nord e l’altro al centro.
G.d.S. del 20 giugno 1944 – Stoccolma 19. I giornali britannici discutono sul posto da riservare, finita la guerra, alle nazioni del tripartito. “Il punto di vista generale, precisa l’agenzia Reuter, è che l’Italia, la Germania e il Giappone dovranno essere esclusi da tutti gli avvenimenti sportivi internazionali per almeno una generazione, fino a quando cioè quesi paesi non saranno epurati dall’idea fascista”.
Commento de la G.d.S. : “La disposizione assume carattere di ferocia”.
Il 2 agosto 1944 la prima Assemblea Regionale convocata democraticamente, quella del Lazio, elegge Ottaviano Massimi Presidente Regionale.
Che il C.O.N.I. nord non abbia cessato la sua attività dopo la nomina di Onesti avvenuta il 28 giugno 1944 è provato dalla reazione del C.O.N.I. Pucci a una disposizione del Ministero degli Esteri della sedicente repubblica cosiddetta di Salò presa in seguito all’attentato contro Hitler del 20 luglio 1944 alla Wolfschanze (tana del lupo): “Il Ministero degli Esteri di concerto con il Ministero della Cultura Popolare ha disposto la sospensione fino a nuovo ordine di tutte le manifestazioni sportive”.
Da Venezia il 6 agosto il C.O.N.I. fa sapere che la disposizione a suo modo di vedere riguarda solamente il calcio, il ciclismo e il pugilato professionistici.

Il C.O.N.I. a Milano
Una gara di marcia sospesa a Ponte Chiasso il 30 luglio viene infatti disputata regolarmente il 6 agosto.
Il 23 agosto 1944 il Comitato Centrale del C.O.N.I. si trasferisce da Venezia a Milano, tutt’uno con molte federazioni fra cui il calcio (FIGC), il nuoto (FIN), la scherma (FIS), il ciclismo (FIC), l’atletica leggera (FIDAL), la ginnastica (FGI) che ha perduto l’appellativo di reale. Gli uffici sono posti al secondo piano in Via della Passione, 9.
Luigi Ferrario redattore della “Gazzetta” e membro del Direttorio della F.I.D.A.L. viene nominato capo dell’ufficio stampa del C.O.N.I.
Il 28 agosto 1944 si apprende da Gargnano che tutte le manifestazioni sportive, nessuna esclusa, sono sospese per disposizioni di carattere superiore. Gli è che l’offensiva alleata, dopo l’insurrezione vittoriosa di Firenze conclusasi il 13 agosto, continua massiccia e mette in pericolo tutto il dispositivo militare tedesco nella pianura padana. Gli uffici si vuotano e innumerevoli colonne di camion portano i documenti oltre il Brennero.
A sottolineare le contraddizioni della Repubblica di Salò, nella quale innumerevoli sono i centri di potere slegati gli uni dagli altri, ecco una notizia sulla G.d.S. dell’11 settembre 1944: “La ripresa del galoppo a S.Siro è giunta quieta quieta….ha offerto emozioni agli scommettitori privati….Nel Premio Eupili, £. 36.000, Veltro batte Traghetto. Totalizzatore: v.29 – p. 12,11 -. Acc. 67 – dupl. 263”.

Consolini sfiora il suo primato mondiale
Così mentre si proibiscono tutte le manifestazioni sportive si riaprono le porte degli ippodromi.
L’ambiente reagisce e tutte le domeniche i campi vedono…allenamenti generali che in effetti non sono altro che competizioni agonistiche vere e proprie con giudici e cronometristi ufficiali. Al Giuriati di Milano il 17 settembre 1944, presente addirittura Virgilio Tommasi (n.d.A.: per coloro che non lo sapessero, Virgilio Tommasi è il padre di Rino Tommasi, noto giornalista televisivo, grande esperto di tennis e pugilato), presidente della F.I.D.A.L. nord, Adolfo Consolini, del Dopolavoro Chatillon e Unione Sportiva Milanese, testé risorta, lancia il disco a m. 51.60; il 19 novembre il “gigante buono”, come comincia a essere chiamato, ottiene addirittura m. 52.28, miglior prestazione mondiale dell’anno; 2° Kenk 40.37, 3° Rosa 34.54. Tale prestazione, chissà perché, è ignorata da quasi tutti gli autori, italiani compresi. In un vero e semplice allenamento una settimana prima Consolini era stato misurato a m. 52.85.
L’ex presidente del C.O.N.I. Raffaele Manganiello, che stava recandosi da Milano a Torino per prendere possesso della carica di “Capo della provincia”, viene catturato e giustiziato sull’autostrada dai partigiani.
Lacrime di Ferrario: “….quando Manganiello venne allo sport non conoscevamo di lui se non il nome; mentre i meglio informati ci illustrarono le sue capacità direttive in campo politico….”. Ricordatevi il detto: “Lo sport agli sportivi”.
Sullo stesso numero della “Gazzetta” vi sono insolitamente numerose notizie sportive provenienti dall’estero: da Lipsia (Bach, disco a m. 59.02), da Helsinki (Heino, 3000 in 8:31.6), da Falkoping (Andersson, 1500 in 3:52.1), da Riga (Stendnicks, giavellotto a m. 70.86); e addirittura da Mosca (Karakulov, 100 in 10.6, primato sovietico o meglio russo come si diceva allora).

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fonte: A.S.A.I.-Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”

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