THANOU E KENTERIS MESSI SOTTO ACCUSA DALLA MAGISTRATURA ORDINARIA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Cala la maledizione del presidente della Iaaf Lamine Diack, su Ekaterini Thanou e Konstantinos Kenteris. La magistratura greca ordinaria ha dichiarato la velocista greca, Ekaterini Thanou, colpevole per essersi sottratta al controllo antidoping per ben tre volte,(Tel Aviv, Chicago e Atene) inoltre, è stata dichiarata colpevole di aver finto l’incidente in moto che l’avrebbe sottratta insieme all’altro velocista greco, Konstantinos Kenteris, al controllo antidoping prima dell’inizio dei giochi olimpici d’Atene e colpevole per falsa dichiarazione. Il ritiro dai giochi sarebbe avvenuto quindi per sottrarsi all’evidenza dei fatti e l’incidente sarebbe stato progettato come ultima chance per evitare l’antidoping. Konstantinos Kenteris attende a giorni il giudizio del tribunale, ma visto gli altri precedenti non ha da dormire sonni tranquilli, l’ex allenatore dei due velocisti, Christos Tzekos, è stato incriminato per spaccio di sostanze dopanti, insieme con lui sono stati incriminati altri sette medici, tutti rischiano di fatto anche il carcere.

Il comitato olimpico internazionale (IOC) per primo investito del caso dopo la rapida successione d’eventi legata ai due velocisti greci, si era dichiarato incompetente a risolvere il caso dopo il ritiro dei due atleti dai giochi olimpici, aveva in ogni caso chiesto un’inchiesta alla Iaaf, l’inchiesta aveva rilevato che vi erano prove evidenti che i due atleti avevano violato le norme sull’assunzione di sostanze dopanti, inoltre accusava il loro allenatore di aver distribuito illegalmente queste sostanze, ma il Segas (la federazione d’atletica greca) aveva rigettato l’ipotesi, assolvendo i due perchè i controlli non erano stati notificati correttamente, scatenando l’ira del presidente della Iaaf, Lamine Diack, che aveva sostenuto che nonostante avesse letto con attenzione la relazione della Segas avrebbe lo stesso chiesto una squalifica di due anni verso i due atleti greci.

Ora la decisione della magistratura ordinaria mette ancora di più in cattive acque gli interessati in questa triste vicenda, negando di fatto ogni loro ulteriore giustificazione in quello che sarà ricordato come lo scandalo dei giochi di Atene.

fonte: Ioc. Iaaf.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *