ETIOPIA SORPASSA KENYA: IL SEGRETO DEL SUCCESSO DI BEKELE & CO.

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Forza mentale, stile di corsa rilassato, rispetto per le donne, sono questi i tre motivi essenziali che secondo Jos Hermens, manager di molti atleti della squadra etiope, hanno consentito ai suoi di superare i cugini keniani.

Tra gli atleti seguiti da Hermens ovviamente c’è anche il plurimedagliato Kenenisa Bekele, il portacolori dell’Etiopia ed il modello per molti giovani connazionali che si avvicinano alla corsa. E Bekele, secondo Hermens, è proprio un atleta che vince perché affronta la gara senza tensioni, con determinazione e tranquillità allo stesso tempo, cosa che i keniani non riescono a fare. Emblematica la sfida con Eliud Kipchoge, non meno talentuoso dell’etiope, ma limitato dall’approccio mentale alla gara, dall’eccessiva serietà con cui è solito scendere in pista.

Inoltre il Kenya mostra delle limitazioni rispetto all’Etiopia in campo femminile, laddove Tirunesh Dibaba e compagne fanno regolarmente piazza pulita di medaglie da qualche anno. Anche questa, spiega Hermens, è una differenza sostanziale di strategie tra le due nazioni, con l’Etiopia capace di valorizzare e credere di più nel settore femminile, curandolo alla stessa maniera del maschile già dalle categorie giovanili. Molte atlete keniane finiscono per sposarsi ancora giovani, abbandonando precocemente l’atletica, altre sono troppo distratte dai premi in denaro, finendo per compromettere le loro carriere e la qualità dei risultati.

Tutto ciò non significa, ricorda Hermens, che il Kenya non abbia una struttura federale per l’atletica migliore dell’Etiopia. A fronte di una popolazione inferiore in numero di più della metà infatti, il Kenya ha maggiori capacità nello scoprire talenti, riuscendo attualmente a vantare circa 2000 fondisti di livello internazionale che corrono gare su strada e maratone. L’Etiopia ne possiede circa 120, assolutamente non c’è confronto.

Ma i corridori keniani spesso finiscono, assieme ai loro managers, per disperdersi tra meeting e premi in denaro, perdendo di vista le occasioni che contano.
Gli etiopi invece negli ultimi anni vedono nell’atletica il modo di uscir fuori dalla povertà che li attanaglia. Questo unito alla voglia di emulare gli eroi del passato, conquistare la gloria in patria e nel mondo, è sufficiente a fargli svolgere allenamenti duri nelle loro terre, in condizioni di vita spesso disagiate ma con l’unico obiettivo di emergere e di diventare un giorno come i loro idoli. Tra questi negli ultimi anni un gran merito va a Haile Gebreselassie, grazie a lui sono cresciuti diversi talenti, tra i quali lo stesso Bekele, l’allievo che sta superando il maestro. Un fenomeno, questo dell’emulazione, che in Kenya si era verificato ai tempi di Moses Kiptanui o di Paul Tergat, ma che da un po’ di tempo sembra non avvenire più con la stessa intensità.
In tutto ciò l’Etiopia sembra guadagnarci addirittura nello sprint: ai recenti campionati africani junior in Tunisia, è arrivato anche una storica medaglia d’argento nei 100 metri, che gli etiopi un giorno diventeranno anche velocisti?

fonte: ESPN

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