ISINBAYEVA ANCORA RECORD: 5 METRI A LONDRA!

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Il meeting di Londra regala l’ennesimo record del mondo di Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta. Un’impresa dal sapore particolare per la russa, prima donna al mondo a varcare la quota dei 5 metri. Ottime prestazioni nella velocità con le frecce americane in grande evidenza.

E’ ancora Isinbayeva quindi, neanche il tempo di memorizzare nella testa il 4,95 ultimo suo ritocco al primato del mondo, che già è nuovo record, stavolta una misura tonda e dal sapore importante, 5 metri.

Una quota paragonabile in termini relativi ai 6 metri in campo maschile, se non qualcosa in più, di sicuro un universo nuovo nell’asta al femminile ed un punto di riferimento nitido e sensazionale per tutte le inseguitrici a livello mondiale. E la russa non sembra aver concluso la sua corsa alle altezze, avendo dichiarato di aver già saltato in allenamento misure prossime ai 5,20, possedendo pertanto ancora grossi margini di miglioramento.

Così si fa sempre più incalzante il paragone con sua maestà Sergey Bubka, il re dell’asta di tutti i tempi, anch’egli avvezzo ai record ed ai miglioramenti passo-passo, tanto per raggranellare qualche premio in più, perché, si sa, la carriera atletica è pur sempre molto breve.

Sempre più sola in cima al mondo l’acrobata di Mosca dunque, con avversarie lontane e difficilmente capaci di insediarla né ieri sera, con la sola polacca Rogowska a 4,80 e tutte le altre a 4,47, né tanto meno ai Mondiali di Helsinki, dove solo lei potrebbe complicarsi la strada per un oro praticamente già al collo.

Meeting di Londra che non ha lesinato risultati di rilievo anche nelle altre gare, in particolar modo nella velocità dove era atteso il plotone di velocisti americani, guidati da mr. Justin Gatlin, pronto ad accettare la sfida con il nuovo re dello sprint mondiale, il giamaicano Asafa Powell.

Sfida che anche stavolta in realtà, come al Golden Gala, non c’è stata, o meglio è stata solo a distanza nelle batterie, perché poi Powell ha rinunciato a correre la finale. E già in batteria si era imposto sia pur di un soffio Gatlin, vincendo la propria batteria con 10”01 (+0,5 m/s), contro il 10”02 (-0,3 m/s) di Powell, sia pur vincente e appesantito da una leggera bava di vento contrario.

Poi il gran show di Justin Gatlin in finale, con una progressione impressionante da 9”89 con vento neanche troppo forte (+1 m/s), che dimostra il crescendo della condizione di forma del campione olimpico ed aspirante campione del mondo. Dietro di lui un altro statunitense, quel Leonard Scott delfino di Maurice Greene, capace di chiudere in un eccellente 9”94, sulla scia del rivale, ad anticipare nei metri finali un ritrovato Kim Collins, terzo in 10”00, finalmente tornato sui suoi livelli a pochi centesimi dal personale. Certo non sarà facile conservare il titolo di campione del mondo ad Helsinki con tale concorrenza in giro…

Buoni risultati anche dal 200 sempre ad opera degli statunitensi. In campo maschile si rivede il dominatore delle liste mondiali stagionali, il giovincello dell’Arkansas, Wallace Spearmon. Dopo la delusione per aver fallito l’appuntamento dei trials, Spearmon sembra aver ritrovato un bel picco di forma, chiudendo il mezzo giro di pista in un sorprendente 19”89, con vento regolare di +1,8 m/s, prestazione che rinsalda la sua posizione di numero uno al mondo nei 200 quest’anno.
Dietro di lui a pari merito altri due virgulti dello sprint, il fenomeno giamaicano Usain Bolt e l’altro americano Tyson Gay, in 19”99. Per Bolt si tratta di un tempo assai vicino al suo personale oltre che record mondiale junior di 19”93, per lo statunitense secondo ai trials del nuovo limite personale.

Sempre States anche tra le ragazze, con la bella vittoria di Allyson Felix, fresca compagna di Justin Gatlin. L’americana non si fa intimorire dalla presenza della campionessa olimpica Veronica Campbell, cogliendo un bel successo in 22”16 e staccando la caraibica di 13 centesimi. Terza ancora un’americana, Latasha Colander in un buon 22”30. Peccato per il vento, leggermente oltre i limiti, di 2,2 m/s.

Nei 400 è Timothy Benjamin il protagonista, vincendo la gara e facendo un bel sgambetto alla locomotiva Jeremy Wariner. Stavolta l’americano non va oltre i 44”86, piegandosi al buon 44”75 dell’inglese, che lascia dietro anche gente del calibro di Darold Williamson (45”23), Tyree Washington (45”38), e Michael Blackwood (45”68).
400 donne tutti per Sanya Richards, prima in 50”35, buona prestazione che diviene ottima quando dietro finisce la messicana Ana Guevara (50”68) e Monique Hennagan (50”93).

Kerron Clement doveva essere l’uomo da grande prestazione nei 400 hs; il talento della Florida non andato in realtà gran che bene, chiudendo quarto in 49”03, probabilmente appesantito dagli ultimi carichidi allenamento. Decisamente meglio è andata all’amico Bershawn Jackson, vincente in 47”98 senza grosse difficoltà.

Nei 100 hs Kirsten Bolm fa segnare un ottimo 12”59, tre centesimi meglio dell’americana Kirkland, mentre nei 5000 si rivede Kenenisa Bekele, che passeggia, si fa per dire, in 12’55”55, battendo in volata non un conterraneo, come capita spesso nella specialità dominio degli africani, ma l’australiano Mottram Craig, secondo in un tempo d’eccezione di 12’56”13.
Bene i 1500 con Bernard Lagat, keniano d’adozione negli Stati Uniti, vincente in 3’33”16 appena 4 centesimi meglio di Alan Webb, il talentuoso connazionale del mezzofondo veloce.

Sui concorsi buona prestazione nel triplo per il britannico Nathan Douglas, primo in 17,32; addirittura ottimo il pesista Christian Cantwell, che lancia a 21,60, dimostrando di essere il più in forma al momento dei panzer a stelle e strisce. Rimangono a distanza infatti i colleghi oltre che compagni di squadra Reese Hoffa con 21,11, John Godina con 20,80, e Adam Nelson non oltre i 20,62.

fonte: iaaf; foto Getty Images

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