I MEDIOCRI BRITANNICI PIENI DI SCUSE

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Anche in Gran Bretagna infuocano le polemiche relative ai pessimi risultati degli atleti inglesi ai recenti campionati Mondiali di Helsinki. Qui di seguito riportiamo integralmente un articolo scritto da Michael Johnson l’altro ieri sul Daily Telegraph. L’articolo si intitola “I mediocri Britannici pieni di scuse” ed il celebre ex atleta fa una comparazione (senza peli sula lingua) fra il mondo dell’atletica britannico e quello statunitense.
Ricordiamo che MJ è regolare columnist del Telegraph oltre che commentatore di atletica per la BBC normalmente affiancato dal suo amico ed ex rivale Roger Black.

[MJ] I pessimi risultati degli atleti Britannici ai recenti campionati Mondiali di Helsinki contrastano fortemente con quelli della nuova generazione di giovani americani che ad Hesinki hanno ottenuto risultati eccellenti. I Britannici avevano già avuto delle scadenti prestazioni alle scorse Olimpiadi di Atene, ma le medaglie di Kelly Holmes e della 4×100 maschile avevano parzialmente mascherato il problema. In 12 mesi sembra che non sia stato fatto molto per questo sport in Gran Bretagna a parte la nomina di Dave Collins come “Performance Director” (Il nostro C.T. ndt)

Escludendo Paula Radcliffe, gli atleti Britannici che avevano deluso ad Atene a Helsinki sono andati ancora peggio, mentre molti giovani statunitensi che avevano vinto medaglie ad Atene sono riusciti a confermare se non addirittura a migliorare le loro prestazioni seppur con molta più pressione addosso. La squadra USA che ha vinto 14 medaglie d’oro con alcune ottime prestazioni era composta da molti atleti di 21/22 anni (Allyson Felix, Jeremy Wariner, Andrew Rock, Lauryn Williams, Sanya Richards per fare alcuni nomi)

Qual è la principale differenza fra queste due nazioni? Gli Americani si è visto, tendono ad ottenere ottimi risultati (MJ usa overperform ndt) semplicemente perché loro devono sopravvivere con questo sport. Ci sono così tanti talenti all’interno del sistema scolastico e sportivo Americano che gli atleti devono imparare molto presto a essere competitivi. Loro devono farlo, devono imparare a dare sempre il meglio di loro stessi “To be the Best” (questo a volte spiega anche la tendenza al ricorso al doping?? Ndt)
Al di fuori delle possibilità offerte dal sistema scolastico non esistono finanziamenti agli atleti, per cui quelli che ad un certo punto devono lavorare, trovano enormi difficoltà ad allenarsi alla sera. In Gran Bretagna il sistema del “Lottery Funding” () ha troppo spesso premiato i mediocri e accettato troppe scuse. Molti atleti hanno ottenuto lo status di celebrità troppo presto nella loro carriera e hanno perduto l’umiltà e le motivazioni per migliorarsi.
Io penso che molti di questi atleti hanno notevoli difficoltà a gareggiare sotto pressione. Troppo spesso hanno un livello di aspettative personali basato sul fatto che a casa loro sono considerati fra i migliori al mondo.
In USA gli atleti sanno perfettamente che nessuno presterà loro attenzione se non sono i migliori del mondo, mentre i Britannici vengono convocati alle grandi manifestazioni, sanno intimamente che non saranno in grado di competere al meglio e iniziano con le scuse. Allora un dolore di stomaco diventa un virus, un indurimento muscolare diventa un infortunio, quest’anno è stato raggiunto il punto dove abbiamo sentito dire “Non ho particolari scusanti però ho dei problemi a casa” oppure “Oggi non mi sentivo troppo bene”.
La gente si era ormai abituata a prendere per buone questo tipo di affermazioni perpetuate anche dai mezzi di informazione a tal punto che l’argomento non era più l’atleta o la prestazione, ma bensì “l’infortunio”. Ora invece la gente a casa inizia a pensare”non è che ci stanno prendendo un po’ in giro?” Durante questi mondiali il sito della BBC è stato inondato da email di telespettatori che dicevano di essere stufi di sentire sempre parlare di infortuni e problemi…Io, personalmente, se fossi stato infortunato me ne sarei rimasto a casa. Jeremy Wariner (il 21enne vincitore dei 400 e già campione Olimpico ad Atene che è seguito dallo stesso allenatore di MJ ndt) ha avuto numerose contratture muscolari durante la stagione, ma non ne abbiamo mai sentito parlare…
Penso che Dave Collins (il CT ndt) abbia 2 priorità. Dovrebbe selezionare e prendere i “Potenziali Olimpici” alle prossime Olimpiadi nel 2008 e istituire un programma che consenta loro di crescere e di ottenere risultati. Creando un sistema che fornisca agli atleti i giusti allenatori, il giusto ambiente per allenarsi e anche il relativo “lifestyle” egli offrirebbe a questi atleti la possibilità di correggere le decisioni sbagliate prese in passato. Se gli atleti non sono preparati a questi cambiamenti si tagliano i finanziamenti della Lotteria Nazionale e stop.
Collins dovrebbe inoltre far crescere i giovani talenti Britannici come il campione Europeo Junior sui 100 Craig Pickering e il campione Mondiale Allievi Harry Aikines-Aryeetey, in modo tale che non vengano negativamente influenzati dall’attuale sistema che premia la mediocrità. Far crescere i giovani significa proteggere il proprio patrimonio umano e allora dobbiamo dargli un ambiente che stimoli lo spirito agonistico!
So che Dave (Collins ndt) ha passato molto tempo a Helsinki per capire chi e cosa ha attorno a se in termini di atleti e tecnici e so che numerosi cambiamenti verranno messi in atto il prossimo autunno.
Comunque, nonostante tutto, a Helsinki alcuni atleti mi sono piaciuti per il loro approccio alla gara, Jason Gardener, Kelly Sotherton, Tim Benjamin and Nicola Sanders. La sfida adesso è fornire a questi ragazzi l’ambiente che consenta a loro di migliorarsi. Essere il migliore dei Britannici non basta!

A ben guardare, le analogie con i problemi dell’atletica italiana non mancano…

fonte: Daily Telegraph – Traduzione di Sergio Cappelletto – Foto: bbc.co.uk

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