MANCA QUALCHE COSA?

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Torniamo a riparlarci dopo un po' di tempo sulle pagine di Atleticanet su cui torno da semplice ospite.

Niente preamboli, arrivo subito al punto perchè ho molto da dire. La domanda che da un po' di tempo mi ronza in testa è: “manca qualche cosa a questa dirigenza?” La risposta è si, manca il progetto, è sempre mancato ed è per questo che l'attuale vertice Fidal sbanda vistosamente e senza pudore.

Per quelli che non lo sanno, l'attuale gruppo dirigente è il frutto di una “cosa” denominata Progetto Atletica. All'interno di essa c'erano davvero tante persone, tutte animate da un intento comune, cacciare l'allora colonnello Gola dalla poltrona più alta della Fidal. Era il 2003 ed in quel gruppo c'ero anche io a dare man forte ai tanti scontenti. Ad aprile dello stesso anno arrivò resa dei conti; in occasione dell'assemblea nazionale per l'approvazione del bilancio si tentò il colpo di mano cercando di non far approvare il bilancio e forzando così le elezioni di un nuovo presidente così come previsto dallo statuto di allora. La sera prima i promotori di Progetto Atletica Nasciuti, Nicolini, Mei e Damilano organizzarono ad Ostia un incontro con il quale contare e contarsi al fine di andare all'assemblea dell'indomani con i numeri giusti in mano. Eravamo in molti e firmammo quasi tutti. C'era Vultaggio, c'era Biasi, c'era Angelotti e tutta la lombardia, c'erano Morini e Ariani e c'erano tanti altri, insomma quel quasi 50% che il giorno dopo ingoiò il rospo cucinato dall'altro 50 e più percento che se la rise bellamente.

Ma cos'era Progetto Atletica? Era un'aggregazione eccessivamente eterogenea di persone le quali, ognuna per i suoi motivi, non era contenta della gestione Gola. Qualcuno aveva buone idee, qualcuno aveva torti subiti da regolare, altri pensavano a poltrone da occupare ed altri ancora erano li per puro gusto di contestare il potere costituito. Insomma un gruppo tenuto insieme dal debole laccio dell'avere un nemico comune. Il mattino dopo, a seguito della sconfitta, quel laccio si spezzò perchè, oltre al nemico comune non c'era nient'altro che legava quelle persone le une alle altre.

O così pensavo io…

In realtà andò diversamente. Progetto Atletica continuò a vivere per rafforzarsi ulteriormente ed arrivare alle elezioni dell'anno successivo con i numeri a posto per poter governare. E così è stato.
Viene però da chiedersi: cosa è successo nell'anno che è intercorso tra la sconfitta 49 a 51 e la vittoria 93 a 7 ?. Neanche i migliori missionari di Santa Romana Chiesa sarebbero in grado di mietere una così importante quantità di proseliti in così breve tempo. Forse la risposta è da cercarsi al di fuori delle conversioni legate alle idee.

Un piccolo flash. Se leggete il comunicato stampa di Nasciuti datato 13/06/2003 all'indirizzo http://www.atleticanet.it/notizie/notizia.asp?id=685 vi potete rendere conto di come Progetto Atletica, anche dopo il voto del 24 aprile 2003 fosse rimasto un semplice abbozzo di progetto, dove a fronte di pure dichiarazioni ideologiche non seguivano modalità e proposte concrete. Tra l'altro, ironia della sorte, il buon Nasciuti denunciava in quell'articolo le stesse identiche cose che sono attualmente contestate alla dirigenza di cui lui è uno dei maggiori (e meglio mimetizzati) rappresentanti.

Per quello che poteva riguardarmi, io osservavo con crescente diffidenza questi personaggi che invece di continuare una battaglia aperta a suon di fatti e proposte, si erano stranamente sopiti pubblicamente a fronte di una loro frenetica attività non pubblica. Fatti i dovuti approfondimenti capii subito di cosa si trattava e scrissi ad ottobre del 2003 un articolo intitolato “Campionati Poltrone e Dintorni” che potete ancora leggere all'indirizzo http://www.atleticanet.it/notizie/notizia.asp?id=905 . Di quell'articolo vi consiglio di leggere con attenzione la seconda parte, quella che inizia con …”E adesso un'osservazione di natura politica…. Non avevo e non ho la palla di cristallo ma le premesse di allora facevano già pensare a quello che sarebbe successo poi.

