CAMPIONATI MONDIALI – RISULTATI GIORNO 9

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Maratona femminile
L’ultima giornata, la nona, della decima edizione dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera , si è aperta con la corsa di maratona riservata alle donne.
La prova, sulla distanza classica dei 42 chilometri e 195 metri, disputatasi sullo stesso tracciato che ieri aveva visto impegnati gli uomini, è stata dominata dalla favorita della vigilia: l’inglese Paula Radcliffe . La gara non ha avuto praticamente storia. L’atleta di Northwich, dove è nata il 17 dicembre 1973, sposata con l’ex mezzofondista Gary Lough (3:34.76 sui 1500 durante la finale del Grand Prix IAAF del 1995) , è andata in testa subito ed ha corso i primi 5 chilometri in 16:47. Ha mantenuto la stessa cadenza ai 10 km (33:23), quando era ancora insieme alle compagne di avventura la keniana Catherine Ndereba , medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Atene dello scorso anno e la rumena Constantina Tomescu .
Al passaggio dei 20 km (1:06.16) la Radcliffe ha rotto gli indugi e, poco prima del rifornimento posto al termine di un tratto in salita, ha salutato la compagnia e si è involata verso il traguardo. In un primo momento è sembrato che la rumena potesse resistergli, ma poi la maggior freschezza della keniana ha avuto il sopravvento e la Ndereba si è collocata al secondo posto mantenendo un distacco di 25-30 secondi dalla battistrada. Paula Radcliffe è passata in 1:09.29 alla mezza maratona, lontana dal suo “personal best” di 1:06.47 che risale alla gara di Bristol del 2001.
Nonostante che i cronisti televisivi, di fronte all’esito scontato della gara, si sforzassero nell’ipotizzare imprevedibili recuperi di questa o di quella atleta, la Radcliffe si è avvicinata al traguardo (2:13.22 ai 40 km) ed ha tagliato, in condizioni di apparente freschezza, il traguardo in assoluta solitudine nel tempo finale di 2:20.57, record dei campionati, lontano, anche per le diverse caratteristiche del percorso della sua più veloce maratona: 2:15.25, Londra 13.4.2003 , che è anche il primato del mondo della specialità.
Ad un minuto circa è giunta la vice campionessa olimpica Catherine Ndereba , di un anno più vecchia della Radcliffe, ed al terzo posto la rumena Tomescu che ha chiuso la sua fatica in 2:23.19, precedendo di poco (2:23.30) l’etiope Derartu Tulu . Le keniane hanno piazzato tre atlete nelle prime dieci, come pure hanno fatto anche le giapponesi.
Delle 59 partenti ben 51 atlete hanno concluso la gara (ultima Mamokete Le chela del Lesoto che ha impiegato 3:03.26 a coprire la distanza rendendo alla vincitrice un distacco di 42:29).
L’italiana Rosaria Console ha chiuso al 19° posto impiegando 2:32.47, tempo lontano dal suo limite personale di 2:27.48 che risale al 2003.

Gare del Pomeriggio
La prima delle finali del programma pomeridiano che si è conclusa nello stadio olimpico, è stata quella degli 800 metri uomini che ha visto Rashid Ramzi , portacolori del Bahrain, doppiare la vittoria dei 1500, con il primato personale di 1:44.24 . Al secondo posto si è classificato il russo Yuriy Borzakovskiy , tornato alla tecnica suicida di un tempo, al quale non è bastato un fantastico ultimo cento metri per recuperare quanto concesso al rivale, partito all’attacco ai 200 metri. Tempo del russo 1:44.51 . Terzo il keniano William Yiampoy anche lui sotto il minuto e quarantacinque (1:44.55).
Le russe hanno fatto man bassa nella gara dei 1500 condotta fino a 250 metri dal termine dalla più giovane delle quattro ( Yelena Soboleva ). Allo sprint, caratterizzato anche da una scorrettezza di Yuliya Chizhenko ai danni della Jamal , non punito in un primo momento dalla giuria, ha prevalso Tatyana Tomashova sulla stessa Chizhenko con il tempo modesto di 4:00.35.
Al terzo posto l’altra russa Olga Yegorova .
A fine giornata è arrivato il verdetto della giuria che ha squalificato la Chizhenko , assegnando l’argento alla Yegorova e il bronzo alla francese Bouchra Ghezielle .
Mentre si disputavano le gare in pista, sulla pedana del giavellotto le ragazze si davano subito battaglia. Al primo lancio la primatista del mondo, la cubana Osleidys Menéndez , imprimeva una forza eccezionale al suo attrezzo che atterrava a m. 71.70 , misura che migliora il record del mondo stabilito dalla stessa atleta a Rethymno (Grecia) il 1° luglio 2001 (m. 71.54).
Alla cubana rispondeva la tedesca Christina Obergfoll che lanciava a m. 70.03, nuovo primato europeo. In questa gara da primato c’è stata gloria anche per la nostra Zahra Bani che entrava nel lotto delle migliori otto e all’ultimo lancio otteneva la misura di m.62.75 , nuovo primato personale che le è valso il quinto posto finale.
Nicola Ciotti ha avuto una grande occasione per raggiungere una medaglia nella gara di salto in alto dai contenuti modesti a livello di risultato tecnico, ma di grande emotività per il grande equilibrio in gara.
L’ucraino Yuriy Krymarenko , solo all’ultimo salto ha risolto una situazione di imbarazzante parità con otto atleti a cercare di valicare la misura di m. 2.32 dopo aver saltato tutti la misura di m. 2.29.
All’azzurro è stato fatale il primo fallo a m. 2.29, che lo ha relegato al quinto posto, in una gara che ha visto fallire l’assalto al titolo dal favoritissimo “piccolo” svedese Stefan Holm , classificatosi alle spalle del nostro portacolori.
Gara tattica nei 5000 e vittoria finale del keniano Benjamin Limo in 13:32.55 sull’etiope Sileshi Sihine e sull’australiano Craig Mottram , uno dei due bianchi in gara su quindici partecipanti. Annotazione curiosa, per non dire preoccupante: in questa finale era presente un solo atleta europeo, il norvegese Marius Bakken terminato al dodicesimo posto!
Grande agonismo nella disputa della finale delle due staffette del miglio, con le quali com’è consuetudine si è conclusa questa edizione dei campionati.
In quella femminile ha prevalso come da pronostico la formazione della Russia lanciata dalla medaglia d’oro dei 400 metri ad ostacoli Yuliya Pechonkina . Il quartetto delle russe ha concluso vittoriosamente la prova in 3:20.95 , tempo molto lontano dal primato mondiale (3:15.17) stabilito a Seul dalla allora Unione Sovietica .
Al secondo posto una scatenata Jamaica capace di portare il suo tempo (3:23.29) al primato stagionale. Terze le inglesi in 3:24.44. Degno di menzione il primato nazionale della Polonia, giunta quarta in 3:24.49.
Nel settore maschile gli Stati Uniti hanno incontrato una strenua resistenza nella formazione delle Bahamas che li ha impegnati allo spasimo.
Solo uno straordinario Jeremy Wariner a risolto la partita a favore degli statunitensi, chiudendo la gara in 2:56.91 contro il 2:57.32 dei bahamiensi che hanno stabilito il nuovo primato nazionale.
Al terzo posto la Jamaica che ha bruciato sul traguardo una forte Gran Bretagna .
Si è concluso così con risultati scoppiettanti una bella edizione del Campionato del Mondo .
L’Italia ha terminato la manifestazione con una solo medaglia di bronzo, figurando nei bassifondi della classifica per nazioni.
Molto malumore nelle parole del Presidente Franco Arese , che preannuncia interventi drastici nel settore tecnico.
Ma di questo parleremo in altro momento.

fonte: Atleticanet/Iaaf

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_del_14_agosto_2005_14.8.2005.txt (76 Kb)

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