STATI UNITI: FUOCHI D’ARTIFICIO DAI GIOVANI FENOMENI E NON SOLO…

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Fine settimana all’insegna degli ostacolisti statunitensi: non solo a New York un Allen Johnson in gran forma a far sua la gara dei 110 hs; è a Sacramento che si rivoluzionano le statistiche stagionali con i giovani universitari; primo tra tutti il talento Kerron Clement che impressiona nel giro di pista con barriere, imponendosi ai campionati NCAA e conquistando la cima nella lista mondiale di specialità.

Era la sfida più attesa del Reebok meeting di New York, si è rivelata effettivamente la gara di più alti contenuti tecnici ed agonistici: stiamo parlando del duello sui 110 hs tra l’americano Allen Johnson ed il cinese Xiang Liu, fresco oro olimpico ad Atene.

La prima rivincita per Johnson, dopo il capitombolo olimpico che lo escluse dalla finale, è regolarmente arrivata, consegnando all’asso statunitense degli ostacoli alti non solo la vittoria sul cinese, ma anche una prestazione di notevole valore, 13”03, miglior tempo al mondo quest’anno per la specialità. Tra Johnson e Liu, un eccellente Dominique Arnold si fionda sul traguardo in 13”05, relegando il campione olimpico in carica al terzo posto in 13”11.

Aspettando il prossimo incontro tra il presente ed il futuro della specialità ad ostacoli alti, un altro talento americano illumina gli ostacoli, questa volta quelli bassi del giro di pista. E’ il giovanissimo Kerron Clement a far strabuzzare gli occhi dei presenti a Sacramento in occasione della tre giorni dei Campionati universitari americani NCAA.

Il 19enne di Trinidad, adottato statunitense dalla Florida University, torna a far parlare di sé dopo l’inverno indoor che gli ha consegnato il nuovo record del mondo dei 400. Coerente con la sua volontà di dedicarsi agli ostacoli, Clement ha dimostrato per il momento di averci visto giusto, correndo i 400 hs in 47”56, tempo che lo pone al vertice mondiale. Per ora neanche sua maestà Felix Sanchez sembra andare così forte, figurarsi cosa potrà accadere quando i due si vedranno opposti nelle prossime gare. Grande spettacolo.

Sacramento non si è fermata a Clement, ma ha anche confermato il valore di altri giovani, il futuro prossimo della velocità mondiale. Tra questi da ricordare il duecentista Wallace Spearmon; la palla di fucile dei 200 metri ha ulteriormente migliorato la sua leadership mondiale chiudendo in un fantasico 19”91 con -0,7 di vento contrario. Tempo che va a migliorare il 19”93 ottenuto in semifinale da un altro giovane talento dell’Arkansas, tale Tyson Gay, terzo in finale in 20”16. Tra i due Xavier Carter in 20”08.

Nei 400 metri ennesimo miglioramento e conseguente primato mondiale stagionale per un altro giovane in cerca di gloria, Darold Williamson. Il ragazzo della Baylor già si era messo in evidenzaper aver battuto Wariner, stavolta l’ha fatta ancora più grossa correndo in due giorni di fila in 44”27 e 44”51, mostrando ancora margini di miglioramento. Si rinforza sempre di più il dominio americano nei 400, sarà interessante vedere chi si aggiudicherà i trials, considerando che anche tra gli universitari si va forte con ben 8 atleti sotto i 45”85.

Le donne non stanno a guardare e fanno segnare uno spettacolare 50”10 ad opera di Monique Henderson, in una gara con sette atlete sotto i 52”. 400 hs femminili a Shauna Smith in un buon 54”32.

Infine un’annotazione per chi volesse trasferirsi a studiare e praticare atletica in un’università negli States: le migliori quest’anno sono state Arkansas tra gli uomini e Texas tra le donne. In bocca al lupo!

Ultime annotazioni ancora da New York, dove nei 100 metri si rivede un Maurice Greene carico e grintoso. Stavolta la pallottola di Kansas City non fallisce e conclude davanti a tutti in 10”08. Contentezza e show con il pubblico, non tanto per il tempo, quanto per aver preceduto il rivale Shawn Crawford, con il quale non sussiste un rapporto idilliaco.
E si rivede anche un giovane dalle belle speranze, forse l’atleta dalle aspettative maggiori nella velocità: si tratta del giamaicao Usain Bolt. Il ragazzo uscito finalmente dal tunnel grigio degli acciacchi reiterati, fa capolino nei 200 in un buon 20”31, niente male per cominciare, anche se un po’ lontano dal 19”97 da record di un anno fa. Ma c’è ancora molto tempo per veder crescere il giovanissimo caraibico.

Ancora ostacoli questa volta al femminile con Michelle Perry che vola sui 100 hs in 12”45. A ruota dietro di lei la campionessa olimpica Johanna Hayes in 12”47, per una sfida consumata sino all’ultimo ostacolo.

Proseguono le tappe di avvicinamento verso la roulette dei trials americani.

fonte: IAAF-ESPN Foto: IAAF

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