L’UOMO IN CRACK

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

si spengono i rumori, si spegne anche l'insegna in quell'ultimo caffè…di Helsinki…e i decimi mondiali di Atletica Leggera scivolano nell'archivio dei ricordi. Il ricordo più brutto dell'atletica italiana.

Come non ricordare l'elegante e malinconica canzone di Domenico Modugno, Vecchio frack, e come riuscire a dimenticare l'inelegante e malinconica spedizione italiana ai mondiali di Helsinki. Tra un Arese che in apertura di Giochi, alla domanda sulla crisi del mezzofondo scherza (ma che c’è da ridere?) offrendo se stesso, Fava e Panetta per gareggiare, si scivola verso una spedizione che pur nella sua tanta buona volontà ha inciampato dopo 50 km in un bronzo tanto meritato da Alex Schwazer quanto inatteso per arrivare ad un Arese di fine Giochi epuratore che tuona contro i suoi (?). Se continuiamo a questo ritmo di medaglie, l’in-utilissima commissione onorificenze della Fidal dovrà chiudere… – Buffo, con tutti i problemi della Fidal, abbiamo anche un’intera commissione dedicata solo ed esclusivamente alle onorificenze. Chissà come saranno interessanti le riunioni…

Ma torniamo a noi…

Ecco, questa è l'atletica italiana. Lasciamo perdere i campionati under 22 e 1/2 per i portatori di lenti a contatto o il triangolare con San Marino e Malta per soli soci Touring Club; questa è l'atletica vera, l'atletica dei grandi che si confrontano tra di loro. Il nostro bilancio è un bronzo e l'oblio ben documentato da ore di diretta Rai di tutta la pur briosa spedizione azzurra. Nel medagliere l'Italia ha un nome piccolo piccolo e, per grazia ricevuta è riuscita ad evitare di un soffio la vergogna dell’assenza dal medagliere.

Questa sarebbe la nuova Fidal? Questo è quello che ha prodotto questa dirigenza illuminata con lampade ad alto consumo? Ma fatemi il piacere. Non me la prendo con nessuno, gli atleti sono stati (quasi) tutti bravi e l’impegno di (quasi) tutti loro è da premiare. Non avrei scritto quello che sto scrivendo se magari a fronte di un magrissimo bottino internazionale, l’atletica dei cadetti e degli allievi, l’atletica nelle scuole, l’attività didattica dei tecnici fossero stati settori in piena ripresa. Ma così non è ed allora, tra un progetto talento buttato li tanto per avere contributi dal Coni e un regolamento dei CdS che poterà null’altro che piccole rettifiche ad un sistema da ripensare da zero, siamo tornati alla bella vita soporifera della gestione ante Arese. Forse dobbiamo dare ancora tempo alla nuova dirigenza per fare altri danni o immobilizzare ancora di più il movimento? Qualcuno si è accorto che questi signori stanno facendo niente e niente sta andando meglio? Si, forse si. Ma tanto chi può criticare? Questa dirigenza l’hanno voluta praticamente tutti, quale società/dirigente avrà l’umiltà e il coraggio di dire che ha sbagliato a dar fiducia a questi ometti? Nessuno. Il coraggio non ce l’ha più nessuno in Italia; l’umiltà? Mai esistita. Bravi, bravi tutti.

Per fortuna il periodo per sbagliare e sperperare è buono, il Coni che è in periodo di vacche grasse, elargisce denari per progetti speciali e io sarei proprio curioso di vedere la destinazione di quei fondi. Andranno a finanziare i progetti come dovrebbero o scivoleranno verso il budget destinato ai raduni che, facendo due conti dovrebbe essere in un rosso pauroso? Raduni a go-go per tutti e intanto nelle scuole tutto tace. E i vari uomo/immagine della Fidal a partire da Simeoni e Dorio? Che fanno questi personaggi che se non erro hanno un incarico retribuito? Mi chiedo, a fronte dei tanti denari sprecati o mal gestiti, cosa costa organizzare raduni regionali di avviamento alle discipline per studenti che si sono messi in luce alle fasi locali dei Giochi della Gioventù? Questa sarebbe davvero promozione! L’anno successivo avremmo il doppio dei partecipanti (seri) alle gare e magari qualche talentino da portare avanti verso l’atletica di vertice. E per i tecnici? Perché non raduniamo i tecnici e gli spieghiamo come si allena veramente. Chi dei tecnici ha mai assistito ad una lezione in cui il docente/relatore ha fatto vedere e commentato un programma (vero) di allenamento svolto da un atleta di vertice o di media qualificazione? Pochissimi penso, io non ho mai avuto quest'onore, nemmeno durante il corso per specialisti.

Nel corso di questi anni, delle tante proposte fatte, dei tanti articoli scritti, mi sono chiesto se vale la pena scrivere, parlare, proporre, progettare e criticare. Ho capito che no, non ne vale la pena. Da pragmatico quale sono leggo i numeri di un medagliere e di un movimento giovanile che non c'è e so che l'atletica italiana è al capolinea ma leggo anche i numeri di una assemblea che ha premiato con il 93% dei voti questo presidente allegro e amicone che nasconde sotto i suoi baffi simpatici un codazzo di rampanti ruffiani, incapaci, riciclati e incompetenti. L’ambiente è stato talmente vile che, prevedendo una sconfitta per un qualsiasi potenziale altro candidato ha scelto di non presentare nessuno. Lo ha fatto Atleticanet con Di Giorgio il quale con le sue forze e quelle di pochi personaggi onesti e senza paura è riuscito ad accorpare voti sufficienti per candidarsi e presentarsi all’assemblea nazionale dei nani. Si, è stata un’assemblea di nani; nessun contraddittorio, tutto organizzato, tutto scritto, anche le persone da votare erano decise; poi un paio di personaggi più rampanti hanno barato anche li per avere più voti di quelli concordati e reclamare un incarico che oggi infatti hanno. E adesso li sentiamo anche pontificare e fare la morale su argomenti di cui nemmeno dovrebbero parlare. Che tristezza.

Ve lo dico in tutta sincerità: sono nauseato. Non dall'atletica in se che considero la cosa più emozionante e bella che io abbia mai conosciuto ma nauseato da questo modo di pensare e gestire atletica. E allora sapete che vi dico? Io mi fermo qui. Torno a fare lo spettatore, il praticante a tempo perso e forse il tecnico. Fino a quando c’è questa gente preferisco starmene fuori. Il mio gusto di progettare, ideare, analizzare e strutturare, lo vado ad applicare ad altre cose, l’atletica italiana non ne ha bisogno, ha già i suoi saggi…

Con l’occasione saluto e ringrazio pubblicamente tutto lo staff di Atleticanet, a partire da Gustavo Pallicca e Marco Salis. E’ stato un piacere e un onore lavorare con ognuno di loro. Questo gruppo è la dimostrazione pratica di come si possano fare cose funzionanti, snelle e a basso costo nell’atletica leggera. La passione che anima queste persone e la loro professionalità devono essere di esempio per l’ambiente.

Un ringraziamento particolare va a Daniele Andreani, mio caro amico ed atleta di valore (quando si allena) senza del quale Atleticanet non sarebbe esistita ne come è oggi ne in nessun altro modo.

Ciao, forse arrivederci.

fonte: Atleticanet / Foto: la Stampa.it

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