ASAFA POWELL, MISSILE DI GIAMAICA: 9”84

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Lascia tutti a bocca aperta il velocista giamaicano Asafa Powell. Doveva essere una tranquilla gara di esordio quella di ieri, sabato 7 maggio, nell’incontro di Kingston, si è tramutata invece in una gara fantastica, che lo porta al nuovo record personale, e lo catapulta al terzo posto tra i più veloci di sempre. Stravolte le liste mondiali anche nelle altre discipline dello sprint.

Una gara di esordio con una prestazione così veloce non era mai accaduta nella storia dell’atletica, nessuno si sarebbe mai aspettato che si verificasse ieri nell’impianto di Kingston, durante una riunione ad inviti, ad opera del giovane giamaicano Asafa Powell, lo sprinter più continuo dello scorso anno e probabilmente tra i più delusi della kermesse olimpica di Atene.

Powell aveva in realtà già gareggiato in staffetta 4×100 durante questo inizio di stagione, prendendo pare agli show-meetings americani di staffette. Quella in patria però era la prima gara individuale sui 100 metri, quella per riprendere la giusta confidenza con la distanza. Sempre al clima dei Caraibi una settimana fa Maurice Greene conquistava la leadership mondiale stagionale, con un 10”03 molto confortante per lui. Neanche Powell probabilmente avrebbe mai pensato di fagocitare quel tempo alla prima uscita, sebbene sia sempre apparso consapevole dei suoi mezzi e dei propri margini di miglioramento presumibili dalla continuità di tempi di alto livello della passata stagione. Ora si trova come terzo atleta nella “all time” dei 100 metri, in compagnia dei canadesi Surin e Bailey.

Powell è partito subito forte, molto migliore in partenza rispetto allo scorso anno, anche se il pezzo forte è stato ancora una volta la sua progressione, un allungo che gli ha permesso di accumulare ad ogni passo centimetri su centimetri rispetto agli avversari, per concludere nel crono straordinario di 9”84, con vento regolare +1,8 m/s. Ottimi presupposti per il “giamaicano di Roma”, in riferimento ai lunghi periodi di allenamento passati lo scorso anno allo “Stadio delle Aquile” dell’Acquacetosa di Roma, nel periodo di acclimatamento in vista dei grandi meeting e delle Olimpiadi di Atene.

Dietro di lui un gruppetto di velocisti dalle indubbie capacità, inermi di fronte allo stato di forma di Powell, rispondenti ai nomi degli altri due giamaicani, Dwight Thomas, secondo in 10”05, Michael Foster, terzo in 10”09; del redivivo talento di Trinidad, Darrell Brown quarto in 10”12, succeduto sul traguardo dal britannico Mark Lewis-Francis in 10”13 e dallo statunitense Coby Miller in 10”16.

Pomeriggio decisamente splendido per la velocità quello di ieri a Kingston in tutte le specialità. Nei 200 si rivedeva all’opera il “fenomeno” rispondente al nome di Usain Bolt: il ragazzo è parso aver recuperato appieno tutte le sue doti, chiudendo un 200 in 20”14 con vento regolare +0,9 m/s. Sarà davvero un grande spettacolo vederlo contro il nostro Andrew Howe durante il corso della stagione.

Molto bene anche i 400 metri: il talento “invernale” Lashawn Merritt, giunto direttamente dagli States per l’occasione, se ne ritorna in patria con il nuovo mondiale stagionale, non che primato personale di 44”66, a testimonianza che i tempi indoor non erano un caso. Si fa sempre più realistica l’ipotesi di una 4×400 USA stellare, in grado di abbassare il primato del mondo del team allora guidato da Michael Johnson.

In questo stravolgimento di graduatorie mondiali, le donne non sono rimaste a guardare: Veronica Campbell al pari dei suoi connazionali ha stravinto nei 200, ottenendo il mondiale stagionale con un buon 22”53 (vento contrario di 0,1m/s); situazione analoga per la statunitense Sanya Richards vincente e neoprimatista nei 400 con 49”96.
Ultime perle di giornata i mondiali stagionali nei 100 hs ad opera della canadese d’adozione Perdita Felicien in 12”67 (vento +1,5 m/s) e negli 800 di Kenia Sinclairin 2:00’05.

fonte: IAAF – Foto: Simone Proietti

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