XIANG LIU, L’EROE DI SHANGHAI

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Si è concluso con uno splendido trionfo in patria il Golden Grand Prix meeting di Shanghai. Il forte ostacolista cinese è stato autore dell’ennesimo 110 hs di alto livello che nulla ha concesso ai diretti avversari Allen Johnson e Dominique Arnold. Bekele, Gatlin, Phillips, Bungei gli altri nomi che hanno onorato alla grande l’incontro cinese.

E’ Xiang Liu il grande protagonista di questa edizione del meeting di Shanghai. Il ragazzo non ha tradito le pretenziose attese dei suoi connazionali alla vigilia, risultando in forma smagliante, probabilmente nella migliore condizione della stagione. La reattività alla partenza, il passaggio pulito degli ostacoli, la supremazia di gara, hanno immediatamente riportato alla mente del pubblico di casa l’impresa olimpica di Atene di un anno fa.
Ma veniamo alla gara, condizionata subito da una squalifica illustre, quella dell’iracondo Dominique Arnold, reo di essersi mosso un tantino di troppo, di riflesso al movimento del vicino Shi Dongpeng. Alla seconda falsa e dopo un siparietto polemico nei confronti dello starter, l’americano è stato costretto ad abbandonare la pista a vantaggio del cinese, compromettendo in parte la qualità della competizione. Qualità che poi è arrivata davvero con l’atleta di punta dell’armata cinese, il campione olimpico Xiang Liu, capace non solo di fare il vuoto tra sé ed il diretto avversario Allen Johnson, ma addirittura in grado di far segnare 13”05, tempo da sogno se considerato il periodo in cui è stato ottenuto. Grandi festeggiamenti all’arrivo, ovviamente, per Liu e per il suo crono che diviene anche nuovo record della manifestazione. Dietro di lui sua maestà Allen Johnson stavolta non va meglio di 13”20, terzo lo scaltro Shi Dongpeng con 13”40, a completare un podio cha sa tanto di orientale.

Non solo ostacoli al meeting più in voga di Cina. Ottime prove sono giunte un po’ da ogni disciplina, onorando al meglio la terra che ospiterà le prossime Olimpiadi.

Nei 3000 maschili dominano i fratelli Bekele. Kenenisa fa di tutto per il fratello, anche portarlo al nuovo personale sulla distanza. Alla fine è 7’36”36 per il fresco campione del mondo dei 10000, 7’36”63 per Tariku, giunto ad un soffio dallo sconfiggere il suo fratello-maestro. Per Kenenisa è stata “una serata calda ed il fisico è ormai davvero stanco”, ciò non gli ha impedito comunque di centrare l’obiettivo per sé e per suo fratello. Tariku dà invece l’impressione di migliorare di essere più vicino a Kenenisa almeno sulle distanze più brevi. Buon terzo il keniano Boniface Songok, che ha fatto segnare il personale stagionale con 7’37”70.

Bene la velocità sia maschile che femminile. Un nome atteso era quello di Justin Gatlin nei 100 metri. Mister Gat non ha deluso chiudendo in un buon 10”01, ed anticipando sul traguardo quel bisonte di Leonard Scott (10”09) ed il portoghese Francis Obikwelu (10”11). Rientra pertanto l’allarme crisi, sopraggiunto dopo il quarto posto nei 200 a Montecarlo appena una settimana fa. Justin sembra ancora avere cartucce in canna da sparare fino al termine di una stagione lunga e logorante. Male Maurice Greene che non conclude la gara, confermando le cattive condizioni di forma viste a Berlino.
Nei 100 donne, si riprende qualche magra rivincita la bahamense Chandra Sturrup. Vince la gara in 11”01 e lascia dietro la dominatrice della stagione Lauryn Williams, seconda in 11”05, e l’altro talento statunitense dell’anno, Melisa Barber, terza in 11”22.

200 metri uomini tutti per Christopher Williams. Il giamaicano sale in cattedra e fa sua la gara in 20”24, tenendo a debita distanza i britannici Malcolm (20”42 con partenza da dimenticare) e Devonish (20”55).
Mezzo giro donne senza acuti con Allyson Felix prima in 23”09, davanti a Amertil e Fraser.

Gli 800 metri uomini hanno regalato un buon Wilfred Bungei. Il keniano adottato italiano ha chiuso in 1’45”35 migliorando il primato della manifestazione e bruciando sul traguardo due arcirivali come Mbulaeni Mulaudzi e William Yampoi. Tra le donne vittoria facile per la marocchina Hasna Benhassi in 1’58”58.

Trionfo tutto etiope nei 5000 donne con ben tre atlete sul podio. La spunta Meseret Defar in 14’58”79, subito dietro Meselech Malkamu e Gelete Burika.

Non è mancata neanche Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta: ovviamente vincente con 4,65, ma niente record del mondo. Anche la regina accusa segni di stanchezza a fine stagione.

Bella gara ad inseguimento quella del salto in lungo uomini. Bei colpi di scena soprattutto tra Dwight Phillips ed il ghanese Ignisious Gaisah, che poco a poco incrementano centimetri e fanno lievitare la competizione. Alla fine la spunta il campione del mondo con 8,39, dopo aver sudato non poco per avere la meglio di un Gaisah giunto al nuovo limite personale, non che primato nazionale, di 8,34.

Altri risultati di rileivo nel salto in alto con il russo Voronin che continua a veleggiare sopra i 2,30 e fa sua la gara in 2,31, mentre nei 400 donne Tonique Williams-Darling non fatica più di tanto a vincere in 50”25, davanti alle americane Trotter e Hennagan.

fonte: IAAF

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