UN BEL GOLDEN GALA

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Un vero, bellissimo meeting di Atletica Leggera. Questo è quello che gli spettatori, dal vivo o in tv, hanno visto allo stadio Olimpico di Roma.

Partendo dalla specialità regina, si nota subito l'assenza dai blocchi dei 100mt di Asafa Powell che, vittima di un problema fisico, assiste alla gara come spettatore. Meglio di lui, ma molto meglio fa Justin Gatlin che con 9″96 e un decimo prima del secondo, taglia il traguardo dei 100 con il suo nuovo personale stagionale. Sul podio con lui Aziz Zakari in 10″06 e Leonard Scott in 10″11. Buon tempo per Simone Collio che si batte alla pari tra i grandi dello sprint mondiale finendo in settiman posizione con il buon tempo di 10″22 che gli vale anche il personale stagionale. Nella serie minore, c'è spazio anche per altri due italiani: Massimiliano Donati che sigla un discreto 10″41 ed Alessandro Attene che dopo molto tempo si fa rivedere nella gara più breve con un convincente 10″48 che gli vale anche come record personale. Tra le donne l'imponente mamma Christine Arron si prende il lusso di arrivare ancora davanti a tutte e stampa un 11″03 senz'altro buono ed in linea con le sue ultime prestazioni. Dietro di lei la velocità a stelle e strisce: seconda Melisa Barber con 11″10 e terza Allison Felix in 11″14. Rammaricata la nostra Levorato in cerca di una corsia nella serie delle grandi, si è dovuta accontentare della serie B dove si è piazzata seconda con 11″33. Nella serie cadetta anche Vincenza Calì con un buon 11″45.

Bella sorpresa dalla velocità con ostacoli dove l'over 30 Dominique Arnold mette in riga con 13″11 il primatista mondiale Xiang Liu e Ladji Doucoure. Una corsia anche per l'italiano Andrea Giaconi che taglia il traguardo col nono posto in 13″78.
Sempre in tema di ostacoli salutiamo invece con grande piacere il primo tempo sotto i 49 secondi netti di Gianni Carabelli nei 400hs. L'astro nascente degli ostacoli bassi, dopo un tour de force di gare è finalmente riuscito ad abbattere questo primo muro che segna un po' il limite dell'eccellenza della specialità. Lo ha fatto davanti ad un bel pubblico che gli ha tributato il giusto riconoscimento. La gara è stata vinta dallo statunitense James Carter in 48″41 ma l'arrivo è stato davvero concitato con otto atleti su nove concentrati in soli 50 centesimi. Il nostro Gianni ha chiuso con 48″84. Anche nella gara femminile soddifazioni tutte azzurre: Benedetta Ceccarelli centra il minimo per i mondiali con il tempo di 55″56; più attardata Monika Niederstatter che arriva sul traguardo in 56″38.

Di buon livello ma senza picchi le gare degli 800 metri e dei 1500. Negli 800 uomini ha vinto il keniano Alfred Yego in 1'44″62 in una gara dove il nostro Maurizio Bobbato ha trovato la strada del personale in 1'46″15 mentre la gara femminile è stata vinta dalla marocchina Hasna Benhassi in 1'58″41. Nei 1500 uomini il cronometro non è sceso come ci si augurava al di sotto dei 3'30 e il pubblico si è dovuto “accontentare” della vittoria di Rashid Ramzi con 3'30″00 che gli vale anche il nuovo limite mondiale stagionale. Nella gara femminile la vittoria è stata per l'etiope Mestawat Tadesse in 4'04″95.

Senz'altro più bella la gara delle siepi dove il primatista mondiale Saif Saaeed Shaheen stampa una vittoria con un tempo che gli vale anche la miglior prestazione mondiale stagionale e record del meeting. Una gara densa di emozioni specie nell'ultimo giro dove il vincitore ha dovuto rimontare con decisione su Paul Koech che sembrava involato verso una netta vittoria; solo 3 centesimi hanno diviso i due atleti.

Discreti i 5000 donne dove moltissime atlete hanno realizzato il loro personale o record nazionali. La gara è stata vinta dall'etiope Tirunesh Dibaba che con 14'32″57 ha anche stabilito il record della manifestazione nonchè il miglior tempo stagionale mondiale. Discorso simile per gli uomini in una gara vinta dal keniano Isaac Songok con 12'52″29. Da rilevare anche l'anonima presenza di Sergiy Lebid giunto sul traguardo in quindicesima posizione in 13'12″35.

Dalle corse alle pedane, si inizia col triplo femminile dove la solita Tatyana Lebedeva vince la gara con la misura di 15.03 che gli vale anche come record della manifestazione. Le nostre italiane Martinez e La Mantia sono giunte rispettivamente seste e settime con misura abbastanza normali: 14.26 per la cubana e 14.22 per la siciliana.

Di livello non eccelso come tutti si aspettavano la gara di asta maschile dove un Gibilisco appannato ha deluso se stesso ed il pubblico finendo in decima posizione con un anonimo 5.51. La gara è stata vinta da Toby Stevenson con 5.81 davanti al giapponese Daichi Sawano e Tim Lobinger, entrambi fermi a 5.71.

Se l'asta ha riservato poche emozioni di certo l'alto non ha deluso con ben tre atleti sopra il tetto dei 2.35. Alla fine ha avuto la meglio l'ucraino Andrey Sokolovskiy con 2.38. Per lui l'oro, il record della manifestazione, la miglior prestazione mondiale e soprattutto tanti applausi. Dietro questo gigantone est europeo il piccolo Stefan Holm e il ceco Jaroslav Baba, tutti e due secondi a pari merito. Per l'Italia c'erano in gara i gemelli Ciotti e Andrea Bettinelli. Quest'ultimo ha centrato con 2.27 (misura raggiunta anche da Giulio Ciotti) il suo personale stagionale.

Il lungo non ha offerto misure da urlo e l'americano Dwight Phillips si è portato a casa l'oro con la misura di 8.39 e due soli salti validi. Secondo Miguel Pate in 8.04 e terzo Tommi Evila addirittura sotto gli 8 metri. Il nostro Da Castello ha siglato un trascurabile 7.44.

Anche nel giavellotto gli azzurri non hanno brillato e Pignata, dopo i picchi delle manifestazioni precedenti si è preso un turno di riposo facendo semplice presenza fino alla misura di 77.06. Vittoria invece per l'estone Andrus Varnik con 85.50 davanti a Pitkamaki (84.87) e Makarov (84.17).

Arrivederci al prossmio anno.

fonte: Golden Gala

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_completi_9.7.2005.zip (75 Kb)

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