DIMISSIONI DEL PRESIDENTE DELLA FIDAL LAZIO. BOTTA RISPOSTA D’ARCANGELO/MILARDI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Riportiamo il testo integrale tratto dal sito dell'Atletica Rieti in cui c'è la comunicazione di D'Arcangelo e la relativa replica di Milardi, presidente non confermato del quadriennio appena trascorso.

La comunicazione di D'Arcangelo

Irregolarità amministrative della precedente gestione lo costringono a rompere con un ambiente che non opera che ” non concorda con la sua visione della regolarità e della trasparenza”

Carissimi,
con la presente vi comunico la mia decisione di dimettermi dalla carica di Presidente del CR Fidal Lazio e di rimettere il mio mandato nelle mani delle società che democraticamente mi hanno eletto nell’ultima Assemblea Regionale.

La mia decisione irrevocabile nasce dalla necessità di fare chiarezza sugli obiettivi del CRL nel futuro, ma soprattutto sulle regole che si intendono seguire in un Comitato che per il suo ruolo e il suo prestigio dovrebbe essere da riferimento per tutta la Federazione.

In seguito a verifiche amministrative da me svolte , sono emerse palesi irregolarità nella passata stagione del CRL , irregolarità che ho immediatamente denunciato alla Fidal Nazionale e che sono state confermate dalla Ispezione amministrativa che ne è seguita.

La Fidal, tramite lettere del Segretario Generale Gianfranco Carabelli , mi invitava prima (2 marzo) a richiedere alla Ditta Sei Decimi la somma di E 40.200 corrisposta a titolo di anticipazione per le spese di organizzazione dei campionati italiani di cross disputatasi a Roma l’8 febbraio 2004 che doveva essere restituita entro il 10 ottobre , e poi (30 marzo) qualora le richieste per la “restituzione della somma indebitamente corrisposta “ non avessero avuto esito positivo , “ a disporre le necessarie azioni legali “ per il reintegro della somma stessa. Flavio Salvarezza , Amministratore Unico della Sei Decimi e Consigliere Regionale nella passata e presente legislatura, in data 11 /4 faceva pervenire un assegno di Euro 10.000” in conto di quanto da noi dovuto per la sponsorizzazione” dei campionati di cui sopra. Sponsorizzazione di cui non esiste traccia in alcuna delibera del CR Lazio. Nella stessa data Salvarezza mi ha fatto pervenire una lettera in cui si mette apertamente in dubbio la correttezza del mio comportamento. Analoga lettera è stata inviata a tutte le società del Lazio.

Visto che non c’è nessuna chiarezza sulle regole da seguire , non ritenendo giusto continuare a governare con persone che evidentemente non concordano con la mia visione della regolarità e della trasparenza , prima ancora che dei progetti , chiedo alle Società di atletica leggera del Lazio di farsi parte attiva nel processo di rinnovamento reale della Fidal, formando democraticamente un CR unito negli intenti , nelle regole e nelle persone.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questi mesi e prendo sin da ora l’impegno a collaborare per qualsiasi progetto che ponga in primo piano l’interesse primario dell’atletica , delle società e dei giovani. Analogamente mi dichiaro disponibile a rimanere in carica per la normale amministrazione fino all’assemblea elettiva per il bene dell’atletica laziale .

In fede
Firmato
Enzo D’Arcangelo

La replica di Milardi

“Non accetto giudizi infondati ed inaccettabili. Essere accusati di palesi irregolarità , mi rattrista profondamente, ma rafforza il mio desiderio di continuare a lavorare per l'atletica laziale dei giovani”.

Alle Società affiliate alla Fidal Lazio
A Franco Arese
Presidente
Ad Alberto Morini
Vice Presidente Vicario
A Adriano Rossi
Vice Presidente
A Gianfranco Carabelli
Segretario Generale
FIDAL NAZIONALE
Via Flaminia Nuova 830
00191 Roma

