IL JAMES CLEVELAND “JESSE” OWENS AWARD A GATLIN

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Il Jesse Owens Award è uno dei più alti riconoscimenti che gli Stati Uniti d’America riconoscono all’uomo ed alla donna più veloci dell’anno, nel 2005 questo riconoscimento è andato per il secondo anno consecutivo a Justin Gatlin numero uno nel rank Iaaf nei 100 metri e terzo nei 200, mentre per le donne il premio è andato a Allyson Felix, numero uno nei 200 metri nel rank Iaaf e decima nei 100 metri. Istituito un anno dopo la morte del grande velocista americano, Owens è stato definito come il più grande atleta del ventesimo secolo, ma alle basi di tanta gloria vi è una vita fatta di momenti difficili segnata spesso da pesanti umiliazioni, in questo breve articolo ho voluto ripercorrere alcuni dei momenti più salienti della sua vita che hanno creato se non il mito di Jesse Owens l’affermazione di un etica dello sport spesso dimenticata e derisa.

James Cleveland “Jesse” Owens nacque in Alabama nella piccola località d’Oakville il 12 Settembre 1913 da Henry ed Emma Owens, all’età di nove anni la sua famiglia di modestissime condizioni economiche si spostò a Cleveland, qui sarebbe iniziato il mito di un uomo che nella sua semplicità avrebbe scosso il mondo di allora, sia con le sue vittorie alle Olimpiadi di Berlino e sia con i suoi record mondiali dove mise in crisi seppur per poco, l’ideologia della supremazia ariana, questo davanti al cancelliere della Germania nazista, Adolf Hitler e sotto gli occhi del mondo intero convenuto alle XI Olimpiadi. Il suo ritorno in patria fu osteggiato dal pensiero e dal bigottismo del modello della supremazia della razza bianca che nel mondo, ma specialmente nel suo paese, gli Stati Uniti d’America, faceva vivere gli individui dalla pelle nera ai margini della società.
Quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino sui 100 e 200 metri, nella staffetta 4×100 e nel salto in lungo, mentre l’anno prima aveva siglato alcuni record del mondo, da quello del salto in lungo all'Università del Michigan (1935) o ai più clamorosi nel Bit Ten di Ann Arbor (Michigan) quando il 25 maggio del 1935, nel giro di 45 minuti, stabilì i record del mondo di salto in lungo, 220 iarde, 220 iarde a ostacoli bassi, uguagliando anche quello delle 100 iarde, tutto questo non permise ad Owens di guadagnare una certa sicurezza sia economica che personale, sempre avverso nel suo paese per la sua condizione razziale, arrivo ad affermare che era stato snobbato dal suo presidente Franklin D. Roosevelt che si rifiuto di riceverlo alla Casa Bianca che non da Adolf Hitler, che almeno lo saluto con un cenno della mano dopo la sua vittoria nel salto in lungo contro il tedesco Luz Lung, quest’ultimo gli sarebbe rimasto amico fino alla sua morte avvenuta nella battaglia di Monte Cassino. La vita d’Owens fu costellata da mille peripezie, per cercare di vivere degnamente arrivo ad accettare scommesse sportive correndo contro di tutto, da uomini a cavalli, questo gli permise di finire i suoi studi che aveva abbandonato perchè a corto di soldi, fu promotore sportivo ed arrivo a gestire una catena di lavanderie che però falli quando il suo socio scappò lasciandogli un enorme debito, continuo facendo il disc jockey, fu incriminato per evasione fiscale ma fu prosciolto. Quasi sul finire della sua vita ebbe una parziale rivalsa, con la medaglia presidenziale della libertà offertagli nel 1976 dall’allora presidente Gerald Ford. Dopo la sua morte,nel 1984, una strada di Berlino fu intitolata a suo nome e in seguito ricevette la Medaglia d'oro del Congresso da George H. W. Bush il 28 marzo 1990. La sua carriera sportiva in sostanza terminò dopo il suo ritorno in patria dai giochi olimpici di Berlino, fu squalificato perchè non prese parte ad un meeting in terra svedese a cui Owens non aveva aderito, morì all’età di 66 anni per un cancro ai polmoni, di lui rimangono oltre che le sue indimenticabili imprese sportive, il suo mito legato all’amicizia con il tedesco Luz Long, avversari in gara, fu Lung a suggerire a Owens nel suo ultimo salto di qualificazione, dopo due nulli, di anticipare la sua battuta facendo passare Owens il turno eliminatorio, primatista del mondo del salto in lungo con 8 metri e 13, record che durò per 25 anni, la vittoria olimpica doveva essere per Owens un dettaglio, ma dopo i due nulli sembrava tutto compromesso, ma grazie all’intervento di Lung, Jesse Owens riuscì a passare il turno è nella finale conquistò la medaglia d’oro a scapito del tedesco, i due si abbracciarono e fecero un giro di pista mano nella mano lasciando i teorici della supremazia ariana senza parole. Tante leggende sono nate da questi pochi momenti che i due atleti ebbero modo di vivere insieme, come quella d’Owens testimone alle nozze della figlia di Long, Owens comunque, ebbe a dire ricordando l’amico” tutte le mie medaglie e le coppe fuse insieme non avrebbero formato una sola medaglia d’oro rispetto all’amicizia che ho provato per Long in quel momento” l’atleta tedesco provoco la furia di Hitler per il suo gesto di amicizia, ma per questo insieme a Owens verrà ricordato per sempre per il suo altruismo e la sua genuina manifestazione di fratellanza come uno dei simboli di quello che i giochi olimpici volevano celebrare nella loro rinascita, la celebrazione dell’umanità.

Vincitori del Jesse Owens Award
Edwin Moses (1981), Carl Lewis (1982 and 1991), Mary Decker (1983), Joan Benoit (1984), Willie Banks (1985), Jackie Joyner-Kersee (1986 and 1987), Florence Griffith Joyner (1988), Roger Kingdom (1989), Lynn Jennings (1990), Kevin Young (1992), Gail Devers (1993, 1996), Michael Johnson (1994, 1995 1996), Allen Johnson (1997), Marion Jones (1997, 1998, 2002), John Godina (1998, 2001), Inger Miller (1999), Maurice Greene (1999), Stacy Dragila (2000 and 2001), Angelo Taylor (2000), Tim Montgomery (2002), Deena Kastor (2003), Tom Pappas (2003), Justin Gatlin (2004 and 2005) and Joanna Hayes (2004).

Foto tratte dal film Olimpia di Leni Riefenstahl

fonte: Anet. Iaaf. Jesse Owens Biography

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