MARATONA DI NEW YORK: SFIDA ALL’ULTIMO METRO

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Non ha deluso neanche quest’anno, portando in piazza ancora una volta migliaia di persone, mettendo un freno ai ritmi cittadini della metropoli, regalando emozioni in quantità tra le ombre e le foschie dei grattacieli. La Maratona di New York si conferma anche stavolta una tappa obbligata per ciascun podista, un ricordo che rimarrà indelebile nella mente di ciascuno che almeno una volta avrà la fortuna di viverla sino in fondo.

Stavolta a far rimanere memorabile l’atmosfera dell’edizione 2005 hanno pensato Paul Tergat e Hendrik Ramaala, due fuoriclasse delle 42 km. Il primo, keniano, al debutto a New York, si presentava come il primatista del mondo in carica, il secondo, sudafricano, come vincitore dello scorso anno. Sono loro a presenziare sin dall’inizio nel gruppo di testa, assieme a gente del calibro di Meb Keflezighi, Robert Cheruyot, Abdi Abdirahaman, oltre al nostro Alberico Di Cecco. Ritmo sostenuto sin dall’avvio, poi passata la metà gara, è Ramaala a far qualcosa in più degli altri.
Improvvisi strappi sfrondano il gruppo di testa, neanche Di Cecco regge, a resistere rimangono Keflezighi, Cheruyot e Tergat. I quattro si alternano al comando sin oltre il km 30, poi Cheruyot molla, lasciando in testa Ramaala e Tergat, con Keflezighi qualche metro dietro. Il distacco tra i primi due e l’americano aumenta con il passare dei minuti, poi Ramaala prova ad allungare per staccare anche Tergat. Niente da fare il keniano non molla ed i due transitano spalla a spalla nei passaggi degli ultimi chilometri. La gara si decide nel rettilineo finale, addirittura all’ultimo centimetro, con un’imperiosa volata tra i due africani. La spunta Tergat in 2h09’30, appena un secondo meglio del suo rivale. Arrivo incredibile, unico in tanti anni di maratona nella metropoli americana. Paul Tergat risponde per le rime al recente rientro in maratona di Haile Gebreselassie, inanellando un successo prestigioso ed immancabile nel palmares di un grande maratoneta. Ramaala conferma altresì di essere uno dei migliori al mondo, sia pur interpretando la gara in un modo originale ed a dir poco impavido. Il giusto onore va anche ai padroni di casa, con il terzo posto di Meb Keflezighi, l’eritreo adottato statunitense, che coglie un buon terzo posto, soprattutto alla luce dell’infortunio che lo ha tenuto fermo per qualche mese. Da segnalare il buon sesto posto per Alberico Di Cecco. Il portacolori dei Carabinieri ha difeso a denti stretti le prime posizioni, chiudendo in un buon 2h11’33”, e lasciando intravedere ottime prospettive future.
Gara femminile altrettanto movimentata ed eccitante, con la presenza delle migliori della specialità, ad esclusione della vincitrice dello scorso anno Paula Radcliffe. Tra le favorite della vigilia anche la nostra Bruna Genovese, che regolarmente presenzia nel gruppo di testa per tutta la prima parte di gara. Al fianco dell’italiana Gete Wami, Derartu Tulu, Lornah Kiplagat, Yelena Prokopcuka, Susan Chepkemei. Poco dopo il trentesimo è proprio l’azione della Chepkemei a fare selezione. Rimangono in tre, Chepkemei, Tulu e Kosgei, con la lettone Prokopcuka arrancare a distanza. La Chepkemei sembra avviata alla vittoria, quella che le era sfumata lo scorso anno ad opera di Paula Radcliffe. Ma al 35mo chilometro spunta l’imprevisto: Chepkemei ha problemi di stomaco, vomita ripetutamente, rallenta visibilemnte, favorendo la rimonta alle sue spalle sia di Derartu Tulu che della rediviva Prokopcuka. La lettone appare in netta ripresa ed affianca la Chepkemei che non cede più metri alla rivale. Anche in questo caso è lotta a due, gomito a gomito sino all’ultimo tratto di gara, con l’atleta keniana costretta a mollare, conseguendo il suo secondo piazzamento consecutivo a New York. Prima è Yelena Prokopcuka, in 2h24’41, una tra le atlete favorite, già vincitrice quest’anno della maratona di Osaka ed in assoluto tra le più giovani maratonete di alto livello. Un bel successo davvero per un’atleta che avrà ancora molto da dire sulla distanza. A completare il podio l’etiope Derartu Tulu, mentre buona prestazione la fa segnare la nostra Bruna Genovese. L’azzurra chiude al quinto posto in 2h27’15, chiudendo in rimonta e mostrandosi giustamente contenta per il risultato conseguito.

Ordine d’arrivo:

UOMINI
1 – Paul Tergat 2h09’30
2 – Hendrik Ramaala 2h09’31
3 – Meb Keflezighi 2h09’56
4 – Robert Cheruyot 2h11’01
5 – Abdi Abdirahaman 2h11’24
6 – Alberico Di Cecco 2h11’33

DONNE
1 – Yelena Prokopcuka 2h24’41
2 – Susan Chepkemei 2h24’55
3 – Derartu Tulu 2h25’21
4 – Salina Kosgei 2h25’30
5 – Bruna Genovese 2h27’15

fonte: www.ingnycmarathon.org – Foto:www.ingnycmarathon.org

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