IL COMPLEANNO DI UN MITO: EDWIN MOSES

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Un tranquillo signore di mezza età? Un uomo d’affari? Un predicatore? No, un mito dell’atletica!
Signori, tutti in piedi per gli auguri di buon compleanno di Edwin Moses, l’ex campione statunitense dei 400 ostacoli compie 50 anni.
Tra noi che abbiamo qualche anno chi ha avuto la fortuna di essere allo stadio Olimpico in occasione dei mondiali dell’87, non può provare a diciott’anni di distanza un brivido alla schiena ricordando il rettilineo conclusivo della finale: Danny Harris, l’emergente, Harald Smith il tedesco eterno secondo e lui, Moses, arrivato all’appuntamento in finire di carriera ed in leggero ritardo di preparazione per un infortunio. Alla fine ha vinto l’orgoglio ed il mito: 47”46, due centesimi avanti agli avversari per un photofinish indelebile nella mente. Difficile da cancellare anche il giro d’onore, portato a termine in una decina di minuti (!) e con grande sofferenza: in gara aveva proprio dato tutto e sicuramente in corpo non aveva sostanze che alleggeriscono subito la fatica…
Quella è stata la sua ultima grande vittoria da aggiungere all’altro titolo iridato del 1983, ai due ori olimpici di Montreal 1976 (quando si affacciò al mondo) e di Los Angeles 1984 (nell’80 non partecipò a Mosca per il boicottaggio). A questo si aggiunga il record mondiale di 47’02 il 31 agosto 1983 a Coblenza nel giorno del suo 28° compleanno.
Ma a crearne il mito hanno contribuito sostanzialmente altri due aspetti: è stato il primo uomo a correre la distanza con13 passi ed è rimasto imbattuto per 9 anni, 9 mesi e 9 giorni vincendo 122 gare consecutive!
Ora è ambasciatore nel mondo dell’atletica, dal 1994 è entrato di diritto nella Hall of Fame dell’atletica, ed è in prima linea per la lotta al doping.
Un passaggio di una sua intervista a “Il Giornale”: “Quando mi allenavo, la vita era l’allenamento. Dall’atletica ho cercato di prendere e apprendere insegnamenti importanti, tra cui la disciplina e l’educazione, sono componenti decisive per trasformare un atleta in un campione!”
Roba di vent’anni fa … altri tempi.

fonte: Varie

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