MARION JONES E GAIL DEVERS PRONTE AL RITORNO

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Sul recupero di Marion Jones è pronto a testimoniare a gran voce Steve Riddick, suo attuale coach, uno che negli ultimi mesi ha assistito alla ripresa agonistica della sua atleta. L’ex regina della velocità di qualche stagione addietro aveva infatti chiuso il 2005 con tempi a dir poco deplorevoli, visto a quanto ci aveva abituato. Sui 100 non meglio di 11”28, nei 400 addirittura un indegno 55”03, sembravano averne affossato definitivamente l’ardore e la volontà di continuare a correre. Una volontà che aveva resistito anche di fronte alla gravidanza ed alle accuse pubbliche di doping mosse da Victor Conte ed al coinvolgimento del compagno Tim Montgomery, ma che dopo Helsinki sembrava ridotta alle briciole.
Poi d’improvviso la voglia di dimostrare di non aver perso il talento di sempre, la sfida di risorgere dalla cenere che da sempre costituisce ingrediente sostanziale dello sport, sono sembrate riecheggiare nella testa di Marion. Un’atleta che gradualmente ha saputo ritrovare e ricostruire la tranquillità attorno alla sua persona, dopo i tanti veleni del caso Balco. Secondo Riddick è proprio questa la chiave dei miglioramenti che Marion sta dimostrando nelle prove di sprint degli ultimi mesi. Lo stress dello scorso anno non le permetteva di andar forte in pista, quando invece in sala pesi risultava potente come mai in passato. Ora Marion non vive più con Tim Montgomery, passa molto tempo con il piccolo Monty di 2 anni e mezzo, legge molto e va al cinema. Sembra aver ritrovato il giusto equilibrio nella vita e negli allenamenti, tanto da aver fatto segnare già ottimi tempi nell’ultima sessione di tre settimane svolta a Miami, in Florida.
Altro ritorno gradito è quello dell’eterna Gail Devers, una delle velociste più longeve in assoluto nella storia dell’atletica. A 39 anni suonati la Devers torna alle gare dopo uno stop durato oltre un anno. L’occasione saranno i Millrose Games di New York, dove Gail parteciperà ai 60 m hs, gara alla quale prenderà parte anche la campionessa olimpica in carica e connazionale Johanna Hayes. Sarà una grande occasione per verificare lo stato di forma della grande velocista americana, una che dall’atletica ha preso tutto, non solo medaglie e riconoscimenti, ma la stessa voglia di vivere dopo che, per una seria malattia da ragazza, aveva rischiato di perdere entrambe le gambe. Un evento, quest'ultimo, che l’aveva portata, dopo la malattia, a correre per rinforzare la muscolatura degli arti inferiori. Mai scelta piu' felice. Unico neo di una carriera straordinaria per Gail, la cronica mancanza dell’oro olimpico nei 100 hs, una gara dominata ovunque, ma regolarmente fallita nelle occasioni olimpiche. La caduta all’ultimo ostacolo ed il conseguente capitombolo sul traguardo nella finale di Barcellona 1992 rimarranno per sempre nella storia olimpica come immagine emblematica dell’imprevisto nello sport.

fonte: ESPN- Foto: CBC

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