3RD IAAF WORLD ATHLETICS FINAL

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Quando alle ore 18.30 il programma della 3° edizione della World Athletics Final (finale del Grand Prix) ha preso l’avvio, le tribune dello Stade Louis II di Monaco presentavano preoccupanti spazi gialli, segno evidente che i sedili delle eleganti tribune non erano stati in gran parte occupati.
La prima gara che si è conclusa è stata quella dei 400 metri ostacoli femminili che ha registrato la prima sorpresa della giornata.
Le prime tre classificate ai mondiali di Helsinki si sono presentate pressoché appaiate sulla dirittura di arrivo. Mentre la campionessa e primatista mondiale, la russa Yuliya Pechonkina, si piantava al penultimo ostacolo, le americane Demus e Glover si involavano verso il traguardo. Vinceva agevolmente, la ventiduenne californiana Lashinda Demus, argento a Helsinki, nel tempo di 53.37, primato dei campionati, mentre per il secondo posto la Pechonkina, autrice di un buon finale, bruciava una spenta Glover (53.80 contro 54.09).
Un dolore all’inguine a sessanta metri dal traguardo ha tolto di gara il fresco campione mondiale Jeremy Wariner, capolista stagionale con il settimo tempo di sempre (43.93), favorendo in tal modo la vittoria del connazionale Tyree Washington in 44.51, primato dei campionati, sul sorprendente inglese Timothy Benjamin che ha limato altri diciotto centesimi al suo primato personale fissandolo a 44.56.
Poca fortuna questa volta nella gara di salto con l’asta per l’olandese Rens Blom, che ha superato solo alla terza prova i m. 5.45, finendo all’ultimo posto. La gara è stata vinta dallo statunitense Brad Walker, argento a Helsinki, che, rimasto solo in gara, ha saltato al primo tentativo m. 5.86 andando poi a tentare infruttuosamente i metri 6.04. Al secondo posto si è classificato il tedesco Tim Lobinger che ha superato m. 5.70, misura che è stata “scartata” dal nostro Giuseppe Gibilisco, che si è invano cimentato con i m. 5.78, denunciando evidenti problemi di natura tecnica nel superamento dell’asticella.
Gara sostanzialmente tattica quella dei 3.000 siepi riservati alle donne, apparsi per la prima volta nel programma del Grand Prix, vinti con autorevolezza dalla giovanissima campionessa mondiale l’ugandese Docus Inzikuru in 9.21.80 davanti alla polacca Violetta Janowska (9:25.47) ed alla giamaicana Mardrea Hyman che ha stabilito con il tempo di 9:27.21 il record dell’area caraibica.
Assente anche a Monaco, come a Helsinki, la russa Gulnara Samitova, primatista mondiale (9:01.59).
Modesti i riscontri metrici in una anonima gara di lancio del disco maschile. Ha vinto secondo pronostico il lituano Virgilijus Alekna con un ordinario (per lui) m. 67.64 , davanti all’estone Gerd Kanter (66.01).
Grande prestazione nella prova maschile dei 200 metri dello statunitense Tyson Gray, quarto ad Helsinki, capace di correre in 19.96, a soli tre centesimi dal suo “personal best” e stabilendo il primato della manifestazione, nonostante un vento contrario di m/s 1.5. Al secondo posto si è classificato il giamaicano Christopher Williams in 20.19 ed al terzo, l’argento di Finlandia, Wallace Spearmon (20.21). Ha deluso il campione mondiale in carica Justin Gatlin, giunto solo quarto in un modesto 20.25, apparso privo di quella progressione straordinaria che lo aveva glorificato a Helsinki.
Modesta di contenuti anche la gara di salto in lungo donne, orfana della giovanissima statunitense Tiranna Madison, sorprendente vincitrice del titolo mondiale. Ha vinto la russa Tatyana Kotova con la misura di m. 6.83, ottenuta al quarto ed ultimo tentativo. Sorprendente il secondo posto dell’indiana Anju Bobby George (6.75), che ha messo il fila le più accreditate Upshaw, Barber e l’appagata Tatyana Lebedeva, ancora stordita dal milione di dollari conquistato al jackpot della Golden League.
Facile il successo nel getto del peso femminile della campionessa mondiale, la bielorussa Nadezhda Ostapchuk con l’ottima misura di m. 20.44, primato della manifestazione, ottenuto all’ultimo lancio, davanti al bronzo di Helsinki Valerie Vili (Nzl) che ha lanciato a m. 19.55.
E’ stata sufficiente la misura di m. 2.00 ottenuta al terzo tentativo alla ritrovata Kajsa Bergqvist, iridata e terza di ogni tempo della specialità, per avere ragione del lotto delle concorrenti, tutte ferme a m. 1.93.
Se Bernard Lagat non avesse optato per la nazionalità statunitense, la gara dei 3000 sarebbe stata dominata dagli atleti keniani, con quattro atleti nelle prime quattro posizioni.