RIETI , 3 maggio 2005

Cari amici,
ho preso atto della lettera con la quale in data 21 aprile 2005 il Presidente del Comitato Laziale attualmente in carica, Enzo D'Arcangelo, ha rassegnato le proprie dimissioni. Come sapete , D'Arcangelo è stato eletto nel novembre dello scorso anno dopo un confronto assembleare molto serrato con il sottoscritto. Per quanto mi riguarda, la conflittualità “elettorale” è cessata il giorno dell'Assemblea; il sottoscritto è tornato al suo naturale ruolo di dirigente societario ed i Consiglieri in carica che sono stati eletti come provenienti dalla mia “lista”, che pure sono la maggioranza del Consiglio Regionale, hanno responsabilmente evitato ogni contrapposizione e si sono resi disponibili per un governo sereno e fattivo dell'atletica laziale. Con la lettera di dimissioni, un gesto che non esito a definire irresponsabile, D'Arcangelo dimostra invece di essere rimasto preda delle logiche di contrapposizione pre- assembleare. Ma questa lettera, che si somma ad altre comunicazioni inviate agli organi Federali a partire dal 16 febbraio scorso, contiene giudizi sui comportamenti della dirigenza regionale in carica nella precedente gestione che sono infondati ed inaccettabili.

A motivo della propria decisione il Presidente D'Arcangelo cita una situazione generale di “non chiarezza sulle regole da seguire”; nella sostanza, il presupposto fondamentale delle sue dimissioni è rappresentato dalle “palesi irregolarità” che sarebbero state commesse dagli organi regionali in carica nel passato quadriennio in ordine ai rapporti fra il Comitato Laziale e la ditta Sei Decimi srl, relativi ai Campionati Italiani di Società di Corsa Campestre disputatisi a Roma l'8 febbraio 2004.

La ricostruzione della “vicenda Cross”, unitamente a quanto attiene alla questione della presunta doppia firma sul conto corrente bancario che il Comitato Laziale intrattiene presso la Banca Nazionale del Lavoro, questione sollevata ancora da D'Arcangelo, è oggetto della memoria che allego alla presente. In questa sede ritengo piuttosto che sia mio dovere riflettere sulle modalità con le quali Enzo D'Arcangelo si è applicato, in cinque mesi, alla direzione del Comitato Regionale. Pur in presenza del compatto ed unanime appoggio del Consiglio Regionale, che si è espresso approvando sempre all'unanimità le poche proposte presentate dal Presidente (come ad esempio quelle relative ai Vice Presidenti, la composizione delle Commissioni e la nomina di un nuovo collaboratore) D'Arcangelo ha di fatto operato da battitore libero, non portando all'attenzione del Consiglio, per deliberazioni definite, problematiche urgenti come i Contratti dei Collaboratori, i problemi, anche economici, derivanti dalla presa d'uso della nuova sede del Comitato, un progetto discusso e condiviso riguardante ruolo e funzioni del Comitato Regionale e dell'atletica laziale tutta nella promozione-pubblico del Golden Gala. Tutto ciò è rimasto fuori dal Consiglio Regionale: il Presidente

D'Arcangelo avrà avuto il suo da fare a seguire la “vicenda Cross” ed a scoprire doppie firme su conti correnti bancari, ma il bilancio dei suoi primi mesi di impegno ,a mio giudizio , è semplicemente nullo. Ho definito sopra le dimissioni di D'Arcangelo come un gesto irresponsabile: lo si potrebbe leggere anche come un gesto offensivo nei confronti del Consiglio in carica se è vero, come è vero, che lo stesso Consiglio, all'unanimità dei presenti, nella riunione del 21 aprile gli ha raccomandato di non dare seguito alla ulteriore minaccia di dimettersi , evitando di trasmettere la sua lettera alla Fidal Nazionale.

Prima, durante e dopo l'Assemblea del novembre scorso, D'Arcangelo ha insisitito in ogni sede che avrebbe fatto il Presidente “a verifica”: ogni tre mesi si sarebbe sottoposto al giudizio delle società laziali. A queste società lascia in eredità, dopo cinque e non tre mesi, un bilancio nullo e la prospettiva di un'Assemblea straordinaria, per la quale apre la campagna elettorale con le ultime righe della sua lettera del 21 aprile.

Dal momento che diffonde la sua lettera alle Società laziali, D'Arcangelo mi costringe a trasformare questa mia, e la memoria che vi è allegata, in una lettera aperta destinata anch'essa a tutto il mondo dell'atletica regionale. Personalmente non presenterò alcuna candidatura a presidente regionale. Su una cosa sono però d'accordo con D'Arcangelo: spero proprio che la prossima Assemblea laziale faccia chiarezza. Vi ringrazio dell'attenzione e invio i più cordiali saluti.

