MARION JONES VUOLE ESSERCI

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Sale il tono delle polemiche per la decisione degli organizzatori dei grandi meeting europei di non reclutare la velocista statunitense nel corso della stagione. I suoi avvocati attaccano la IAAF invocando il regolamento.

Sembrano non diminuire affatto gli impegni legali per Marion Jones. Ora oltre al processo che la vede opposta a “Mr. BALCO” Conte, sembra farsi strada anche l’ipotesi dell’apertura di un nuovo iter giudiziario, stavolta nei confronti di chi non la vuole veder correre in Europa nei prossimi grandi meeting.

La notizia che la Euro Meetings group, ente che riunisce i comitati organizzatori dei migliori meeting europei, abbia optato per un isolamento forzato dell’ex regina della velocità sino all’ultimo atto del processo BALCO che si terrà in settembre, ha mandato su tutte le furie la ragazzona americana ed i suoi avvocati, disposti a qualunque cosa pur di non mandare a monte l’ennesima stagione agonistica della loro assistita.
Rich Nichols, avvocato di Marion, ha inviato lettere esplicite alla IAAF ed al Comitato olimpico statunitense (USOC) per imporre un passo indietro alla Euro Meeting, responsabile, secondo Nichols, di aver violato il regolamento con l’interdizione alle gare di un’atleta ancora innocente, che possiede tuttora tutti i requisiti per competere al pari delle altre atlete.

La risposta della Euro Meeting, nella persona del suo presidente Svein Arne Hansen, riferisce di un’esclusione giustificata dai legami comprovati della Jones con un’azienda come la Balco.
Più vaghi gli organi ufficiali della IAAF che comunque sembrano sostenere la tesi che nonostante lo stato di non punibilità dell’americana fino al termine del processo, gli organizzatori dei meetings hanno la libertà di scegliere arbitrariamente chi invitare o meno alle loro manifestazioni.

Nei confronti dell’USOC Nichols richiede un pieno coinvolgimento per difendere gli interessi della sua assistita, nel nome di una violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla IAAF e dal Comitato Olimpico Internazionale.
Si prevedono ulteriori battaglie legali dunque per la sprinter americana che non sembra aver più pace da un paio di anni a questa parte. Finora inoltre neanche i risultati sembrano confortare: pessimo debutto in 55”03 sui 400 metri, tempi modesti anche nei 100 metri con 11”28 in Martinica. Tra qualche settimana il debutto in Europa il 1 giugno all’Arena di Milano, in uno dei pochi meeting disponibili ad ingaggiare la Jones. Ulteriori sviluppi nell’inchiesta sono previsti nei prossimi giorni.

fonte: ESPN

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