CAMPIONATI MONDIALI – RISULTATI GIORNO 7

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UOMINI

La settima giornata dei Campionati Mondiali di Helsinki ha portato all’Italia la prima medaglia, con il terzo posto nella 50km di marcia dell’altoatesino Alex Schwazer, forse il più inatteso di tutta la spedizione azzurra. La gara è cominciata nella mattinata e si è svolta quasi interamente in condizioni atmosferiche piuttosto favorevoli. Il primo attacco importante, che poi si è rivelato anche quello decisivo, è arrivato dal russo Sergey Kirdyapkin nel primo terzo di gara, seguito a ruota dal connazionale Aleksey Voyevodin, che, però, dopo un po’ ha cominciato a perdere terreno nei confronti del battistrada. Intanto dietro l’italiano Alex Schwazer, che aveva iniziato la sua corsa su ritmi proibitivi, non prestando orecchio al suo allenatore Sandro Damilano che lo invitava alla prudenza, si è lanciato all’inseguimento del cinese Chengliang Zhao, poi squalificato; alle sue spalle, inoltre, il norvegese Trond Nymark nelle ultime battute ha iniziato a perdere contatto da Schwazer, che ha tagliato il traguardo in 3h 41’ 55 , migliorando di ben 8 minuti il suo primato personale e firmando, così, il nuovo record italiano sulla 50km di marcia. Al primo posto è finito il russo Sergey Kirdyapkin con il tempo di 3h 38’ 08 , mentre la seconda piazza è andata al connazionale Voyevodin, finito in netto calo, ma sempre con l’ottimo crono di 3h 41’24. Per quanto riguarda gli altri italiani in gara 13° posto per Marco De Luca in 3h 58’32, mentre Diego Cafagna è stato squalificato a 5 km dall’arrivo mentre viaggiava attorno alla 27° posizione.

In contemporanea alla gara di marcia lo stadio era impegnato ad accogliere le fasi di qualificazione del salto in alto. Prestazione decisamente deludente per Alessandro Talotti, che è riuscito a sbagliare tutti e tre i tentativi a 2.15, misura d’apertura, e non è nemmeno entrato in gara. Manca la qualificazione per un soffio, invece, Andrea Bettinelli, quindicesimo con un 2.24 saltato alla terza prova e tanto rammarico per la finale sfumata. Chi, invece, la finale l’ha centrata in pieno è stato Nicola Ciotti che, dopo un po’ di indecisioni iniziali, con il passare del tempo ha trovato maggiore sicurezza, fino a saltare in agilità 2.27 per piazzarsi al terzo posto dei qualificati. L’unico a non aver avuto problemi in pedana è stato lo svedese Stefan Holm che, al contrario dei numerosi favoriti usciti sorprendentemente di scena, ha valicato sempre l’asticella al primo tentativo fino a 2.27, quando i giudici lo hanno fermato decretandolo qualificato.

La mattinata è finita con le qualificazioni del salto in lungo, che hanno visto l’eliminazione con tre nulli del cubano quattro volte campione mondiale Ivan Pedroso. Miglior salto è stato quello dell’americano super favorito della vigilia Dwight Phillips, volato fino a 8.59 , intenzionato a difendere il suo titolo di due anni fa.

Nel pomeriggio si sono svolte le semifinali degli 800 metri, in cui il russo Yuriy Borzakovskiy ha tenuto a mettere le cose in chiaro vincendo la sua batteria con il miglior tempo di 1:44.26; altri qualificati di spicco sono stati il vincitore dei 1500 metri Rashid Ramzi, il francese Mehdi Baala ed il keniano Wilfred Bungei, mentre non ce l’ha fatta uno dei maggiori favoriti, il sudafricano Mbulaeni Mulaudzi.

La giornata di oggi ha visto anche l’inizio delle staffette, più precisamente delle semifinali della 4×100, dove il nostro quartetto Verdecchia-Collio-Donati-Howe è stato purtroppo squalificato per cambio fuori settore nella prima frazione, ma con il tempo di 38.98 non si sarebbe ugualmente qualificata. Altro addio al sogno iridato da parte degli Stati Uniti, che si fermano dopo soli 100 metri di gara per la caduta del testimone. Il miglior tempo è quello di Trinidad e Tobago (38.28) che, data l’assenza in finale della grande favorita, spera nel colpaccio a sorpresa.

La finale dei 110 ostacoli ha regalato al pubblico grande spettacolo, grazie anche all’altissimo livello degli atleti scesi in pista per la conquista del titolo iridato. La vittoria finale è andata a sorpresa, ma non troppo, al francese Ladji Doucouré con il buon tempo di 13.07; delusione, invece per gli altri favoriti della vigilia: il cinese primatista mondiale Xiang Liu è finito secondo ad un centesimo dal vincitore, mentre sul terzo gradino del podio è salito l’americano Allen Johnson con 13.10. Medaglia di legno, infine, per l’altro americano Dominique Arnold, che ha concluso la prova in 13.13.

