ANCORA SU SILVANO MECONI…INDIMENTICABILE E UMILE CAMPIONE

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Silvano Meconi era nato a Montecchio di Cortona, piccolo borgo a 3 chilometri da Camucia, in provincia di Arezzo, il 28 ottobre 1931, dal ferroviere Hersen e dall'impiegata comunale Armede Biagiotti. In tenera età si era trasferito con la famiglia a Firenze. Nel dopoguerra Silvano, conosciuto anche con i soprannomi di “Silvanone” o “Pisello” era un gigante sul metro e novanta di altezza e pesava ben 120 chilogrammi. Per questa sua prestanza fisica trovò facilmente impiego nelle ferrovie come “calderaio”, lavoro che consisteva nel far roteare con disarmante semplicità mazze, pale, picconi e martelli pneumatici. Nel tempo libero dal suo lavoro in ferrovia, Silvano cominciò a frequentare il campo dell'ASSI (Arno Società Sportiva Italiana) Giglio Rosso, sul viale dei Colli, verso il Piazzale Michelangelo, dove si dedicò alla corsa ed al lancio del disco con buoni risultati.
Ma Bruno Betti, l'uomo che aveva partecipato ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936 nella specialità delle siepi, l'allenatore che lo seguirà per tutta la carriera, intuì che quel ragazzone era un potenziale campione da indirizzare verso un'altra disciplina: il lancio del peso. Così Silvano cominciò a scagliare la sfera da 7.257 kg sempre più lontano, dai m. 12.09 ottenuti nel 1951 al suo esordio in gare ufficiali ai campionati italiani assoluti all'Arena di Milano, fino a quel lancio spettacolare di 18.82 metri ottenuto a Schio il 10 agosto 1960, a pochi giorni dall'inizio dei Giochi Olimpici.
Silvano Meconi ha gareggiato nel lancio del peso dal 1951 al 1971, venti anni consecutivi ai massimi livelli nazionali, europei e olimpici.
Infatti dopo aver partecipato a tre edizioni dei Giochi: Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokio 1964, ha ottenuto una lunghissima serie di di vittorie nei confronti internazionali vestendo la maglia azzurra per ben 47 volte, dopo l'esordio avvenuto ad Atene il 10 luglio 1955 nell'incontro Grecia – Italia vinto dagli azzurri per 68 a 42, al quale portò il suo contributo di vincitore della gara del peso con m. 16.05.
Si è laureato tre volte primatista europeo e per quattordici anni consecutivi è stato primatista italiano, migliorando 15 volte il primato italiano. Per 13 volte è stato campione italiano della specialità; ininterrottamente dal 1955 al 1965 e poi ancora nel 1967 e infine nel 1968.
L'Assi Giglio Rosso fu la società sportiva in cui Silvano Meconi trascorse tutta la sua carriera. nel 1957 tuttavia stava per lasciarla avendo ricevuto dal G.S. Lancia di Torino un'offerta di lavoro sicuro presso la filiale fiorentina della casa automobilistica.
Silvano aveva deciso di accettare il trasferimento, quando l'intervento diretto del Sindaco di Firenze Giorgio La Pira, riuscì a trattenere il campione offrendogli un posto, altrettanto sicuro, presso la amministrazione provinciale.
Intanto il campione cominciava ad accusare problemi fisici dovuti ai durissimi allenamenti ai quali si sottoponeva: fastidiosi mal di schiena e una ricorrente epincodolite al braccia destro ne menomavano l'attività.
I giornali inoltre, pronti ad osannarlo in occasione delle vittorie, erano pronti a rimproverargli una congenita e inguaribile fragilità di carattere in tutte quelle occasioni in cui Silvano (Giochi Olimpici ad esempio) non era mai riuscito a rendere per il suo valore reale.
Alle Olimpiadi di Melbourne Silvano riuscì ad accedere alla finale ma si classificò soltanto decimo con un modesto m. 16.28, ottenuta al secondo tentativo dopo un lancio giudicato nullo. La responsabilità della deludente prestazione fu forse da attribuire all'allenatore federale dell'epoca che, nel tentativo di migliorare la tecnica dell'esplosivo fiorentino, si era rifatto allo stile dei tre giganti americani (Parry O'Brien, William Nieder e Kenneth Bantum), che dominarono la competizione del peso in terra australiana.
Ma in pochi giorni Meconi non riuscì ad assimilare le nuove tecniche di lancio, così che il risultato della sua prestazione fu inferiore di quasi un metro al suo recentissimo primato italiano (m. 17.12).
Nel corso dell'anno olimpico 1960 Meconi effettuò lanci sempre al di sopra dei 18 metri, migliorando addirittura in primato italiano con la misura di m. 18.82, che rimarrà il suo vertice tecnico.
Ma alle Olimpiadi di Roma, traguardo tanto atteso ed agognato, forse a causa degli eccessivi carichi di lavoro, il fiorentino riuscì a lanciare il peso solo a m. 16.73, ottenuto fra due lanci nulli, raccogliendo un deludentissimo tredicesimo posto. Poi, come era ormai consuetudine, dopo pochi giorni nel corso di un meeting internazionale lanciò a m. 18.11.
Infine alle Olimpiadi di Tokio nel 1964 non ebbe migliore fortuna. Con il lancio migliore raggiunse solo m. 17.29 (17.29-17.20-nullo)e non raggiunse neppure la finale.
Ormai la sua fase ascendente si era esaurita, ma rimase pur sempre campione italiano fino al 1968 e primatista nazionale fino al 1969.
Il suo anno migliore fu il 1959: il 7 maggio a Verona riuscì ad abbattere la barriera dei 18 metri lanciando il peso a m. 18.03, stabilendo il nuovo primato italiano e europeo. Il 24 maggio a Pescara esplose in un lancio di m. 18.19 e il successivo 24 giugno, sempre nella città abruzzese, lanciò a m. 18.48. Lo stesso primatista europeo spodestato da Silvano, il cecoslovacco Jiri Skobla, rimase impressionato dall'impresa e inviò sportivamente al nostro Silvano i suoi personali rallegramenti: “Sylvano, my best congratulations to you for having beaten my european record. Very truly yours Skobla”.
Il trascorrere degli anni fuori dalle gare seguì il suo inesorabile decorso. I guai fisici si accentuarono. Subì diversi interventi agli arti inferiori che ne limitarono molto la deambulazione. Faceva pena e tenerezza vedere quell'omone percorrere a passo lento e strascicato il perimetro esterno della pista degli Assi, quella pista teatro anni addietro dei suoi eccezionali risultati.
Addio Silvano…ci mancherai!

fonte: Mario Parigi – Cortona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *