“TUCCIARONE E BONGIORNI, RIMANETE SOTTO LA PIOGGIA”

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Riceviamo e pubblichiamo un breve intervento del primatista italiano ed ex olimpionico azzurro del salto in lungo Giovanni Evangelisti, alla vigilia dei Campionati Italiani Allievi di Rieti.

“Siamo alle solite. Ho seguito i campionati Mondiali di Helsinki, curioso come sempre, quando si tratta di atletica. I risultati che non sono arrivati, le polemiche e i cambi di poltrona che ne sono seguiti. Tutto prevedibile, tutto secondo copione.
Oggi sarò a Rieti, per i campionati italiani allievi e mi chiedo cosa si vuole fare per permettere a ragazzi che non hanno ancora 18 anni di diventare dei campioni.
E loro almeno hanno già cominciato a conoscere l’atletica. Se guardo in pista, vedo sempre meno bambini e mi preoccupo ancora di più per quello che da trent’anni è il mio sport.
Tutto poggia sull’entusiasmo e sul volontariato dei professori di educazione fisica. E’ questa la fabbrica che sforna atleti. Se la Federazione non è in grado di alimentarla, l’atletica muore. Niente bambini in pista, niente campioni per le Olimpiadi.
Partendo dall’insegnante di scuola, si forma il primo binomio atleta-tecnico, come del resto è accaduto a me. A Roma poteva esserci il Ct X o il Dt Y e non sarebbe cambiato nulla. Quel seme sarebbe cresciuto ugualmente, grazie a quell’allenatore che magari in Fidal non conoscevano nemmeno.
Cos’è successo poi? Semplicemente la federazione non ha gratificato e incentivato gli innumerevoli binomi che si sono formati in tutto il territorio, ma ha dato loro calci nel sedere e ha pensato ad altro. Certo ci sono le squadre nazionali da fare, raduni da convocare, centri federali da gestire. Tutte cose che però diventano inutili senza la materia prima, gli atleti.
Così facendo, gli “allenatori di campo” (come li chiamo io) che sfidano il freddo e la pioggia d’inverno, hanno incominciato a lasciare, a migrare come preparatori atletici in altri sport, dal calcio alla pallavolo, dal basket al rugby. O, i più furbi, a ricoprire incarichi federali e a non allenare più.
Quando ascolto i discorsi della gente, quelli che seguono l’atletica solo da spettatori, mi sento dire che vinciamo le medaglie grazie a matrimoni (May e Martinez) o a coincidenze fortunate (Howe e Kaba Fantoni). E’ questa l’immagine che diamo del nostro sport.
Ecco perché io non credo ai rapidi processi e alle epurazioni che hanno coinvolto tecnici come Gianni Tucciarone e Giovanni Bongiorni. La colpa non è loro se i risultati non arrivano. E la soluzione non è cambiare qualche faccia.
Anziché cercare “maghi” o demiurghi che facciano il miracolo, aiutiamo chi allena i ragazzi e li fa crescere.
Noi nel frattempo continueremo a stare in pista, sotto la pioggia… non so per quanto ancora.”

Giovanni Evangelisti

fonte: Andrea Schiavon

ALLEGATO: ANet_news_Breve_Curriculum_Vitae_di_Giovanni_Evangelisti_23.9.2005.zip (3 Kb)

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