LA STORIA RACCONTA: SALVATORE ANTIBO

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Salvatore Antibo, per tutti Totò, classe 1962, è stato tra i più grandi nella storia del mezzofondo italiano. Siciliano di Altofonte (PA) ha totalizzato 33 presenze con la maglia della Nazionale.

E’ tuttora primatista italiano dei m. 5.000 (13’05”59 – Bologna 1990) e dei m. 10.000 (27’16”50 – Helsinki 1989).

E’ stato uno degli ultimi europei a primeggiare prima dell’avvento dello strapotere africano. Atleta generosissimo ha affrontato sempre all’attacco le proprie gare entusiasmando tutti gli appassionati.
La sua carriera è ricca di importanti successi anche se, curiosamente, non ha vinto nessun titolo italiano.

Ha partecipato a tre Olimpiadi (1984-1988-1992) doppiando sempre 5.000/10.000.
Tra i suoi titoli: un bronzo agli Europei di Stoccarda 1986 dietro Mei e Cova (m. 10.000) nella storica tripletta azzurra, uno splendido argento sui m. 10.000 alle Olimpiadi di Seul 1988, dove migliorò il proprio record italiano (da 27’24”79 a 27’23”55), e su tutti la meravigliosa doppia medaglia d’oro ai Campionati Europei di Spalato 1990.
Quest’ultimo rappresenta probabilmente l’apice agonistico di Antibo; le due finali dei m. 5.000 e m. 10.000 sono due magnifiche perle nella storia dell’atletica italiana. Due gare molto diverse. Nella finale dei m. 10.000 il nostro Totò è autore di un dominio assoluto che lo vedrà nell’ultimo giro ad una vera e propria passerella con saluti e baci indirizzati al pubblico! Chiude con il tempo di 27’41”27 distaccando di ben 23 secondi il norvegese Nakkim (28’04”04) e Stefano Mei (28’04”46).

Tutt’altra storia ha la finale dei m. 5.000.
Ad inizio gara Antibo è vittima di una caduta che costringe l’azzurro ad un grande sforzo per recuperare sugli avversari i quali, ovviamente, spingono per cercare di seminarlo. Antibo riesce a ritornare sul gruppo di testa e, nell’ultimo chilometro, si accende una memorabile battaglia agonistica. Al suono della campana va in testa il portoghese Castro ma Antibo risponde e lo scavalca, rinviene il britannico Staines e per 200 metri è un testa a testa avvincente ma agli ultimi 120 metri Antibo con un ultimo decisivo strappo stacca l’avversario e vince a braccia alzate! (Ultimo mille metri in 2’28”67!). Questa meravigliosa volata è sicuramente una delle pagine più emozionanti dell’atletica azzurra. Totò si aggiudica l’oro con il tempo di 13’22”00. A Staines l’argento (13’22”45) e al polacco Majusiak il bronzo (13’22”92). Chiude al settimo posto Mei.

L’anno dopo Antibo si presenta ai Mondiali di Tokyo tra i favoriti. Invece la finale dei m. 10.000 rivelerà a tutti di cosa soffrisse il nostro campione. Proprio durante la gara Antibo subisce una improvvisa crisi di epilessia che lo porterà a vagare per la pista chiudendo al 20° ed ultimo posto lasciando sbalorditi ed increduli il pubblico dello stadio ed i telespettatori.

Ma non è questo l’ultimo atto della sua vita agonistica. Nella finale olimpica (m. 10.000) di Barcellona 1992 conquista un prestigioso 4° posto a conclusione di una carriera orgogliosa e sempre di alto livello di un grande Campione che non si è mai risparmiato e che ha reso onore a tutto lo Sport Italiano.

Nella foto: l'abbraccio tra Antibo e Boutayeb dopo la finale dei 10000 di Seoul 1988

fonte: Redazione Atleticanet – Foto: atletica.datasport.it

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