DANILO GOFFI MARATONETA PER CASO ALLA CORTE DI GIGLIOTTI.

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Correre la maratona è qualcosa di speciale, ogni corsa ha un fascino a se che condiziona la prossima gara diventando il lavoro di quasi una vita.
Danilo Goffi atleta dei carabinieri Bologna, nato a Milano nel 1972, arriva per caso a correre la maratona, dopo un’ottima carriera da fondista con tempi di tutto rispetto sulle gare su pista, ne basti citare alcuni 13’44” sui 5000 metri 28’28 sui 10.000 metri. Goffi sì considera un veterano della squadra dei carabinieri e forse anche per questo non si tira indietro quando il responsabile della società, Vittorio Visini, gli chiede di coprire la maratona per portare punti nel campionato italiano di corsa su strada, era il 1995, quell’anno l’apprendista stregone a Venezia, vincendo, corse la distanza dei 42 chilometri e 195 metri in 2 ore 09’26” stabilendo la seconda prestazione mondiale della stagione, Danilo non sazio, continuerà arrivando tre anni dopo nella maratona di Rotterdam, gara vinta dallo spagnolo Fabian Roncero con 2:07:26, a stabilire il suo primato personale arrivando terzo al traguardo con 2 ore 08’33” correndo la gara praticamente in solitaria dietro al sud coreano LeeBong Ju. Sì allena con Giorgio Rondelli, tecnico dell’indimenticabile Alberto Cova fino a poco prima del 2000, poi sente che qualcosa in lui si sta spegnendo non ha più motivazioni e dopo aver sentito Rondelli decide di passare con Luciano Gigliotti e in lui ritorna la voglia di fare.
Come hai iniziato a fare atletica? Ho incominciato nel 1986 ero già della categoria allievi gareggiavo per la societa d’atletica Nervianese, poi qualche anno dopo passai alla Riccardi Milano per poi approdare ai carabinieri Bologna la mia attuale società.-
Sei sulla scena ormai da anni con degli ottimi risultati quali altri obiettivi ti prefiggi? – Nell’immediato futuro correrò la maratona di Firenze, poi il prossimo anno punto decisamente verso gli europei e poi ai mondiali, ho ancora molta voglia di correre, a Firenze mi aspetto di stabilire un buon tempo magari vincendo la gara, che ci siano dei keniani o no, una sorta di rivalsa dopo il mio forfait ai mondiali di Helsinki.
Quest’anno hai dovuto saltare i mondiali, cosa è accaduto? – Ho perso il mondiale di Helsinki a causa di una microfrattura al calcagno, era la metà di Luglio, dopo un lavoro mattutino iniziai ad avvertire una strana fatica, nel pomeriggio si formo una contrattura ho iniziato subito a curarmela poi dopo la diagnosi ho capito che non c’era nulla da fare.-
Sei sposato con un bimbo di 17 mesi, come vive la tua famiglia con il tuo lavoro d’atleta? Sono sposato dal 1999 con Tatiana, mia moglie è una donna che mi conosce molto bene, spesso mi consiglia in alcune situazioni sul da farsi, come quando chiesi a Gigliotti di allenarmi, mi diceva che avevo bisogno di cambiare. Adesso mi chiede di lasciarlo stare perché per lui devo essere una tortura, lo chiamo in continuazione, prima di una maratona guarda sempre il calendario sperando che la data della gara arrivi presto, così dopo può riavermi più calmo-
Com’è il tuo rapporto con il professore olimpico, Luciano Gigliotti? -A Gigliotti devo molto, mi ha dato lo stimolo per continuare a correre, ero arrivato a non credere più in quello che facevo, con Luciano sono ritornato ai vertici, arrivando nelle ultime tre maratone, sempre a podio, sono arrivato secondo a con 2 ore 09’55”a Venezia nel 2004 riuscendo a ritornare sotto il muro delle 2 ore e 10 arrivando a un solo secondo dietro Raymond Kipkoech (autore di un tempo di 2:06:47 registrato alla maratona di Berlino N.d.r) è quest’anno sono riuscito a vincere la maratona di Torino –
E’ il tuo rapporto con la tua società, i carabinieri Bologna?
Tengo molto alla mia società tanto che voglio continuare ad esserci anche quando smetterò di fare atletica a buon livello, magari anche solo facendo il carabiniere, devo tutto a loro, mi sono sempre stati vicini anche nei momenti più difficili, Visini sa che può sempre contare su di me.

Facendo tesoro anche di quest’esperienza negativa che gli ha fatto mancare il mondiale di Helsinki, Danilo Goffi continua a guardare lontano a Pechino 2008, con una voglia è una volontà che pochi sembrano possedere, guardando avanti nel futuro ai prossimi obbiettivi, mentre sua moglie Tatiana continuerà ad aspettarlo vicino al calendario.

fonte: Anet

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