CAMPIONATI MONDIALI – RISULTATI GIORNO 8

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UOMINI

E’ la maratona ad inaugurare la penultima giornata di Campionati ad Helsinki. Una gara su un circuito di 3 giri nei pressi dello stadio di Helsinki, su un percorso impegnativo ed irregolare. Prima parte di maratona a ritmi forsennati con un gruppetto a condurre. Sul percorso a sali scendi delle strade di Helsinki, si corre a ritmo di 3’02” a chilometro con i migliori tutti in testa, etiopi, keniani, marocchini, spagnoli, ed i protagonisti della maratona olimpica di Atene, Vanderlei De Lima e Stefano Baldini affiancati. Più dietro gli altri azzurri, con il solo Alberico Di Cecco subito sofferente già dai primi chilometri. Svolta della gara poco dopo 1h30’ di corsa, quando è il marocchino Jaouad Gharib, a prendere l’iniziativa, cominciando a staccare tutti. Solo Baldini va dietro al marocchino, cercando di tenere il ritmo. Ma niente da fare, Gharib appare più lucido e determinato nella sua azione, Baldini si stacca e si fa riacciuffare anche dall’etiope Ghudisa Shentama. Passano appena 10 minuti che sale tutto il gruppo alle spalle, con Baldini che si ferma più volte in preda ai crampi e, visibilmente in difficoltà, è costretto al ritiro. Gharib nel frattempo accusa una certa flessione nella sua andatura, ma da dietro appare imprendibile, così la lotta si fa dura tra gli inseguitori per accompagnare Gharib sul podio. Su tutti si impone il giovane tanzaniano Christopher Isegwe, sempre in testa nella prima parte di gara, poi in nuova fase di spinta nei chilometri finali, tanto da arrivare a pochi secondi dal marocchino. E’ Jahouad Gharib a tagliare per primo il traguardo nello Stadio Ullevi di Helsinki, divenendo il nuovo campione mondiale di specialità. Dietro di lui la sorpresa tanzaniana Isegwe medaglia d’argento, e più staccato il forte giapponese Tsuyoshi Ogata, medaglia di bronzo. La Coppa del mondo a squadre va invece al Giappone con l’Italia, tradizionalmente tra le favorite, costretta a guardare. Ed è l’ennesima delusione per il gruppo azzurro in questi mondiali.

Salto in lungo con un unico grande protagonista, l’americano Dwight Phillips, che mette subito le cose in chiaro al primo salto con un sensazionale 8,60, prestazione che va ad eguagliare il suo stesso primato personale e che sembra mettere in cassaforte la medaglia d’oro. Nessuno sembra volare come lo statunitense, non mancano comunque le sorprese ed i colpi di scena per assicurarsi gli altri gradini del podio. Il ghanese Gaisah piazza uno eccellente 8,34 che lo porta al record nazionale ed al secondo posto in classifica. Buona giornata anche per un nutrito gruppo di inseguitori: tra questi il francese Sdiri, lo spagnolo-cubano Joan Lino Martinez ed il finlandese Evila in grado di infiammare a più riprese il pubblico di casa, con salti in odore di medaglia di bronzo. Non male neanche il panamense Irving Saladino anch’egli a lottare sino all’ultimo salto per finire sul podio. Alla fine la spunta proprio Tommi Evila, cha atterra a 8,25, un centimetro meglio dello spagnolo. Lo stadio esplode, è tutto un festeggiare l’atleta di casa per la prima medaglia finalndese in questi mondiali, ed è gioia senza fine per il simpatico e competente pubblico di Helsinki.

Passano tutte le migliori nelle semifinali di 4×400 uomini. Nella prima finiscono insieme sul traguardo Bahamas e Giamaica, entrambe sotto i 3’.
Seconda semifinale appannaggio di Stati Uniti e Trinidad & Tobago, nella terza domina la Gran Bretagna con un’ottima Arabia Saudita da record nazionale, che la spunta addirittura sulla Francia di Marc Raquil. In un primo momento niente finale per i transalpini, poi la squalifica per i sauditi riapre le porte della finale ai francesi. Ripescaggi per Russia e Polonia, con i polacchi terzi nella prima serie con il terzo tempo assoluto. Male gli azzurri finiti a distanza e lontani dal primato italiano

Nella 4×100 orfana di Stati Uniti e della nostra staffetta nazionale, dà un’ottima dimostrazione di solidità la Francia di Ladji Doucourè e Ronald Pognon, che vince a sorpresa la finale che doveva essere esclusivo appannaggio della squadra USA, e che invece vedono il gruppo transalpino dominare in 38”07 sulla forte squadra di Trinidad, seconda, e sulla Gran Bretagna, terza, a rischiare il bronzo sull’ultimo metro con la rimonta della Giamaica. Un successo insperato per i francesi che meritatamente possono sventolare il titolo di campioni del mondo.

DONNE

Prima finale di giornata per le donne quella di lancio del peso, in cui ha dominato sin dall’inizio la bielorussa Nadezhda Ostapchuk, con un buon lancio a 20,30. La Ostapchuk, unica atleta capace di scagliare a più riprese oltre i 20 metri, conferma il suo primato con un ultimo lancio a 20,51. Tra le inseguitrici, mai in gara per l’oro in una gara dai limitati contenuti, la spunta per l’argento la neozelandese Valerie Vili, terza piazza per la bielorussa Olga Rybenkova, la tedesca Kleinert e la cubana Cumbà. che agguantano rispettivamente argento e bronzo finale. Per l’Italia amara presenza di Assunta Legnante che non va più in là di 16,99, non riuscendo ad entrare nelle otto della finale.

Splendida gara di 400 ostacoli che, come nella gara maschile regala complessivamente le cose migliori in termini di qualità delle prestazioni. Trionfo annunciato per la strafavorita russa Yulia Pechonkina, attuale primatista del mondo, in grado di sbriciolare il muro dei 53”, unica donna a farlo quest’anno. Il fantastico tempo di 52”90 lascia a debita distanza le americane Lashinda Demus e Sandra Glover, seconda e terza rispettivamente, nonostante apportino cospicui miglioramenti ai loro personali.

Finale dei 5000 donne all’insegna della sfida Cina-Africa. Per metà gara è la cinese Yingije Sun a fare il ritmo in testa “a braccia basse”: etiopi e keniane ad inseguire in scioltezza. Poi la cinese molla ed è proprio il gruppo delle ragazze etiopi a prendere il comando della gara: si gioca al gatto con il topo, con le sorelle Dibaba in testa accompagnate dalle connazionali Defar e Melkamu a snellire il gruppo e cercare di staccare le keniane. E proprio nell’ultimo mille il cambiamento di ritmo che fa cedere anche le keniane: il 2’44” nell’ultimo chilometro serve per lasciare al comando solo Etiopia, i 58” nell’ultimo giro consentono a Tirunesh Dibaba di aggiungere un altro oro alla sua collezione, bruciando sullo sprint la compagna Meseret Defar, e chiudere al traguardo in un ottimo 14’38”59, nuovo record dei campionati, mentre al terzo posto chiude la maggiore delle Dibaba. Ancora dominio etiope come nei 10000, con la Melkamu unica delusa ad un passo dal podio.

Non falliscono le americane nella 4×100 donne, e al contrario dei loro colleghi maschietti centrano l’oro della finale. Williams e compagne stravincono, azzeccano tutti i cambi e piazzano anche il miglior tempo stagionale con un buon 41”78. Dietro di loro le giamaicane campionesse olimpiche, con Veronica Campbell a tagliare il traguardo in rimonta con tempo finale di 41”99. Sorpresa per la Bielorussia di Yulia Nesterenko che conquista il bronzo, togliendo la gioia di un podio alla Francia di Christine Arron.

Semifinali di 4×400 donne senza grosse sorprese, con Russia dominatrice con miglior prestazione mondiale dell’anno di 2’20”33, davanti a Polonia e Germania nella prima semifinale. Nella seconda sono le ragazze degli States a fare il vuoto, conquistando facilmente la finale e giungere puntuali all’appuntamento di domani con la compagine russa. Si qualificano anche Gran Bretagna e Brasile, con ripescaggio perUcraina e Giamaica.

fonte: Atleticanet/IAAF

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_del_13_08_05_13.8.2005.txt (115 Kb)

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