Lagat infatti ha vinto la prova nel tempo di 7:38.00, che non lo colloca fra i migliori dieci della stagione, ma gli ha permesso di battere tutti i leader stagionali a cominciare da Eliud Kipchoge, Augustine Kiprono Choge e il campione mondiale dei 5000 metri Benjamin Limo.
Solita lotta fra etiopi e keniane nella gara femminile più lunga del programma: i 5000 metri.
La primatista stagionale Meseret Defar alla vigilia non era data fra le partenti, ma la giovane etiope (classe 1983) si è regolarmente presentata allo start insieme alle fortissime connazionali: le sorelle Dibaba e la Adere.
Il primo chilometro è stato compiuto dalla keniana Lucy Langui in 3:09.98; poi la conduzione della gara è passata nelle mani delle etiopi. Ejegayehu Dibaba, si è assunta l’onere di fare l’andatura dal secondo al terzo chilometro, passando poi la mano alla sorella Tirunesh, la campionessa mondiale dei 10.000 metri.
La gara si è risolta con uno lungo sprint, al termine del quale la Defar ha avuto la meglio in 14:45.87, primato della manifestazione, sulla Dibaba (14:46.84) e su Berhane Adere (14:46.91).
Le cubane hanno dominato la gara di lancio del giavellotto.
La fresca campionessa e primatista mondiale Osleidys Menéndez si è aggiudicata la gara al quarto ed ultimo tentativo lanciando l’attrezzo a m. 67.24, primato dei campionati, superando la tedesca Staffi Nerius che fino a quel momento aveva condotto la gara in forza del lancio di m. 66.35 realizzato al terzo tentativo. Terza con m. 63.56 l’altra cubana, Sonia Bisset.
Ha chiuso all’ultimo posto la nostra Zahra Bani con m. 55.02, dimostrando chiaramente di essere ormai fuori condizione.
Un ultimo balzo a m. 17.46, a soli sette centimetri dal suo personale, ha permesso al cubano Yoandri Betanzos (classe 1982) ed argento a Helsinki, di aggiudicarsi una bella gara di salto triplo, che sembrava dovesse vedere vincitore il brasiliano Jadel Gregorio, autore di un buon salto a 17.32.
Al terzo posto si è piazzato l’americano Walter Davis (17.23), campione mondiale in carica. Si è trattato di una vera e propria rivincita dei campionati del mondo.
Quattro uomini, tutti keniani, hanno dominato la gara dei 3000 siepi, orfana del primatista mondiale Saif Saaeed Shaheen, scendendo sotto il limite degli 8 minuti e dieci.
Ha vinto con un allungo decisivo nel finale Paul Kipsiele Koech in 8:07.91, precedendo i connazionali Ezekiel Kemboi (8:09.04) e Brimin Kipruto (8:09:20).
La gara dei 1.500 femminili ci ha offerto la rivincita della finale di Helsinki.
Vinse allora la russa Tatyana Tomashova, in una gara nella quale la Jamal, portacolori del Bahrain, fu vittima di un danneggiamento che la frenò nel momento topico della volata finale.
Oggi Maryam Yusuf Jamal, classe 1984, ha avuto la meglio sulla avversaria di Helsinki, dominando la prova con un finale dei grande efficacia e con un tempo sotto i 4 minuti (3:59.35). Seconda appunto la Tomashova (4:00.28) che ha prevalso sulla connazionale Yevdokimova (4:00.60) e sulla francese Bouchra Ghezielle, bronzo ai mondiali, miglioratasi da 4:01.90 e 4:01.28.
Questa prima giornata della finale del Grand Prix, che dall’anno prossimo si concluderà a Stoccarda, si è chiusa con una delle gare più attese dagli appassionati francesi: i 100 metri femminili.
Sono scese in pista sette delle otto finaliste dei mondiali di Helsinki. Mancava unicamente la statunitense Muna Lee, sostituita dalla belga Kim Gevaert.
Al via valido, dopo una falsa partenza provocata da Chandra Sturrup, le più rapide in partenza sono state Christine Arron (0.130 il suo tempo di reazione) e la giamaicana Veronica Campbell. Subito indietro la campionessa mondiale Lauryn Williams, che strapperà il terzo posto alla Sturrup solo con un tuffo finale sul traguardo.
La vittoria è stata una questione fra la Campbell e la Arron, giunte appaiate fra le fotocellule le uniche in grado di individuare un centesimo di distacco fra le due concorrenti.
Ha vinto la giamaicana Campbell, argento a Helsinki, in 10.92 sul bronzo dei mondiali la francese Arron, cronometrata in 10.93, suo miglior tempo stagionale.
Terza la campionessa mondiale Williams in 11.04.

In complesso, considerando la stagione agonistica usurante, alcuni atleti hanno saputo ottenere i loro migliori risultati proprio all’ultimo appuntamento stagionale. Alcuni dei protagonisti hanno tradito l’attesa: vedi Gatlin sui 200 metri, ma domani potrà rifarsi sulla distanza breve, Wariner, vittima di una infortunio sui 400 e le russe Simagina, capolista stagionale del lungo (7.04), e Pochonkina, campionessa mondiale dei 400 metri ostacoli.
Questa sera la seconda giornata di gare con altri grandi protagonisti.

fonte: Atleticanet

ALLEGATO: ANet_news__10.9.2005.doc (64 Kb)

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