LOTTA AL DOPING

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Qui di seguito, una proposta di lotta al doping con uno strumento che al momento è stato completamente sottovalutato: l’aspetto psicologico. Ecco cosa si potrebbe fare…

Considerazioni di partenza:
Il doping è la sommatoria di strumenti e tecniche per migliorare in maniera non lecita la prestazione. Passatemi la semplificazione della definizione.
Quello che bisogna chiedersi però è perché un atleta intende migliorare la sua prestazione con o senza l’utilizzo del doping. Di risposte se ne possono dare molte però io credo che si possano accorpare in due macrorisposte. La prima è perché con una prestazione migliore si possono fare più soldi, la seconda è con una prestazione migliore si è più famosi, più ricercati, più desiderati e soprattutto si rimane nella storia come dato statistico e fotografico.
Alla luce di questa considerazione e tralasciando l’aspetto del voler fare più soldi che lo reputo ampiamente residuale mi vorrei concentrare sull’altra motivazione e cioè il ricorso al doping per essere la star del momento e per poi cercare di “rimanere nella storia”.

La proposta:
Accettando il postulato di partenza e cioè il ricorso al doping per ragioni principalmente legate all’acquisizione di uno status di prestigio, di fama e di riferimento storico statistico, la proposta è molto semplice: condannare chi viene trovato positivo ad un controllo antidoping alla cancellazione passata presente e futura di tutte le sue prestazioni da ogni documento statistico e fotografico dell’atletica leggera. Da un punto di vista sanzionatorio non cambierà nulla, ogni federazione farà quello che vorrà, l’atleta potrà tornare a gareggiare dopo la squalifica di x anni ma, comunque le sue prestazioni (ripeto: passate, presenti e future) non avranno mai valore a livello statistico ne dovranno comparire in nessun documento.

Conclusioni:
La proposta pur nella sua estrema semplicità sarebbe estremamente efficace. Sono certo che ogni atleta di livello confermerà che gareggiare sapendo di non lasciare alcun segno, alcun ricordo si se nella storia è frustrante ed inutile. Questo sarebbe un fortissimo deterrente alla lotta al doping.

Il sistema non è perfetto (nussuno potrebbe esserlo) ma lo sarebbe molto di più rispetto a quello attuale dove personaggi a forte sospetto di doping hanno record modiali tutt'ora validi come Kevin Young nei 400hs e il record spaziale dei 100 femminili. Certo, magari si cercherà di appurare meglio la colpevolezza prima di comminare una pena simile ma lo ripeto, sono convinto che questo sistema sarebbe sicuramente migliore di quello attuale.

fonte: Diego Cacchiarelli / Atleticanet

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