NUOVE IPOTESI SUL MORBO DI GEHRIG

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La malattia dipenderebbe da un abuso d'aminoacidi ramificati.
La nuova inquietante teoria potrebbe far luce sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e su alcune morti eccellenti nel mondo dello sport, in prima linea ovviamente il calcio, con uno dei primi casi registrati, l'ex giocatore del Milan, Giorgio Rognoni, morto nel 1986 all'età di 39 anni.
La sclerosi laterale amiotrofica porta ad una paralisi progressiva dei quattro arti del corpo e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola, la durata della malattia e di circa tre anni, con la morte che sopravviene, nella maggior parte dei casi, per insufficienza respiratoria. La malattia prende il nome da un giocatore di Baseball americano, Henry Ludwing Gehrig, morto all'età di 39 anni dopo 2130 partite giocate nella massima serie del suo campionato. Il male provoca la distruzione delle cellule nervose dedicate alla stimolazione dei muscoli, facendoli atrofizzare poco a poco, al momento non c'è una cura, ed è spesso molto difficile diagnosticarla, i sintomi sono di un generale indebolimento degli arti, unita a difficoltà di deglutizione.
Le prove a sostegno della teoria, parlano del legame che unisce chi assume aminoacidi ramificati, unito all'assunzione d'antinfiammatori, sostanze che nel mondo dello sport sono usate come il pane quotidiano.
Questo mix di sostanze, agirebbe, provocando l'insorgere della malattia, detta, del motoneurone, interferendo sul funzionamento d'alcuni neurotrasmettitori, le prove i due ricercatori epidemiologici, Stefano Belli e Nicola Vanacore, le fondano anche nelle enorme mole di lavoro statistico, fatto su un'indagine capillare di 24 mila atleti, dal 1960 al 1996, di cui 350 di questi morti per la Sla.
Molti di questi prodotti sono acquistabili nei banchi dei supermercati ed in tutti quei negozi che si occupano d'alimentazione e sport, un grido d’allarme è lanciato contro l'uso smodato di questi prodotti, che potrebbe essere la causa, Negli Stati Uniti, di quasi 14 casi al giorno di persone che si ammalano di Sla e che al momento hanno un'ipotesi di vita di soli tre anni.

fonte: European Journal of Epidemiology

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