LA LETTERA DI SEGATEL ALLA GAZZETTA DELLO SPORT

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Riportiamo la lettera di Marco Segatel (e relativa risposta) pubblicata oggi all'interno della rubrica “Porto Franco” della Gazzetta dello Sport.

I MASTER E L'ATLETICA
Prendo spunto dalla lettera del mio “collega” saltatore in alto Antonio Di Fonzo per brevemente descrivere la situazione del movimento master dell'atletica italiana. Dal 2002 compiuti i 40 anni ho cominciato a gareggiare come master. In 4 anni ho vinto 3 titoli mondiali (2 all'aperto, 1 indoor) e 4 titoli europei (2 all'aperto, 2 indoor) e nonostante gli “anta” nel 2005 ho saltato 2,01. Il 40% dei tesserati Fidal sono nella categoria master ma solo lo 0,31%(avete letto bene: zero virgola…) delle uscite federali, circa 30.000 euro annue, è destinato al settore. Le spese per le trasferte nelle competizioni internazionali (viaggio, albergo, vitto etc.) sono tutte a nostro carico ed ognuno si deve organizzare autonomamente. Il materiale tecnico (tuta, magliette, borse etc.) le dobbiamo comprare dalla Fidal stessa ma nonostante ciò indossare la maglia azzurra dà sempre uno splendido brivido. Vorrei solo un po' di considerazione per questi atleti sempreverdi che con passione ed allenandosi dopo una giornata di lavoro danno lustro all'atletica italiana nel mondo.
Marco Segatel (segatel@tiscalinet.it)

F.A. So che conta poco ma la considerazione, unita a sincera ammirazione (e anche un po’ invidia) gliela fornisco personalmente, interpretando il pensiero di molti. Lei prova un brivido per la maglia azzurra, e fa benissimo, io ne avverto uno simile ma di altra natura leggendo che la Fidal vi vende il materiale tecnico. Ci guadagna, mi chiedo? A questa e ad altre domande che nascono spontanee dalla sua lettera e da quelle che l’hanno preceduta, mi piacerebbe rispondesse un qualificato dirigente federale. Così, con semplicità, spontaneità e sintesi, come si usa su Porto Franco.

fonte: Gazzetta dello Sport del 6/01/2006

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