Ed è successo quello che è successo e cioè che Progetto Atletica, a dispetto del suo nome, è andato avanti senza alcun progetto ma ha aggregato una quantità di persone sempre maggiore. Man mano che Gola perdeva peso, perdeva anche pezzi importanti del suo entourage i quali con la facilità e la sfacciataggine dei più biechi voltagabbana, stringevano accordi e mani con la dirigenza prossima futura. Il risultato è stato che, come nei vasi comunicanti, anche nella fidal i politici della peggior specie, quelli avvezzi al potere e (di conseguenza) al trasformismo, si sono travasati dal presidente Gola al futuro presidente Arese senza la benchè minima difficoltà.

A maggioranza consolidata esce però il Di Giorgio che non ti aspetti. E' un uomo sincero, appassionato e con un programma vero. E allora ecco che scatta la contromossa, anche Arese si fa il suo sito web e a pochi giorni dalla votazione si vede costretto a partorire un programma elettorale da contrapporre a quello di Di Giorgio. Sui contenuti ovviamente non si possono fare paragoni, il programma di Arese è la fiera delle banalità e dei luoghi comuni ma soprattutto, sfortuna per lui, è anche un qualche cosa di scritto. La cattiva politica campa sugli smemorati ma chi ha la volontà di fare un esame del programma e un esame di coscienza, può cliccare qui e leggerselo per intero . Per chi non ha tempo o voglia riporto solo la prima frase che sta a pagina 2 del programma: “…Sarà una Federazione che ascolta, attraverso uno stretto rapporto tra Centro e Periferia e che decide nell’ambito degli obiettivi attraverso una mappa di competenze. Il nostro movimento va ri-organizzato secondo criteri di maggior semplicità, sobrietà ed economicità, stabilendo ruoli certi e fissando ineludibili priorità”. La sola lettura di queste righe e il confronto con la realtà e quanto accaduto in questi primi mesi di governo, fanno capire la totale malafede o in alternativa la totale incapacità di questa dirigenza. Questa federazione non ha progetti per cui naviga a vista e campa più di reazioni che di azioni.

Siamo così arrivati ai nostri giorni. All'indomani di figuracce iridate, di tentativi di inserimenti di personaggi di dubbia moralità sportiva, di epurazioni fatte per nascondere i reali responsabili di un ambiente arrivato alla frutta, all'indomani di progetti scritti alla svelta per avere contributi Coni, di sordità nei confronti della scuola, della base e di buona parte del consiglio federale; all'indomani di tutto questo cosa c'è? Difficile a dirsi, sono in troppi ad essersi sporcati le mani con questa dirigenza che ha promesso a tutti e non ha mantenuto a nessuno. L'unico segnale arriva da un'iniziativa che si chiama Progetto Atletica FASE 2. Sotto questo nome si sono ritrovati personaggi vecchi e nuovi i quali, preso atto che questa dirigenza non ha niente di diverso dalla precedente, hanno deciso di continuare l'attività intrapresa col Progetto Atletica originario. Bisogna credere loro o è l'ennesimo trasformismo di personaggi senza progetti sempre in cerca di una sedia sulla quale accomodarsi? Beh nessuno lo sa, quello che è certo è che si stanno muovendo e si stanno aggregando. Alcuni di loro siedono in consiglio federale, altri sono presidenti di società e altri ancora sono privati cittadini con l'hobby dell'atletica. Stanno creando un moto trasversale che si impegna ad ascoltare e fare.
Per quanto mi riguarda, attendo questi signori alla prova dei fatti, a voi l'invito a stare ad occhi ed orecchie aperte, potrebbe essere l'occasione per capire se in questo nostro mondo in cui l'atleta è una specie in via d'estinzione, c'è ancora spazio per pista, sudore, pedane, allenamenti e giovani.

fonte: Diego Cacchiarelli / Foto: La Stampa

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