LEBEDEVA IN TRIONFO AL MEETING FINALE DELLA TDK GOLDEN LEAGUE

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Berlino, Tatyana Lebedeva sì aggiudica il favoloso Jackpot del TDK Golden League, vincendo la gara del salto triplo con la misura di 14.85, questo dopo aver conseguito i successi di Parigi, Roma Oslo, Zurigo e Brussels e per finire, appunto, nello stadio olimpico di Berlino, con 50.000 spettatori ad esaltare l’atleta che sì è aggiudicata un montepremi di un milione di dollari, il più grande dell’atletica, impresa che era riuscita solo all’atleta monzabicana specialista degli 800 metri, Maria Mutola.
Iniziata la gara con il primo salto in quarta posizione con 13.85, la Lebedeva ha preso rapidamente il comando con il suo secondo tentativo che le ha garantito la vittoria finale con 14 metri e 85, sulla cubana Yargelis Savigne, medaglia d’argento ai mondiali di Helsinki, che nel finire è stata scalzata via dalla seconda posizione dall’atleta del Sudan, Aldama Yamilé, con un salto che ha fatto venire i brividi sulla schiena ai 50.000 spettatori di Berlino, misura finale di 14 metri e 82 che le è valso il secondo posto, a soli tre centimetri dalla russa.
Tirato un sospiro di sollievo, ora Tatyana Lebedeva non sa come gestire i soldi del montepremi, ha infatti sostenuto di avere sia amici che nemici in Russia e che forse chiederà al suo manager sul come gestire il suo milione di dollari. Soldi a parte la Lebedeva non è particolarmente contenta della sua stagione, sì era prefissata di superare il muro dei 15 metri ma così non è stato, ora spera di battere il record del mondo indoor ai prossimi mondiali, ma per il momento il suo prossimo impegno sarà la finale Iaaf di Monaco. Nella gara era presente anche il duo italiano formato da Magdelín Martínez e Simona La Mantia che sì sono qualificate al quinto e ottavo posto, rispettivamente con le misure di 14.37 e 13.88, la Martìnez è rimasta lontana dal podio di soli venti centimetri mentre Simona La Mantia e rimasta ben al di sotto delle sue possibilità lontana dalle dirette pretendenti al podio.
Se la gara del salto triplo femminile era quella più attesa, il lancio del giavellotto maschile è stato senza ombra di dubbio la migliore gara della riunione, con 14 lanci oltre gli 84 metri.
Il finnico, Tero Pitkämäki, il russo Sergey Makarov e il norvegese Andreas Thorkildsen, si sono dati battaglia senza esclusioni di colpi facendo piovere i loro giavellotti giù dal cielo con misure d’eccellenza.
La vittoria è andata al finnico Pitkämäki che ha vinto la gara scagliando l’attrezzo a 89 metri e 32, dietro di lui il russo Makarov con 88 metri e 14 e terzo posto per il norvegese Thorkildsen con 87 metri e 15, i tre atleti si sono superati a vicenda con una teoria di lanci che colpo dopo colpo ha visto cambiare continuamente lo scenario del podio, infatti, Pitkämäki solo nell’ultimo lancio è riuscito ad avere la meglio su Makarov, scalzandolo dalla prima posizione, mentre il norvegese Thorkildsen è andato a fine gara a stabilire il nuovo record nazionale classificandosi al terzo posto, e il tedesco Mark Frank, classificatosi al quarto, vivendo forse, l’esaltante sfida tra questi tre titani è andato a migliorare il suo record personale con la misura di 84 metri e 88.
Il 1500 metri si tingono ancora con i colori del Kenia con i primi tre posti di Komen Daniel Kipchircir, primo con il tempo di 3.29.72, Songok Isaac Kiprono secondo classificato con 3:31.72 e Simotwo Suleiman Kipses 3:31.85, stessa scena nei 5000 metri, se non fosse che il primo classificato, il keniano Bernard Lagat, ora corre per gli Stati Uniti ed è riuscito a spuntarla sui suoi ex connazionali con il tempo di 12:59.29, mentre dietro di lui a poche manciate di decimi, Limo Benjamin in 13:01.45, terzo Kipketer Sammy 13:01.55 e quarto Choge Augustine Kiprono 13:01.62.
Franka Dietzsch non è riuscita a vincere la gara del lancio del disco, la campionessa olimpica, la russa, Natalya Sadova, in parte si è ripresa la rivincita di battere la tedesca che le ha strappato il titolo mondiale ad Helsinki, la russa ha vinto con la misura di 64.20 lasciando al secondo posto la tedesca con 63 metri e 38, terza classificata la ceca Vera Pospislova-Cechlova con 61 e 77.
Negli ottocento metri maschili si è tornato a correre intorno agli 1:44, Mbulaeni Mulaudzi è andato alla vittoria con il tempo di 1:44.26 a pochi centesimi lo spagnolo Antonio Reina 1:44.30 dietro di lui l’atleta del Bahrein Saad Youssef Kamel (prima di acquisire la cittadinanza dello stato del Bahrein era il keniano Gregory Konchellah –ndr-) terzo in 1:44.36. Nel salto in alto maschile la vittoria è andata al russo Yaroslav Rybakov, al primo posto dopo aver valicato l’asticella posta a 2 metri e 32, dietro di lui l’atleta cubano rivelazione della stagione, Victor Mova, con 2 metri e 30 al terzo posto Stefan Holm con la stessa misura ma numero maggiore di errori.
Nel salto con l’asta, il Tedesco Tim Lobinger, ha osato sfidare il record di Sergey Bubka, questo dopo aver mancato la misura di poco a 6 metri e 01, un’incertezza in più nel valicamento dell’asticella posta a 6 metri e 16, ha vanificato l’attesa dei 50.000 spettatori dello stadio olimpico di Berlino che si erano attardati per assistere al tentativo di record del mondo del tedesco Lobinger. In gara classifcatosi al secondo posto, un ritrovato Giuseppe Gibilisco, ha chiuso con un ottimo 5 metri e 83 dopo aver fallito per tre salti la misura di 5 metri e 93, superata da Lobinger, dietro di lui un altro tedesco Otto Björn che ha chiuso la gara con la misura di 5 metri e 73.

nella foto il finnico Tero Pitkämäki e Tatyana Lebedeva

fonte: Iaaf

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