Andrea Milardi
all.to

Il Cross di Roma 2004
l'amministrazione del Comitato Regionale Laziale
e le dimissioni del Presidente Enzo D'Arcangelo

Con due lettere inviate agli organi nazionali della Fidal, il Presidente Regionale Enzo D'Arcangelo ha denunciato lo stato di irregolarità con il quale, a suo giudizio, il Comitato Laziale sarebbe stato amministrato nel corso degli ultimi anni. Con la prima lettera, datata 16 febbraio 2005, D'Arcangelo contesta al sottoscritto ed ai Consiglieri in carica nel quadriennio 2001/2004 di aver operato irregolarmente, di fatto illegalmente, nella vicenda del Cross di Roma del 2004 (Campionati Italiani di Società dell'8 febbraio a Villa Pamphili) in particolare nel quadro dei rapporti che per essa si sono venuti a determinare fra il Comitato Laziale e la Ditta Sei Decimi srl.
Con la seconda lettera, datata 14 marzo 2005, D'Arcangelo sollecita invece che sia fatta chiarezza in generale sulla tenuta della contabilità del Comitato Laziale, avendo scoperto, a suo dire, che sul conto corrente intestato alllo stesso Comitato presso la Banca Nazionale del Lavoro risulta ancora depositata la firma di Elio Buldrini, deceduto da circa 15 anni, oltre a quella validamente corrente di Enrico Spinozzi. Con una terza lettera, datata 21 aprile 2005, D'Arcangelo rilancia infine la denucia delle irregolarità citate e le prende a pretesto per rassegnare le proprie dimissioni. Queste tre lettere impongono una risposta.

I fatti
La vicenda Cross
1. Nel dicembre del 2003 il Consiglio Regionale ha deciso di procedere a proprio nome, con le proprie strutture, i propri dirigenti e gli addetti del proprio Servizio Organizzazione Gare, all'allestimento dei Campionati Italiani di Società di Cross dell'8 febbraio 2004, assumendo questa responsabilità “a costo zero”, a fronte dell'impegno della ditta Sei Decimi a coprire tutti gli oneri organizzativi a titolo di “sponsorizzazione” dell'evento. L'impegno assunto dalla Sei Decimi era coerente con quanto messo in atto a partire dal 1998 dalla stessa ditta, la quale, auspicando di poter gettare le basi per un grande Cross di Roma, ha sostenuto economicamente tutte le edizioni dei Campionati Italiani di corsa campestre organizzati nella Capitale negli ultimi sette anni. A riprova di ciò è sufficiente fare riferimento alle fatture che l'Amministrazione Nazionale della Fidal ha emesso dal 1998 al 2003 a carico della Sei Decimi sempre con la specifica motivazione di “oneri per sponsorizzazione” dei vari Cross.

2. In data 20 dicembre 2003, il Consiglio Regionale ha deliberato di effettuare un'anticipazione di “circa 40.000 euro” destinati, come poi avvenuto, a pagare le produzioni ed i servizi del Cross dell'8 febbraio, costato fra l'altro poco meno di 49.000 euro. L'anticipazione è stata poi erogata alla Sei Decimi, per l'importo di 40.200 euro, sotto forma di “partita di giro” con il presupposto che l'importo dell'anticipazione fosse pari all'importo del contributo che la stessa Sei Decimi avrebbe pagato al Comitato Laziale entro il 10 ottobre 2004.

3. Per proprie difficoltà economiche impreviste, la Sei Decimi non ha rispettato l'impegno di pagare al Comitato l'importo di 40.200 euro entro il 10 ottobre; pur in presenza di questa inadempienza e del conseguente stato di “morosità”, tenuto conto dei significativi oneri sostenuti negli anni dalla Sei Decimi, nessuno dei componenti il Consiglio Regionale in carica sino al 2004 ha mai dubitato, come ad oggi non dubita, del fatto che la stessa ditta avrebbe comunque assolto al proprio impegno a partire dalla primavera del 2005, come annunciato verbalmente dal suo Amministratore Unico, Flavio Salvarezza.

La doppia firma
D'Arcangelo pone questa questione in modo superficiale e non corretto. Sarebbe bastata una semplice verifica presso gli uffici della BNL, fatta con cura e non con intenti strumentali, per appurare che non esiste una doppia firma (Buldrini/Spinozzi) sul conto corrente del Comitato; esiste invece un (non il) conto corrente con la firma dello scomparso Elio Buldrini, che ovviamente non è stato movimentato negli ultimi 15 anni e che la BNL avrebbe anche potuto chiudere d'ufficio. Che si sia trattato di una mancanza di comunicazione da parte Fidal o piuttosto di un disguido della BNL resta il fatto che in nessun modo, come è banalmente ovvio che sia, su questo conto e con questa firma si è operato dopo la scomparsa del Cavalier Buldrini. Dov'è lo scandalo?

