PREFONTAINE CLASSIC, BRILLANO LE STELLE

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Il tradizionale omaggio di Eugene a Steve Prefontaine si è svolto anche quest’anno all’insegna dei grandi risultati. Nel quartier generale della Nike si sono ritrovati alcuni dei migliori interpreti dell’atletica mondiale per dar vita ancora una volta ad un meeting dagli elevati contenuti tecnici ed agonistici.

Il meeting Prefontaine Classic rappresenta da diversi anni un appuntamento di grande richiamo negli States. Organizzato dalla famosa multinazionale di calzature sportive, l’incontro vuol essere soprattutto un memorial per la tragica scomparsa di uno dei più forti mezzofondisti americani, Steve Prefontaine. L’eclettico ed impavido Steve fu anche il primo a calzare un paio di scarpette Nike, contribuendo alla nascita di un’industria che in pochi decenni ha conquistato il mondo. Per questo a Eugene in Oregon ogni anno si tiene un meeting internazionale, concentrando l’attenzione sulle distanze di mezzofondo preferite da Prefontaine.

E partiamo proprio dal mezzofondo, rappresentato dalle distanze del miglio, due miglia 1500 e 800 metri.
Miglio all’insegna del duello Kenya-Stati Uniti, vinto alla fine dagli uomini degli altopiani. Arriva davanti a tutti il keniano Alex Kipchirchir, chiudendo in un buon 3’50”91. Dietro di lui il burundiano Rashid Ramzi in 3’51”33, solo terzo l’altro keniano naturalizzato statunitense Bernard Lagat in 3’51”53.
Ancora Kenya nelle 2 miglia, dove Eliud Kipchoge vince la gara in 8’07”68, tenendo a debita distanza l’atleta di casa Alan Webb, secondo in 8’11”48.

Nella distanza tradizionale del mezzofondo veloce, gli 800 metri, gara accesa e condita da volata finale all’ultimo respiro. A sorpresa si impone il canadese Gary Reed in un ottimo 1’44”82, avvalorato anche dal fatto di aver battuto sul traguardo il fenomeno delle rimonte Yuri Borzakovsiy, secondo in 1’44”91.
Bella gara di 800 anche in campo femminile con il ritorno di una immarcescibile Maria Mutola. La regina mozambicana va sotto il muro dei due minuti, 1’59”95, dando l’impressione di tenere sempre sotto controllo la gara.
Nei 1500 vittoria americana con la giovane Christin Wurth, in 4’09”45.

Ma ad infiammare il pubblico hanno contribuito soprattutto le sfide della velocità ricche di motivazioni e di campioni in pista.
100 metri da finale olimpica con alla partenza, tra gli altri, Justin Gatlin e Shawn Crawford, i due campioni olimpici in carica rispettivamente su 100 e 200, Asafa Powell il primatista mondiale stagionale, Kim Collins, campione del mondo in carica, Tim Montgomery il detentore del record mondiale.

La gara non ha tradito le attese pagando gli spettatori con un finale al photofinish tra Gatlin e Powell. I due sono piombati sul traguardo entrambi in 9”84, tempo che eguaglia il mondiale dell’anno di Powell, se non fosse per il vento oltre i limiti di +3,4 m/s. Terzo un buon Leonard Scott in 9”94, a conferma di quanto ben fatto nella stagione al coperto, quarto Crawford in 9”98, daventi a Collins in 10”02. Solo settimo Tim Montgomery, mai entrato nel vivo della gara e capace di un 10”10 tutt’altro che sconvolgente.

Nei 100 al femminile terzetto da podio tutto “stars-and-stripes” con la vittoria di Lauryn Williams in 11”16, andata a precedere Latasha Colander (11”29) e Muna Lee (11”32). Risultati tutti regolari in questo caso, con vento addirittura contrario di -0,7 m/s.

400 metri con Michael Blackwood e Tonique Williams-Darling sugli scudi. Il giamaicano mette in riga gli statunitensi imponendosi con 45”48. Dietro di lui finiscono tutti i componenti dell’armata americana, tra cui il giovane talento Lashawn Merritt, in 45”57, Andrew Rock in 45”58 e Tyree Washington in 45”59. In campo femminile stessa storia, con americane sconfitte, tutte dietro alla bahamense Tonique Williams. La dominatrice di specialità della scorsa stagione non sembra rallentare neanche quest’anno, chiudendo al suo esordio in 49”95. Seconda Sanya Richards appena dietro in 49”98, terza l’altra americana Monique Hennagan in 50”71.

Migliore prestazione della giornata è nei 110 hs per il cinese Liu Xiang. Anche in questo caso americani a bocca asciutta, di fronte alle portentose capacità del giovane ostacolista orientale. Liu chiude in 13”06 senza vento, precedendo sul traguardo gli atleti USA, Terrence Trammell, secondo in 13”12 e Dominique Arnold in 13”16. Nella gara al femminile è la canadese Perdita Felicien a far sua la competizione in 12”58 lasciando parecchio dietro l’olimpionica Joanna Hayes (12”72) e la giamaicana Brigitte Foster (12”78).

Tra gli altri risultati: buone conferme per Bershawn Jackson, osso duro nei 400 hs ed autore di un buon 47”91; grande gara di asta con Brad Walker ancora vincente in un probante testa a testa con Toby Stevenson, entrambi appaiati a 5,90; triplo maschile con vittoria in 17,16 per il bahamense Leevan Sands con vento +2,9m/s; lungo donne con successo della russa Kotova in 6,80 regolare.

fonte: IAAF – Foto: IAAF

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *