L’UOMO IN CRACK 2 – LA VENDETTA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Nella fretta di salutare amici e nemici, ho dimenticato di fare alcune osservazioni, rimedio subito.

L’avete sentito Arese come tuona contro i suoi? A parte l’ineleganza tipica dell’uomo in crack che sputtana i suoi in pubblico, il buon Franco che, furbo è furbo, mette in moto anche un meccanismo molto conosciuto in azienda: siccome io sono il capo e quindi se c’è qualche errore grosso e strutturale è il mio, per non far accorgere gli altri dell’errore, cazzio tutti in modo che la paura che incuto e il fiato sul collo di una testa che sta per cadere faranno si che nessuno comprenda che l’errore è stato mio!

Pensateci bene. Se un atleta va male può essere colpa del tecnico, se un settore va male può essere errore del responsabile di settore ma se tutto il movimento va male, compresi tecnici e dirigenti che si accapigliano tra di loro (accaduto ad Helsinki ma anche altrove tipo Bressanone e…), allora è colpa del capo. Franco Arese, che è imprenditore navigato sa come comportarsi e invece di aspettare che qualcuno lo attacchi, anticipa tutti e attacca lui minacciando salti di poltrone sapendo quanto l’italiano medio (anzi mediocre) sia sensibile al proprio di dietro. E allora ecco i Buongiorni e i Tucciarone tremanti, ecco un Gibilisco in difesa ecco un Locatelli in odore di supervisione (leggi commissariamento) di settore tecnico con buona pace del bravo Nicola Silvaggi che logorerà tra l'incudine della propria dignità e il martello del suo contratto per quattro anni. C’è di tutto in questo tourbillon di idiozie. C’è di tutto e c’è di più, basta che non si parli dei veri responsabili. Più c’è polvere e meno si vede.

Qualcuno ha fatto per caso il nome di Nasciuti? Lui è il responsabile politico del settore tecnico ed è lui il grande statega del settore. Però nessuno ne parla. Qualcuno parla di Morini e Scorzoso? Sembra siano loro i manovratori misteriosi che sparano regolamenti e ideuzze senza interpellare commissioni o consiglieri. Ed infine: qualcuno parla di Arese? E’ lui che firma e che ratifica le decisioni della Fidal, è lui l’espressione della Fidal. E’ lui l’espressione del fallimento. A poco serve il tuonare contro un paio di teste già destinate a cadere.

Ma non fa niente, noi crediamo a tutto. Anzi, voi credete a tutto. Bravi.

Un’ultima curiosità a cui spero qualcuno saprà darmi risposta: come mai l’Asics di Franco Arese ha vinto il bando (fatto in piena estate) per la sponsorizzazione tecnica della Fidal senza che nemmeno un’altra azienda abbia partecipato alla gara? Forse Nike, Adidas, l’italiana Diadora, Puma, Mizuno e altri non avevano interesse? E ancora quanto sarebbe costato in più all’Asics di Arese e quanto avrebbe guadagnato in più la Fidal di Arese se in gara l’Asics di Arese non fosse rimasta sola a competere con se stessa?

fonte: Atleticanet

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