CAMPIONATI MONDIALI – RISULTATI GIORNO 4

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Il tempio dove i finlandesi celebrano i riti del lancio del giavellotto, ha tenuto i battenti rigorosamente chiusi, non permettendo all’azzurro Francesco Pignata di accedere alle celebrazioni finali in programma domani 10 agosto.
Il lanciatore calabrese, in forza alle Fiamme Gialle, ha risentito evidentemente del clima negativo che condiziona le prestazioni della nostra nazionale, ed è terminato al 13° posto nel gruppo A di qualificazione, con un modesto 72.17 lontano anni luce dal suo PB stagionale di m. 81.67, che, se ripetuto, gli avrebbe consentito un agevole passaggio di turno.
Deludente anche la serie dei suoi tre lanci: 71.13 – 72.17 – 66.96.
Il migliore dei qualificati è stato il russo Sergey Makarov (gruppo A) con m. 85.08 ottenuto al primo lancio, che gli ha consentito di precedere il giovanissimo (classe 1982) idolo di casa Tero Pitkämäki (m. 82.21), capolista stagionale con l’eccellente misura di m. 91.53, ottenuta a fine giugno.
Alle 12.10 ha avuto inizio la qualificazione del salto con l’asta. La gara, come di consueto, si è svolta su due pedane. Mentre il gruppo A ha potuto portare regolarmente a termine la selezione che ha visto cinque atleti fermarsi alla qualificazione standard di m. 5.60, il gruppo B ha dovuto registrare ritardi e nervosismi a causa di un incidente procurato ad uno dei ritti dall’atleta di casa Matti Mononen, che ha costretto i giudici ad interrompere la gara per poi farla terminare sull’impianto utilizzato dal gruppo A.
Di questo gruppo faceva parte il nostroGiuseppe Gibiliscoche dopo aver superato agevolmente al primo tentativo i m. 5.45, si è trovato a lottare alla quota di m. 5.60 insieme ad altri nove concorrenti. Di questi il solo che sia riuscito a valicarla è stato il russo Pavel Gerasimoval terzo tentativo, mentre tutti gli altri di sono fermati a m. 5.45.
Il passaggio della misura al primo tentativo ha consentito all’azzurro di essere ripescato e quindi ammesso alla finale in programma giovedì.
Mentre erano in pedane gli astisti, si schieravano al via gli atleti dei 200 metri.
Grande attesa nel clan azzurro per l’esordio mondiale di Andrei Howedopo il noto infortunio che lo ha tenuto a lungo lontano dalle piste.
Il ragazzo di Rieti, campione mondiale juniores l’anno scorso a Grosseto, era impegnato nella prima delle otto batterie. Ad una curva apprezzabile ha fatto seguito un rettilineo interlocutorio, caratterizzato da una andatura contratta (la stessa che avevamo visto a Viareggio il 27 luglio), che si è normalizzata solo nei metri finali quando il ragazzo, sicuro della qualificazione, si è rilasciato. La batteria è stata vinta da Stéphane Buckland delle Mauritius in 20.94, davanti al nostro che ha chiuso in 21.08.
Ha deluso invece il giovane Koura Kaba Fantoni impegnato nella quinta batteria insieme al giamaicano Usain Bolt, campione mondiale juniores sulla distanza nel 2002.
Dopo aver “dormito” in partenza (0.211 il suo tempo di reazione) Koura Kaba si è lanciato in una curva non molto convinta, alla quale ha fatto seguito un rettilineo più dignitoso, ma i giochi ormai erano fatti e la qualificazione (quarto in 21.10) sfumata. Ha vinto facilmente Bolt in 20.80.
Il miglior tempo di questa fase eliminatoria lo ha segnato lo statunitense Tyson Gay nella sesta batteria, unico a scendere sotto il limite dei 20 secondi (19.99). Tranquilla la qualificazione della medaglia d’oro dei 100 Justin Gatlin, con una condotta di gara forse anche troppo disinvolta.
Le batterie dei 400 metri piani ci hanno finalmente fornito il nominativo di un azzurro che è riuscito a far registrare un PB (personal best) sul foglio dei risultati.
Andrea Barberi da Tivoli, allenato dall’ex marciatore Riccardo Pisani, impegnato nella quarta batteria corsa alle 14.16, ha saputo limare 9 centesimi di secondo al suo primato personale (45.79), chiudendo la gara al terzo posto in 45.70 e venendo quindi recuperato per il passaggio del turno.
Due uomini sotto i 45 secondi: Timothy Benjamin (GBR) 44.85 e Andrei Rock (USA) 44.98 vincitori della prima e della quarta batteria, mentre la medaglia d’oro di Atene, l’americano Jeremy Wariner ha dominato la seconda in 45.24.

Questa volta la leonessa si era battuta bene. Ma è stata sfortunata, pur nella limitatezza del suo potenziale attuale. Fiona May aveva trovato il salto buono all’ultimo dei tre tentativi che le consentiva la qualificazione nella gara di salto in lungo.
E’ riuscita a saltare m. 6.51, vicino al suo 6.64 stagionale, ma una folata di vento contrario (1 m/s) le ha fatto perdere quei tre centimetri che le sarebbero bastati per superare la misura di m. 6.53, ottenuta dalla statunitense Rose Richmond con ben 2.5 di vento a favore!
Esce così di scena una delle nostre atlete più medagliste, una vera combattente che forse non ha trovato una guida tecnica che le consentisse di valorizzare appieno il suo enorme potenziale atletico nella fase calante della sua carriera (Gianni non me ne voglia…..).Grazie Fiona! L’atletica italiana sarà ancora più orfana senza la tua presenza in campo.
Mentre il programma dei campionati si svolgeva secondo l’orario previsto, prendeva avvio anche la gara del decathlon, con una prima grossa sorpresa: la squalifica per due false partenze del russo Dmitry Karpov, quarto nelle graduatorie mondiali del 2004 (p. 8.725).
Buona partenza dello statunitense Bryan Clay del ceco Roman Sberle che dopo tre gare (100, lungo e peso) conducono la gara rispettivamente con 2.804 e 2775 punti.

