TRIALS U.S.A. 3º GIORNO, SALTI E VELOCITÀ: FUORI MAURICE GREENE, VINCE GATLIN

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Terza giornata ed altra vittima illustre alla roulette dei trials americani. Stavolta a pagare con gli interessi è lo sprinter Maurice Greene, costretto a fermarsi nella finale dei 100 per infortunio. La gioia della vittoria è tutta per il campione olimpico in carica Justin Gatlin, in barba alla squalifica comminatagli in batteria il giorno precedente.

100 metri ricchi di colpi di scena quelli dei trials americani 2005. Non tanto per le prestazioni cronometriche tutt’altro che sensazionali, complice un fastidioso vento contrario, quanto per l’intorno, le polemiche, gli episodi sfortunati che hanno caratterizzato la competizione. Inevitabilmente la terza giornata è ruotata attorno all’evento principe dello sprint, prima con le semifinali e quindi in serata con l’attesa finale a decretare i 3 velocisti della squadra nazionale per Helsinki.
In semifinale era atteso soprattutto l’esordio di Justin Gatlin, a seguito della riammissione dopo la “tentata” squalifica delle batterie. Il campione olimpico non ha battuto ciglio ed ha interpretato la gara al meglio, correndo spalla a spalla con il compagno Shawn Crawford, quasi una riedizione della semifinale olimpica di Atene. Alla fine 9”99 per Crawford, 10”00 per Gatlin, con vento di 1 m/s ad aiutare. Leonard Scott e Maurice Greene i vincenti delle altre due semifinali, in 10”07 e 10”01 rispettivamente, mostrando una buona condizione di forma fino a quel momento.

Purtroppo per Greene le cose non si sono ripetute in finale, quando a circa 30 metri dal traguardo il “mastino del Kansas” è stato costretto a gettare la spugna per un risentimento muscolare alla gamba destra. Gli altri sono così apparsi improvvisamente imprendibili, impossibili da recuperare, Greene è rimasto spettatore per qualche secondo della gara che avrebbe potuto vincere. Vittoria per Justin Gatlin in 10”08, davanti a Shawn Crawford in 10”17 e Leonard Scott in 10”18 con folate contrarie di -2,3 m/s.
Successo quindi proprio per colui che un giorno prima aveva rischiato l’esclusione, proprio colui che Greene aveva subito consolato dopo la squalifica perché comprensivo del dolore che lo stava attanagliando in quel momento. Gatlin, dopo la gara, ha pubblicamente ringraziato Greene per quelle parole, consapevole del gran gesto di solidarietà proveniente da un avversario con il quale spesso in passato non ci sono stati rapporti idilliaci. Come riferisce anche l’agente di Gatlin, l’ex primatista dei 110 hs, Renaldo Nehemiah, il suo atleta era uscito visibilmente scosso dallo stadio, sconvolto dalla squalifica.
Ai microfoni dei giornalisti in zona mista Greene è apparso il fantasma dell’allegro guascone che infiammava il pubblico. Addirittura in lacrime, il campione americano ha ribadito la delusione per non poter riprendersi il titolo ad Helsinki, consapevole di trovarsi in ottima posizione prima che subentrasse l’infortunio al quadricipite. Unica gioia per l’allievo di John Smith appare la qualificazione del suo delfino e compagno di allenamenti Leonard Scott, colui al quale Greene ha confidato tutti i segreti per diventare il “number one” della velocità. Ed è stato proprio Scott a consolare in diretta il suo maestro, anch’egli singhiozzante per essere riuscito a conquistare il pass per i mondiali.

