COPPA EUROPA: UN EMOZIONE PER IMPARARE

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Si sono appena spente le luci della ribalta sulla kermesse di Firenze per cui, con qualche elemento in più e a mente fredda ne vorrei parlare. La Coppa Europa di Firenze è stato un momento bello e nuovo per l'Atletica italiana in generale e per la nuova gestione in particolare. Molto del merito va al DT Nicola Silvaggi per il quale il bronzo maschile è stata la prima vera verifica di un lavoro sotteraneo, duro e competente fatto nei mesi scorsi in collaborazione con tecnici e atleti.

Le cose non avvengono mai per caso e i risultati – positivi o negativi – devono necessariemente avere un responsabile. Questa volta la Fidal ha fatto centro ed i meriti vanno a coloro i quali hanno lavorato per questo obiettivo. Gli atleti sono arrivati preparati, alcuni di loro in forma da personale e tutti con la grinta e la consapevolezza di gareggiare per se stessi come anche per la loro nazione. Molto soddifacenti anche le scelte fatte nelle convocazioni. C'è stato il coraggio di cambiare e di provare: portare il giovane 400ista siciliano è stata una scelta giusta e ben ripagata, dare fiducia a Carabelli, una scelta dovuta e anch'essa più che azzeccata. Se il settore tecnico inzia a scrollarsi di dosso qualche ingerenza di troppo e si prende qualche rischio, anche a scapito di qualche piede pestato, sono certo che la squadra azzurra diventerà ancora più competitiva.

Venendo alla squadra femminile, non credo ci siano appunti da fare a nessuno. Il nostro team in rosa è senz'altro indietro rispetto alle colleghe continentali e ancor di più rispetto a quelle di oltre oceano ma questo non deve essere visto in chiave negativa, almeno per ora. Se c'è un progetto per ricostruire, questo progetto saprà dare i suoi frutti anche tra le ragazze. Diamo fiducia a chi già se l'è guadagnata con i risultati sul campo.

E' comunque un dato di fatto che Firenze, oltre ai tanti elementi positivi che ha saputo mostrare, è stato anche l'evento che ha rimesso a nudo alcune lacune gravi non ancora colmate. La peggiore, a mio modo di vedere è stata ancora una volta l'incapacità di creare “l'evento”.
Arrivando a Firenze non ho avuto modo di cogliere l'esistenza di un qualche cosa relativo all'atletica leggera e, cosa ancora più grave, arrivando allo stadio mi sono reso conto di essere arrivato solo grazie alla presenza di Gustavo Pallicca lungo il viale perchè, di altri elementi conosciuti come cartelloni, stendardi, box, colonne pubblicitarie, bandiere, non ce n'erano. Diversamente avrei continuato a girare con l'auto…
All'interno spettacolo peggiore: sugli spalti c'erano addetti ai lavori, parenti e amici degli atleti e poco altro. La cosa lascia perplessi. Accetto ma solo in parte l'ipotesi che la tv abbia cambiato le abitudini degli sportivi e che oggi pochi si recano allo stadio per vedere lo spettacolo dal vivo. Accetto ancora di meno l'inesistenza di gruppi organizzati di società o scolaresche invitate e portate allo stadio a conoscere l'atletica di vertice.
Purtroppo ho un'età che mi permette di ricordare piuttosto bene i mondiali di Atletica di Roma '87. Molti di voi ricorderanno con me che, per quell'evento la Fidal aveva creato dei pacchetti appositi per società e tesserati offrendo biglietti e alloggio a prezzi stracciati. La mia società di allora si mobilitò in massa, con essa tantissime altre società da tutta Italia. Lo stadio pieno ogni giorno in ogni zona (noi società eravamo alla partenza dei 300…sigh!). Quei dieci giorni a Roma sono uno dei ricordi più belli della mia vita nell'atletica leggera.
Oggi, al contrario sembra difficile anche dare un biglietto nelle scuole o alle società della Toscana. Credo che un po' di professionalità nel settore sia necessaria.

La Fidal si appoggia ad una società di marketing la quale, da quanto ho capito sembra solo incaricata di trovare soldi…ebbene forse l'uno e l'altro dovrebbero spiegarsi a vicenda che un'immagine migliore crea interesse, l'interesse crea l'indotto, l'indotto porta denari. Ergo, bisogna lavorare per ricreare l'Immagine. Andare per aziende a dire che l'Atletica è bella in cambio di soldi non basta, non basta più!

Finendo di scrivere questo articolo mi ronzano in testa diverse altre cose. Sono meno belle di quelle scritte sopra. Niente paura, ci risentiamo tra pochi giorni, non appena le avrò messe nero su bianco.

Arrivederci…o per essere più precisi: a rileggerci!

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