WALLACE SPEARMON SORPRENDE, JONES E MONTGOMERY AL RITORNO

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Dopo una stagione indoor maiuscola, il giovane talento americano non accenna a rallentare, ed al debutto nel meeting di Walnut in California, subito prestazione da record. Tornano al debutto Marion Jones e Tim Montgomery dopo l’uragano doping.
Si chiama Wallace Spearmon è uno dei nuovi fenomeni della velocità americana, assieme a quel gruppetto di giovani colleghi che rispondono ai nomi di Clement, Merritt e compagnia.
La stagione indoor lo aveva consacrato miglior duecentista al mondo in questo inizio di stagione, con le migliori 5 prestazioni mondiali dell’anno, abbattendo di volta in volta i suoi personali.
La progressione non sembra fermarsi neanche con la stagione all’aperto, iniziata per il ventenne dell’Arkansas University proprio lo scorso weekend, durante l’incontro di Walnut, nella solare California. E’ stata subito impresa per il giovane velocista, vincitore nei 200 con un fantastico crono di 19”97, vento a favore +1,7 m/s, tempo che gli consente di abbattere per la prima volta nell sua carriera il muro dei 20 secondi. Dietro di lui staccatissimo comunque con tempo di degno valore, Leonard Scott in 20”48, terzo Wes Felix in 20”80.
Tra le donne bel duello tra Leigle e Dyer, con vittoria di quest’ultima in 22”84, 15 centesimi meglio della rivale, con brezza decisamente oltre i limiti (+3,9 m/s)
Vola la campionessa olimpica dei 200 Veronica Campbell, anche per lei una consistente folata a favore la aiuta a vincere i 100 in 10”98 (+2,8 m/s). Dietro di lei un nome nuovo, tale Halima DeCree in 11”25, terza l’ostacolista olimpica Johanna Hayes in 11”45. Rimanendo in tema di ostacoli, ha portato a casa il nuovo mondiale stagionale Perdita Felicien. La canadese ha chiuso in 12”73, appena due centesimi meglio di Virginia Powell.
Ma l’attesa del pubblico era tutta per il debutto di Marion e Tim, fenomeni della velocità mondiale nel recente passato, prima di essere investiti dal caso Balco.
La Jones, impegnata nei 400, dopo una partenza veloce che l’ha portata sulla scia dell’australiana Jana Pittman fino ai 200 metri, si è gradualmente spenta nella seconda parte di gara, uscendo mesta dalla competizione con un sesto ed ultimo posto, alla luce di un 55”03 assolutamente deludente per lei.
Discorso diverso per Montgomery, atteso in 4×100 da un duello a ferro e fuoco sull’ultimo rettilineo con Maurice Greene. Duello in realtà non c’è stato, o se c’è stato nessuno lo ha percepito, visto che i velocisti del HSI hanno consegnato il testimone nelle mani del loro leader Greene, ben prima di tutti gli altri avversari. Greene ha così chiuso la sua staffetta senza mai entrare in sfida con le All Stars USA di Montgomery, portando la sua squadra ad un 38”73, a fronte del 39”27 della squadra del suo avversario.
Ulimo risultato di rilievo della giornata è venuto dal mezzofondo con il keniano Bernard Lagat alla migliore prestazione stagionale nei 5000 con 13’14”71.

fonte: ESPN/IAAF Foto:ESPN

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