L’ultima gara della giornata è stata la finale dei 400 metri, in cui l’americano Jeremy Wariner ha impressionato per la sua incredibile prestazione, un 43.93 che vale la migliore prestazione mondiale dell’anno: mai nessuno nel 2005 era stato capace di scendere sotto il muro dei 44’’; dietro di lui ottimo risultato anche per il connazionale Andrew Rock, capace di firmare il suo nuovo personale di 44.35 in una gara così importante. Ma le perle non finiscono qui, perché stasera è stato aggiornato anche il record nazionale canadese dal bravissimo Tyler Christopher, terzo con il grande tempo di 44.44.

DONNE

Nella mattinata si sono svolte le qualificazioni del lancio del giavellotto, dove l’azzurra Claudia Coslovich non è andata oltre un mediocre 55.78 che non le ha permesso l’accesso tra le prime dodici. Nona, invece, è finita l’altra italiana Zahra Bani, con la misura di 60.09: per lei si prospetta una finale tutta da giocare. La migliore impressione l’ha data sicuramente la cubana Osleidys Menéndez, arrivata al primo lancio a 65.77 con apparente facilità.

A causa del diluvio che si era accanito sulla città di Helsinki la finale del salto con l’asta era stata posticipata al pomeriggio di oggi. La gara è stata monopolizzata dalla russa Yelena Isinbayeva, entrata in gioco alla misura di 4.50, quando il grosso della compagnia se n’era già andata. Dopo tre tentativi centrati al primo colpo, da 4.70 la russa è salita a 5.01, misura valicata al secondo tentativo che le vale il miglioramento del suo precedente record mondiale di 5.00, nonché il titolo mondiale di specialità. Più sotto gara a parte l’hanno fatta le altre, con la polacca Monika Pyrek al secondo posto con la misura di 4.60, davanti alla ceca Pavla Hamácková, che si è fermata invece a 4.50.

Nelle qualificazioni del peso le nostre italiane Chiara Rosa e Cristiana Checchi non sono riuscite a centrare la finale, al contrario della brava Assunta Legnante, capace di scagliare l’attrezzo a 18.06. prima misura ripescata. Le migliori prestazioni sono state quelle delle vincitrici delle due serie, la bulgara Nadezhda Ostapchuk, arrivata a 19.65, e la neozelandese Valerie Vili con 19.87.

Le qualificazioni dei 1500 metri femminili hanno portato all’accesso in finale di tutte le favorite della vigilia, come le russe Olga Yegorova, Yuliya Chizhenko, Yelena Soboleva e l’etiope Burika Bati Gelete; comunque tutto si deciderà nella finale, gara assolutamente da non perdere.

La finale più attesa del pomeriggio è stata quella dei 200 metri femminili, una delle gare più attese per poter assistere al duello tra la francese Christine Arron e la giamaicana Veronica Campbell . Alla fine, però, ha prevalso l’americana Allyson Felix, capace di distendersi meglio nella seconda parte di gara e di concludere con un ottimo 22.16 davanti alla connazionale Rachelle Boone-Smith, seconda in 22.31, stesso tempo della francese Arron, che conquista una medaglia di bronzo firmando la migliore prestazione stagionale. Problemi di sbandata in curva, invece, per la giamaicana Campbell, alla fine quarta con il tempo di 22.38.

Un’altra finale ha visto scendere in pedana le atlete del lancio del martello, vinto dalla russa Olga Kuzenkova con un eccellente 75.10 lanciato all’ultimo tentativo, che le ha permesso di prendere margine dalla cubana Yipsi Moreno, seconda grazie ad un penultimo lancio da 73.08. Al terzo posto un’altra russa, Tatyana Lysenko, con la misura di 72.46, mentre una pregevole nona piazza è arrivata per l’azzurra Clarissa Claretti, capace di far volare il martello fino a 64.76 che non le ha permesso di entrare in finale per un soffio.

Qualche ora dopo quelle maschili anche le staffette 4×100 femminili si sono date battaglia per le semifinali; la nostra squadra, composta da Sordelli, Calì, Grillo, Salvagno ha evidentemente patito un po’ l’assenza della velocista della Camelot Manuela Levorato ed è quindi finita fuori dalla finale con un mediocre 44.03. I migliori tempi sono stati il 42.16 del quartetto americano ed il 42.80 di quello bielorusso, che arriva a firmare il primato nazionale.

fonte: Atleticanet / Iaaf

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_del_12_08_2005_12.8.2005.zip (15 Kb)

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