Le gare del pomeriggio
Il programma pomeridiano prevedeva la disputa delle ultime due gare decathlon della prima giornata, con inizio delle prove in pista con le batterie dei 100 metri ad ostacoli e la finale del disco femminile.
Si è fatto in tempo a disputare la prima delle cinque batterie degli ostacoli, ad esaudire un gruppo del salto in alto del decathlon e ad effettuare tre lanci nel disco, quando un violentissimo temporale si è abbattuto su Helsinki provocando una lunga sospensione delle gare.
Se l’acqua e il vento hanno disturbato e impedito l’effettuazione delle gare, hanno salvato i giudici finlandesi da una brutta figura imputabile ad una inspiegabile mancata misurazione di una prova effettuata da una concorrente.
Cogliamo l’occasione per richiamare l’attenzione degli appassionati sulla confusa organizzazione messa in campo dai pur esperti e bravi finlandesi. Incertezze nella sanzione di alcuni salti nelle prove di triplo e lungo, bruttissime partenze (velocissimi i tempi di esecuzione nelle prove di velocità e una serie infinita di false partenze nelle gare dei 200 metri di oggi), un inutile e fastidioso sventolio di bandiere in partenza e tanti altri particolari (per esempio la mancanza di un pezzo di ricambio con il quale sostituire il sostegno dell’asta rovinato da un concorrente), fanno si che si debba al momento dare un giudizio negativo per quanto accaduto sul campo.
Bravi invece sono stati i volontari e gli inservienti dello stadio che appena la pioggia è diminuita di intensità, hanno provveduto a rendere agibile il rettilineo della pista e la pedana del salto in alto, consentendo il proseguimento della gara al gruppo B del decathlon.
La direzione di riunione ha comunque giustamente spostato ai giorni successivi la disputa di alcune gare: finale del disco femminile, qualificazione del triplo uomini e i quarti di finale dei 200 metri.
E proprio la gara di salto in alto ha dato al ceco Sberle il primo posto nella classifica del decathlon dopo quattro gare: 3.634 punti contro i 3.607 dello statunitense Bryan Clay.
Passano il turno tutte le migliori dopo la disputate delle batterie dei 100 metri ad ostacoli, dove l’americana Michelle Perry e la giamaicana Brigitte Foster-Hylton hanno ottenuto entrambe il miglior tempo (12.64). Qualificate anche le graziose gemelline svedesi Jenny e Susanna Kallur.
Ancora pioggia battente sullo stadio olimpico di Helsinki al momento della disputa delle ultime tre finali della giornata.
Nella prova dei 3000 siepi, al termine di una gara tecnica, risoltasi solo negli ultimi 250 metri, il keniano Saif Saaeed Shaheen (questo il suo nome in Qatar) ha avuto ragione in 8:13.31 degli ex connazionali Ezekiel Kemboi e Brimin Kipruto che ha bruciato sulla linea di arrivo l’ex primatista del mondo Brahim Boulami.
Primo degli europei l’olandese Simon Vroemen, quinto in 8:16.76.
Passaggio lento ai 400 metri (1:00.72) nella finale degli 800 metri femminili, ma un arrivo serrato che ha visto prevalere allo sprint la piccola cubana Zulla Calatayud in 1:58.82 sulla marocchina Hasna Behhassi (1:59.42) e la russa Tatyana Andrianova (1:59.60). Si pensava che proprio dalle russe, presenti in tre in questa finale, sarebbero venuti i più seri pericoli per la campionessa uscente Maria de Lurdes Mutola,finita onorevolmente, dopo aver lottato fino all’ultimo metro, al quarto posto.
Pioggia anche sui finalisti dei 400 metri ad ostacoli che hanno gareggiato su un pista che presentava diverse pozzanghere.
Subito fuori allo start il campione uscente Felix Sanchezcostretto al ritiro dal riacutizzarsi del dolore alla caviglia che lo ha condizionato in questi ultimi due anni.
Grande lotta fra i tre americani e vittoria netta del più giovane (classe ’83) Bershawn Jackson in 47.30 (primato personale). “Personal best” anche per il secondo classificato James Carter che ha concluso la sua gara in 47.43, mentre proprio sulle cellule il giapponese Dai Tamesue ha avuto ragione del terzo americano, Kerron Clement, autore di una prova deludente.
Unico europeo in gara il francese Naman Keita giunto quinto in 48.28; inferiore all’attesa il sudafricano Van Zyl in ottima posizione fino all’ingresso nel rettilineo d’arrivo.
I decatleti hanno concluso la loro fatica correndo sotto l’acqua i 400 metri, quinta gara del programma della prima giornata.
Una grande prova sui 400 metri, conclusa con il tempo di 48.62, non è bastata a Roman Sebrle per concludere al primo posto la prima giornata. L‘americano Bryan Clay, è giunto secondo nella ultima delle quattro serie, nel tempo di 47.78, primato personale, e con questo risultato è riuscito a sopravanzare il ceco di soli 14 punti (4.527 contro 4.513).

fonte: Atleticanet/Iaaf

ALLEGATO: ANet_news__9.8.2005.txt (92 Kb)

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