ULTRAMARATONA 24H IN AUSTRIA, QUINTO POSTO PER SERGIO ORSI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

L’Ultramaratona italiana è cresciuta negli ultimi anni soprattutto nella 100 km, fino a conquistare nelle ultime edizioni della Coppa del mondo svariate medaglie d’oro, fino a diventare la naziona da battere.
Nella 24 ore gli azzurri finora erano rimasti un po’ lontano dai vertici, scontando un po’ le difficoltà della specialità, ancora poco frequentata in Italia sia in termini numerici, sia in termini di qualità. Già però nell’ultimo biennio, si erano notati dei segnali incoraggianti. Ad esempio le gare più importanti del panorama italiano sulla distanza avevano visto crescere notevolmente il nmero degli iscritti, tanto da creare problemi a quelle organizzate su pista. Qualche atleta di seconda fascia della 100 km ha inoltre debuttato nella 24 ore. Insomma quanto seminato dai nostri pionieri, Sterpin, Nardin, Bazzana, Mazzeo e Tarascio, comincia a dare i primi frutti, che sono decisamente maturati lo scorso anno a Brno, quando la squadra femminile ha conquistato la prima medaglia nella storia della 24 ore italiana, più precisamente il bronzo nella classifica a squadre del Campionato Europeo.

Quest’anno c’è stata una crescita decisamente notevole tra gli uomini, con ottimi risultati e suggellata dalla miglior prestazione italiana su strada (249,876 km) riportata dal fiorentino Sergio Orsi, che migliora quella già sua del 2003 (246,150), ma che va soprattutto al di là anche del primato ottenuto su pista dal bergamasco Picinali nel lontano 1977 (248,918 km). Una prestazione, quella di Orsi, che gli ha consentito di piazzarsi al 5° posto nel mondiale, al 4° posto nell’Europeo e di collocarsi quindi tra i migliori specialisti al mondo.

La stessa distanza del precedente primato italiano su strada è stata superata anche dal torinese Osvaldo Beltramino (246,405) che si è piazzato al 6° posto nel Mondiale e 5° nell’Europeo. Beltramino ha potuto finalmente dimostrare le sue enormi potenzialità su questa distanza, basti pensare che prima di questa gara aveva come personale solamente 207 km, ma tante altre prestazioni in gare diverse dalla 24 ore, ma sostanzialmente su distanze simili che avevano indotto i tecnici a selezionarlo e a prevederne una prestazione d’alto livello.
L’Italia maschile non è stata rappresentata solo dalle due punte di diamante. Facciamo così un breve passo all’indietro: come noto nelle gare internazionali di Ultramaratona la classifica a squadre viene redatta sulle migliori 3 prestazioni conseguite dai sei componenti. Tra i nove uomini azzurri schierati nella gara individuale, i sei prescelti a comporre la squada erano Gastone Barichello, Lucio Bazzana, Osvaldo Beltramino, Antonio Mammoli, Antonio Mazzeo e Sergio Orsi. Impegnati esclusivamente nella gara individuale l’Italia ha schierato inoltre Enrico Bartolini, Mario Pirotta e Vincenzo Tarascio.

A completare il grande risultato della squadra maschile ci ha pensato il pratese Antonio Mammoli, che si era messo in luce lo scorso anno percorrendo oltre 215 km nel mondiale di Brno, nella gara Open. Mammoli si è migliorato sensibilmente portando il suo personale a 229,615 km conquistando così la 5^ miglior prestazione italiana all time nella 24 ore su strada.

Con le tre prestazioni di Orsi, Beltramino e Mammoli l’Italia maschile ha così potuto lottare al fianco delle due nazioni più forti, Giappone e Russia. Addirittura all’inizio dell’ultima ora di gara tutto lo staff della rappresentativa italiana era concentrato a seguire una possibile rimonta degli azzurri, che avevano solo 6 km complessivi di ritardo sia dai giapponesi e sia dai russi, con i dati alla mano relativi alla 22^ ora. Se aggiungiamo che il nostro staff aveva appena verificato di aver recuperato 3 km nella 21^ ora, potete immaginare l’entusiasmo che animava tutti con la consapevolezza di avere in tasca sicuramente il bronzo europeo e l’argento mondiale, ma di poter sognare anche il primo posto assoluto.