E con il passare delle ore arrivano anche le prime dichiarazioni ufficiali da casa Montgomery-Jones. Portavoce dei due velocisti implicati nel caso BALCO è stato il loro agente Charles Wells, pronto a ribadire in un’intervista telefonica l’assoluta infondatezza della notizia di un possibile ritiro di Marion Jones dalle gare. L’americana tornerà in pista tra un mese non appena avrà risolto l’infortunio che l’ha sfortunatamente messa fuori causa in batteria. L’americana sembra avere grossi problemi nell’uscita dai blocchi, un infortunio assai simile sebbene meno grave di quello che toccò nel 1995 a Dennis Mitchell. In quell’occasione, a come dice mister Riddick allenatore della Jones, servì un mese, stavolta anche meno.
Relativamente a Tim Montgomery, misteriosamente non partito in batteria, le motivazioni sono da addurre allo stress psicologico causato dalla vicenda BALCO e dal processo che lo vede imputato. Montgomery rischia infatti una squalifica a vita per le sue dichiarazioni riferite al doping, e a quanto sembra ciò impedirebbe all’ex primatista del mondo di mangiare e dormire, compromettendo la sua stabilità mentale. Nonostante ciò lo stesso manager riferisce di un Montgomery in perfetta forma negli allenamenti, pronto a riprendersi il giusto spazio non appena sarà scagionato dalle accuse di doping.

Ma passiamo alle gare, visto che la terza giornata ha assegnato anche il titolo nei 100 femminili, dove si è imposta la ritrovata Melisa Barber in un buon 11”10 con vento contrario di -1,6 m/s. Bel colpo per l’allieva di Trevor Graham, ex allenatore di Marion Jones, compagna di allenamento di Gatlin e Crawford, che mancava dall’evento da circa tre anni. Dietro di lei Muna Lee e Lauryn Williams a completare la tripletta per Helsinki, rispettivamente in 11”28 e 11”29. Fuori Angela Daigle, la dominatrice della stagione indoor.

Altro evento molto atteso è stato la finale dei 400 piani uomini. Il “treno bianco” Jeremy Wariner doveva confermare di essere il migliore sul giro di pista al cospetto di un gruppetto di giovani agguerriti pronti a sottrargli lo scettro. E Wariner non ha deluso, imponendosi su tutti con un ottimo 44”22, staccando di molto colui che già lo aveva battuto quest’anno, Darold Williamson, secondo in 44”62, e Andrew Rock terzo in 44”70. Quarto LaShawn Merritt in 44”73, probabilmente reinserito in 4×400 per Helsinki.
Tra le donne Sanya Richards non ha guardato in faccia a nessuno e si è involata in solitaria verso la vittoria finale con un eccellente 49”28. A distanza la seconda classificata, De Hashia Trotter in 49”88, davanti a Monique Henderson in 49”96. Gongola dunque Clyde Hart, ex coach di Michael Johnson, con i suoi tre pupilli, Wariner, Williamson e Richards, tutti grandi protagonisti a Helsinki.

Interessante finale quella dei 400 hs femminili, dove si attendeva una prova di forza dalla dominatrice delle eliminatorie, Lashinda Demus. L’americana non ha deluso concludendo la sua fatica in un buon 53”35, a distanza consistente dal 54”21 di Shauna Smith e dal 54”62 di Sandra Glover, subito dietro.

Si aggiudica la gara di triplo Walter Davis. Il poliedrico saltatore statunitense, dopo aver fallito la qualificazione nel lungo si rifà con la vittoria nel triplo, imponendosi con 17,15 davanti a Kenta Bell ed Aarik Wilson.

Nell’asta femminile non delude Stacey Dragila. La reginetta americana delle altezze vince la gara con un normale 4,45, in una gara fortemente condizionata dal vento. Assieme a lei partono per Atene anche Tracey O’Hara e la giovanissima Jillian Schwartz.

Annotazioni infine dai turni di qualificazione nei 400 hs uomini e 200 m uomini e donne. Sul giro di pista con barriere da menzionare le mancate qualificazioni per la finale di Brandon Johnson e Joey Woody, con miglior tempo per ora per Kenneth Ferguson in 48”65. Nei 200 uomini si rivedono a fine serata molti dei protagonisti dei 100. Su tutti Justin Gatlin e Shawn Crawford, vincenti nelle proprie batterie, anche se il più veloce è risultato Tyson Gay in 20”38. Tra le donne migliore prestazione è stata quella di Rachelle Smith, con 22”53, mentre è da sottolineare la voglia di rivincita per Angela Daigle dopo il fallimento nei 100. La Daigle ha dominato la sua batteria concludendo con la seconda migliore prestazione di giornata, 22”77. Ancora con il freno tirato Allyson Felix, qualificata in 23”18.

Stanotta la quarta ed ultima giornata

fonte: USATF,ESPN – Foto: Tribuneindia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *