GOLDEN LEAGUE PARIGI – UNA GARA DA SOGNO

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Condizioni atmosferiche non ideali con momenti di pioggia non hanno certo aiutato gli atleti, ma sicuramente il pubblico di 70.253 paganti (record del mondo per un meeting) ha potuto assistere a delle belle gare.

Una gara da sogno
Una delle più belle gare in programma per l’alto livello dei partecipanti era quella dei 110 ostacoli: occhi puntati su Allen Johnson e Xiang Liu per un possibile record del mondo. “Una gara da sogno” l’ha definita Ladji Doucourè alla vigilia. In un finale inaspettato Doucoure si spezza il due sulle fotocellule ad anticipare Johnson: è primo 13.02 con un nuovo record nazionale. 13.04 Johnson e 13.06 Liu.

Due passi dal record del mondo
Fallito di poco il tentativo di record sui 5000 da parte di Kenenisa Bekele. Dopo una partenza falsa (sui 5000?) Martin Keino (la prima lepre) se la ride e quando finalmente riescono a partire svolge il suo compito da manuale. Il passaggio al primo chilometro è 2.30.11, ai 1500 metri subentra la seconda lepre Shadrack Korir che rallenta un po’ ma il tempo è sempre in linea con il primato, il secondo chilometro è 2:33.81. Dopo 500 metri anche la seconda lepre lascia e Bekele rimane solo, o meglio, questo è quello che sarebbe dovuto succedere, in realtà, attaccato ai piedi di Bekele c’è il suo giovane compatriota Dinkesa, che è il solo che resiste su questi ritmi. Bekele fa un giro in 60 cercando di seminarlo e il terzo chilometro 2:28.79 è 5 secondi in vantaggio rispetto al suo record. Staccato Dinkesa, Bekele ha probabilmente pagato lo sforzo perché i suoi tempi si sono appesantiti e dopo un quarto chilometro a 2:35.47 il record diventa difficile. Bekele vince in 12:40.18 (il suo record del mondo è 12:37.35), pioggia di primati personali e nazionali per gli inseguitori, da notare il fratellino Tariku Bekele quarto 12:59.03.

Tatiana Lebedeva è lei la regina del triplo
In una gara deludente delle sue avversarie riesce a mettere due salti sopra i 15 metri 15.11 e 15.08. Solo l’altra russa Pyatikh salta un 14.70, dietro ci sono Aldama e Smith che non riescono a trovare i salti giusti, settima e ottava le nostre italiane La Mantia e Martinez appena sopra i 14 metri, ma soprattutto c’è l’abisso di 13.84 metri dove è caduta la campionessa olimpica Mbango.

Christine Arron vince i 100 metri in un buon 11.03 con vento nullo. Solo sul finale riesce a superare una Chandra Sturrup partita benissimo, seconda in 11.05.

Bellissima gara nei 400 donne. Sono le due bahamensi a dominare. Tonique Williams esce dall’ultima curva ampiamente prima e mantiene fino alla fine (49.69), l’altra bahamense Christine Amertyl negli ultimi dieci metri supera Ana Guevara e chiude in 50 32.

Gara veloce quella dei 1500 uomini, grazie a un ottimo lavoro delle lepri Lelei e Simotwo, il leader stagionale Daniel Kipchirchir Komen migliora il proprio tempo e solo un cedimento nell’ultimo metro non gli permette di scendere sotto i 3:30 ma arriva di poco sopra a 3:30.01. Dietro di lui il suo ex-connazionale Lagat (3:30.64) e terzo il francese Baala (3:30.80). Resta sotto 3:31 anche l’altro keniano Alex Kipchirchir. Grande gara per il neozelandese Nick Willis che toglie il record nazionale a John Walker portandolo a 3:32.38.

Grande gara nei 3000 per la giovanissima trentottenne Edith Masai che non sente per niente il peso dell’età e mette in riga le sue più giovani avversarie prendendosi la leadership stagionale in 8:31.27. Seconda Isabella Ochichi in 8:33.59 e ottima terza la coraggiosa Jo Pavey, 8:34.66.

E’ stata gara tattica negli 800 uomini, nessuno ha seguito la lepre brasiliana Dos Santos. E quando sul rettilineo sembrava averla spuntata Mulaudzi su Kamel ecco che arrivano i keniani: Yiampoy con un arrivo degno di una gara di velocità soffia il primo posto a Mulaudzi mentre Bungei agguanta il terzo posto.

La Mutola non è più irresistibile come poco tempo fa e nel suo finale riesce ad arrivare solo fino al terzo posto, Cherkasova (1:57.52) e Calatayud (1:58.37) sono due delle poche atlete che avevano già avuto il privilegio di batterla, e minacciano di farlo diventare un abitudine.

Gara scriteriata per Jana Pittman che è partita fortissimo, ma i 400 ostacoli non perdonano e premiano chi ha avuto una migliore distribuzione dello sforzo. La Demus vince in 53.85 e seconda in rimonta con ampie falcate la biondissima polacca Jesien che fa il record nazionale 53.96.

Nei 3000 siepi si rivedono degli europei. Dopo il terzetto tutto keniano Kemboi, Kiprotich e Misoi, ci sono l’austriaco Weidlinger 8:12.26 e lo spagnolo Perez 8:14.68.

Altri risultati
100m- Aziz Zakari, gasato dal 9.99 del meeting di Atene, vince di un solo centesimo davanti a Obikwelu in 10.04 (+1.1).
400m- Ottimo risultato e nuovo record nazionale del Canada per Tyler Christopher 44.69.
400h- James Carter batte Keita in 48.05.
Alto- Holm supera 2.32 vincendo la gara.
Giavellotto- il finlandese Pitkamaki ha vinto la gara di pochi centimetri davanti a Thorkildssen con 85.95.
100h- Hayes 12.60 batte Felicien 12.66.

fonte: IAAF/SKY

ALLEGATO: ANet_news_RISULTATI_COMPLETI_PARIGI_2005_2.7.2005.txt (9 Kb)

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