Il sogno è durato in realtà solo 30 minuti, innanzitutto perché i risultati della 23^ ora (pervenuti appunto a soli 30’ dalla conclusione della gara) evidenziavano che la situazione nella 23^ ora non era cambiata e i km di ritardo erano rimasti gli stessi, ma anche perché nella prima metà dell’ultima ora i nostri avevano recuperato solo 1 giro dai russi, mentre i giapponesi avevano addirittura aumentato il loro vantaggio.

Comunque la squadra maschile ha riportato con la misura di 725,896 km la nuova miglior prestazione italiana di squadra, che supera la precedente riportata nel 2003 a Uden (Orsi, Mazzeo, Tarascio con 713,362 km).
Ben quattro sono stati gli atleti che hanno migliorato il proprio personale. Oltre ai già citati Orsi, Beltramino e Mammoli anche Mario Pirotta si è superato con 222,005 km. Libero da impegni di squadra il bergamasco Pirotta si è messo subito in evidenza rimanendo in testa al comando per più di un’ora di gara, ma conservando nel proseguio sia energie fisiche che mentali per poter infatti conseguire il nuovo personale. Al momento in cui scriviamo questo commento non abbiamo avuto ancora conferma del dato ufficiale di passaggio di Sergio Orsi alle 100 miglia e ai 200km, sulle cui distanze il fiorentino dovrebbe aver migliorato i rispettivi primati italiani.

Per completare il quadro delle prestazioni dei nove azzurri in gara, proseguiamo con l’altro fiorentino Enrico Bartolini, che si è confermato con 219,580 km sugli alti livelli dimostrati questa primavera ad Alzano Lombardo quando fece oltre 224 km. Di Bartolini ci è molto piaciuta la regolarità e la distribuzione dello sforzo, qualità molto importante nella 24 ore; la sua prestazione sarebbe stata sicuramente ancora superiore, se un abbassamento di pressione causato dal caldo del finale di gara non avesse comportato un evidente calo di rendimento.
Molto bene si è ben comportato nella seconda parte di gara uno dei nostri pionieri Lucio Bazzana, che dopo esser transitato in 86^ posizione all’undicesima ora di gara, in quanto limitato da fastidiosi dolori alla schiena, si è ripreso e rimontando costantemente fino alla fine ha concluso in 35^ posizione, percorrendo nelle seconde 12 ore oltre 107 km, più dei 106 km percorsi nella prima metà di gara.

Non è andata come voleva al capitano della squadra maschile Antonio Mazzeo: dopo le prime 8 ore di gara interpretate alla lettera con la consueta regolarità (84 km) ha dovuto soccombere ad alcuni attacchi di dissenteria, che lo hanno debilitato nel proseguio della gara, ma non gli hanno impedito di svolgere il proprio ruolo di capitano in campo, dispensando utili consigli ai compagni di squadra e incitandoli nel finale di gara, quando il “profumo” di medaglie era sempre più forte.
Sfortunati ancora di più il vicentino Gastone Barichello e il genovese Vincenzo Tarascio che hanno dovuto combattere con il proprio stomaco capriccioso, a tal punto da doversi reagionevolmente arrendere. Per Barichello è arrivata però la soddisfazione – dopo una notte di riposo – di poter riprendere a gareggiare al fianco dei propri compagni di squadra nelle ultime ore di gara, sulle ali dell’entusiasmo generale delle medaglie in arrivo: una presenza quella di Barichello nel finale, che si è rivelata molto utile quando si è trattato di passare importanti informazioni agli atleti e per sostenerli in un momento così delicato.

La squadra femminile ha potuto goire del risultato maschile e lenire un po’ la delusione per la giornata storta di buona parte delle ragazze. Alla non eccezionale forma atletica della nostra primatista italiana su strada Lorena Di Vito, si è accompagnato purtroppo una giornataccia per Monika Moling e Monia Redini. La prima è incorsa in problemi di stomaco, la seconda è incappata subito al 10° km in un doloroso problema all’anca destra. Per le due ragazze l’obiettivo di raggiungere i 200 km si è complicato prima e allontanato dopo. Peccato perché entrambe valgono questa misura, così come potrà essere presto superato nuovamente dalla Di Vito, ora che ha potuto riprendere con regolarità ed impegno la preparazione.

Un vero e proprio peccato quanto successo per le nostre donne, perché avrebbero avuto un grosso aiuto nel gioco e risultato di squadra da Nunzia Patruno, capitana per l’occasione e in buona condizione.
La Patruno ha superato agevolmente i 180 km dimostrando di poter ambire anche lei ai 200 km. Travatasi nel vortice di una giornata nera per la propria squadra femminile, ha cercato di sollevare il morale delle compagne dedicandosi poi nel finale di gara a sostenere addirittura la squadra maschile.

Buono il comportamento sia nei confronti della squadra e sia a livello individuale di Stefania Tonini, sempre prodiga nel fare l’andatura alle colleghe in difficoltà, ma anche di Carmela Di Domenico, matricola azzurra e già subito inserita nel gruppo ed infine dell’intramontabile Maria Nardin, che dopo un avvio alquanto difficile ha saputo crescere sempre più, risultando nelle ultime 5 ore l’atleta che ha percorso più strada di tutte le nostre ragazze.

Per quanto riguarda il contesto internazionale della gara, non male è il risultato della gara femminile, in particolare della russa Kalinina, che ha riportato la 4^ miglior prestazione mondiale all time (242,228 km), ma anche della 2^ classificata l’altra russa Eremina, che ora ha la 6^ miglior prestazione mondiale all time (239,874). Da segnalare anche il ritorno al successo e alle grandi prestazioni del russo Kruglikov capace dopo 13 anni di sfiorare i 270 km che costituiscono l’eccellenza mondiale, in attesa di trovare un nuovo super-campione come il greco Yiannis Kouros che nel corso degli ultimi 15 anni ha polverizzato tutti i recod di lunga distanza, compreso quello delle 24 ore, che detiene con oltre 303 km.

Class. individuale maschile
1 Kruglikov Anatoliy RUS 268,065 km
2 Eder Ewald AUT 263,810 km
3 Lukas Jens GER 256,368 km
4 Sekiya Ryoichi JPN 250,618 km
5 Orsi Sergio ITA 249,876 km
6 Beltramino Osvaldo ITA 246,405 km
17 Mammoli Antonio ITA 229,615 km
23 Pirotta Mario ITA 222,005 km
28 Bartolini Enrico ITA 219,580 km
35 Bazzana Lucio ITA 213,645 km
68 Mazzeo Antonio ITA 179,471 km
97 Barichello Gastone ITA 139,242 km
116 Tarascio Vincenzo ITA 91,485 km

Class. individuale femminile
1 Kalinina Lyudmila RUS 242,228 km
2 Eremina Galina RUS 239,874 km
3 Inagaki Sumie JPN 234,803 km
4 Koval Irina RUS 227,469 km
5 Kim Jungok KOR 223,109 km
25 Patruno Nunzia ITA 181,663 km
34 Di-Vito Lorena ITA 169,905 km
39 Di-Domenico Carmela ITA 166,714 km
42 Nardin Maria-Teresa ITA 160,388 km
43 Tonini Stefania ITA 157,127 km
48 Redini Monia ITA 151,058 km
50 Moling Monika ITA 143,611 km

Class. a squadre maschile
1 GIAPPONE 734,497 (Sekiya 250,618 – Otaki 245,628 – Sakurai 238,251)
2 RUSSIA 731,228 (Kruglikov 268,065 – Bychkov 246,164 – Tivikov 216,999)
3 ITALIA 725,896 (Orsi Sergio 249,876 – Beltramino 246,405 – Mammoli 229,615)
4 GERMANIA 711,059 (Lukas 256,368 – Steißlinger 233,987 – Graf 220,704)
5 AUSTRIA 709,428 (Eder 263,810 – Wagner 238,443 – Koranda 220,222)

Class. a squadre femminile
1 RUSSIA 709,571 (Kalinina 242,228 – Eremina 239,874 – Koval 227,469)
2 GIAPPONE 654,385 (Inagaki 234,803 – Noto 214,293 – Kamura 205,289)
3 USA 604,513 (Powell 214,422 – Smith 204,087 – Olsen 186,004)
4 FRANCIA 577,840 (Eirmin 201,160 – Bertin 200,405 – Semur 176,275)
5 Rep. CEKA 552,057 (Dimitriadu 205,597 – Judova 191,740 – Hurkova 154,720)

fonte: Franco Ranciaffi e Stefano Scevaroli – Commissione Tecnica IUTA

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