Considerazioni e perplessità

D'Arcangelo non ha mai sollecitato una semplice e tempestiva spiegazione “interna” sulla sostanza della vicenda Cross, la quale è approdata nella sua sede propria, il Consiglio Regionale (peraltro in modo assolutamente superficiale), solo il 21 aprile 2005, lo stesso giorno in cui il Presidente ha presentato la sua lettera di dimissioni (!); non si comprende come a questo Consiglio Regionale si sia arrivati più di due mesi dopo la prima “denuncia” di D'Arcangelo alla Fidal Nazionale, fatta con una lettera personale che non esiste agli atti del Comitato;
Ci sono chiari e precisi passaggi formali che confermano la correttezza con la quale è stata gestita la “vicenda Cross”:
primo: nella delibera del 20 dicembre 2003 non si configura in alcun modo l'assegnazione dei Campionati di Cross alla Sei Decimi. Tale asssegnazione sarebbe stata impossibile a norma di regolamenti Fidal e di buon senso: la Sei Decimi non è neanche citata e basta leggere gli stampati ufficiali dei Campionati di Società di Cross del 2004 per avere conferma ufficiale che la manifestazione è stata organizzata dal Comitato Laziale;
secondo: l'impegno a restituire l'anticipazione di 40.200 euro viene assunto personalmente dal Consigliere Flavio Salvarezza;
terzo: l'importo di 40.200 euro viene erogato alla Sei Decimi a fronte dell'impegno scritto da parte della medesima di garantire il rientro dell'anticipazione sotto forma di sponsorizzazione dei Campionati di Cross;
quarto: la situazione debitoria della Sei Decimi è stata correttamente rappresentata nella relazione semestrale che il Comitato Laziale ha inviato il 30 giugno 2004 alla Fidal Nazionale; questa stessa situazione è compresa nelle documentazioni sottoscritte nel passaggio di consegne effettuato in data 29 novembre 2004 fra il sottoscritto ed il neo-eletto Enzo D'arcangelo, ed è infine riportata nel bilancio consuntivo al 31 dicembre 2004, già presentato in prima stesura al Consiglio Regionale in carica.

La sottoscrizione del passaggio di consegne al 29 novembre 2004 rende incomprensibile l'affermazione di D'Arcangelo di aver saputo del sospeso di 40.200 euro solo a partire dalla data del 9 febbraio 2005, affermazione riportata nella lettera del 16 febbraio e ripetuta in numerose sedi.
Alla luce dei passaggi formali sopra citati ci si chiede inoltre come D'Arcangelo possa affermare che la conferma della validità della sua denuncia sia venuta dalla conseguente ispezione amministrativa presso il Comitato Laziale, disposta dalla Fidal Nazionale. Affermazione ancora più singolare se si considera che nel corso della riunione del Consiglio Regionale del 21 aprile 2005, sollecitato a dare informazioni sull'esito di questa ispezione, D'Arcangelo ha affermato con veemenza di non conoscere le valutazioni conclusive di chi ne è stato incaricato; è pertanto opportuno che le conclusioni di tali ispezione siano rese pubbliche, affinché sia definitivamente chiaro se è vero quanto affermato da D'Arcangelo o non sia piuttosto riconosciuta la validità di quanto sostenuto in questa sede.
La questione della “doppia firma” Buldrini/Spinozzi, infine, non merita alcun particolare commento. Alla luce di tutto quanto sopra esposto appare evidente come le dimissioni di D'Arcangelo abbiano dubbie motivazioni. Più comprensibili sono le loro reali finalità: l'apertura della campagna elettorale per un'Assemblea regionale che si vuole imporre sulla pelle dell'atletica laziale nel pieno dell'attività in corso. Si alza un polverone equivoco puntando a riscuotere i vantaggi che ne potrebbero derivare in una dialettica assembleare forzata nei toni e nei contenuti. Che senso delle istituzioni e che responsabilità hanno dirigenti di questo tipo?

fonte: Sito web Atletica Rieti – www.atleticarieti.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *