BOA VISTA ULTRAMARATHON: 150 KM DI PURA AVVENTURA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Un paradiso della natura per scoprire i propri limiti. Un’immersione in uno scenario totalmente lontano dalla nostra realtà e dalla nostra immaginazione. Tutto questo e altro ancora è la Boa Vista Ultramarathon, che dal 6 all’8 dicembre celebrerà la sua quinta edizione. Siamo nell’Isola di Capo Verde, nell’Africa del Sud, dove il deserto tocca l’oceano creando un teatro naturale, e dove da un’idea totalmente italiana, è nata una competizione di corsa che anno dopo anno attira sempre più appassionati .

Ma che cos’è l’ultramaratona di Boa Vista? Presto detto: si gareggia a una temperatura media di 27°, con una lieve escursione termica fra il giorno e la notte e bassa umidità, su un percorso tipicamente desertico caratterizzato da ripetuti avvallamenti. I partecipanti hanno 60 ore di tempo per coprire il tracciato lungo 150 chilometri: 60 ore da affrontare in autosufficienza, muniti di uno zaino con sacco a pelo e cibo sufficiente, e con una scorta di 24 litri d’acqua che verrà loro consegnata progressivamente al raggiungimento dei vari punti di controllo, distanti fra loro dai 9 ai 15 chilometri.

Non basta infatti avere gambe buone per raggiungere il traguardo, ma bisogna anche sapersi orientare, grazie un road-book fornito dall’organizzazione insieme alla cartina, dove sono riportati tutti i check-point dove rifornirsi e riposare. E’ importante, in questa manifestazione, avere un ottimo allenamento ma anche una buona strategia di gara, sapersi riposare quando necessario, saper gestire le proprie forze. Si corre sotto il sole cocente e la notte stellata, con il caldo che la fa da padrone. Per questo vince chi arriva, a prescindere dalla classifica. Certo, anche questa ha la sua importanza, soprattutto con un montepremi complessivo che supera i 6.000 euro e che va diviso fra le varie categorie. Si può infatti gareggiare in solitario oppure in coppia (due uomini, due donne oppure coppie miste) nel qual caso però il team non potrà scindersi per tutta la durata del percorso.

Ma è chiaro che non è – e non può essere – il pur ricco premio ad attirare i partecipanti, quanto il fascino di una competizione unica nel suo genere, capace di regalare emozioni forti che resteranno impresse per sempre nella memoria.

Un aspetto assolutamente non secondario è quello relativo alla sicurezza: troppo spesso le manifestazioni sportive organizzate nel deserto o in spazi solitari molto ampi sottopongono i partecipanti a rischi dei quali magari possono essere non del tutto consapevoli. Non è questo il caso della Boa Vista Ultramarathon: un’equipe medica segue attraverso un costante contatto radio con l’organizzazione tutta l’evoluzione della gara, i concorrenti saranno tenuti costantemente sotto controllo, e la stessa equipe potrà decidere se ogni atleta sarà o meno in grado di continuare la sua corsa.

Lo scorso anno i partecipanti italiani furono una trentina, fra cui 4 donne. Un numero destinato a crescere. Un’esperienza mozzafiato attende i più coraggiosi, un’occasione da non farsi sfuggire.

fonte: Ufficio stampa a cura di COMeta PRess

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *