MATCH GBR-RUS-SWE-ITA-COMMONWEALTH – RISULTATI

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Una squadra italiana decimata dalle follie del tempo di questi giorni che ha impedito ad alcuni atleti di prendere i voli per arrivare in Scozia per tempo, ha offerto una modesta prestazione nella cornice del palazzo Kelvin Hall di Glagsow, tutto esaurito per l’occasione del quadrangolare Gran Bretagna – Russia – Svezia – Italia e nobilitata da una rappresentativa di atleti del Commonwealth.

Detto che alcuni degli italiani hanno dovuto partecipare a gare non proprie o non preparate per coprire i buchi degli assenti, i risultati degli atleti più attesi non sono certo corrispondenti a quelle che erano le aspettative, seppur in questa fase preliminare di stagione.

Andiamo per ordine. La prima gara di corsa sono stati i 60 ostacoli femminili che hanno visto ben 3 partenze false condannando la britannica Sarah Claxton e poi la nostra Margaret Macchiut ad un ritorno anzitempo negli spogliatoi. Ha vinto una delle due sorelle Kallur, Susanna, che con 7.86, davanti alla giamaicana Golding Clarke, ha stabilito anche il miglior tempo dell’anno. Da segnalare il personal best con 8.26 della forte eptathleta Kelly Sotherton, che sta affinando gli allenamenti in vista dei prossimi Giochi del Commonwealth di Melbourne e che più tardi parteciperà anche al lungo dove realizzerà un altro personal best con la misura di 6.44.

Nei 3000 maschili il keniano Paul Bitok, in qualità di rappresentante del Commonwealth, vince con il miglior tempo della stagione in 7:49.63, mentre il nostro Angelo Iannelli gli giunge lontano 20 secondi, con uno dei tanti ultimi posti collezionati dalla nostra squadra.

Nei 400 maschili, l’ex campione del mondo indoor Daniel Caines si è lasciato gli infortuni alle spalle ed è tornato a vincere in 46.90, dimostrando che il suo trasferimento in North Carolina gli ha sicuramente giovato e lasciando navigare il nostro Andrea Barberi in ultima posizione con un modesto 48.65.

Nell’asta maschile il nostro Gibilisco si è dovuto accontentare di un modesto 5.40 giungendo sconfitto, con 5.55, nello spareggio con lo svedese Jeng, dopo che entrambi avevano fallito i 5.60, mentre il campione mondiale ed europeo Igor Pavlov offre una peggiore interpretazione salendo solo a 5.25.

Nei 400 femminili la russa Olga Zaytseva coglie una partenza bruciante e finisce in un ottimo 50.62 lasciando a debita distanza la campionessa olimpica e mondiale Tonique Williams-Darling, mentre la componente della staffetta italiana, Maria Enrica Spacca, giunge ultima in 55.91.

Con 2 salti validi sopra gli otto metri, il migliore a 8.05, il britannico Nathan Morgan si aggiudica il lungo dove il nostro Trentin coglie solamente un 7.49 all’ultimo salto, mentre Elisa Rondoni giunge lontano ed ultima nei 200 femminili dominati dalla russa Gushchina.

Gli 800 femminili hanno visto una appassionante battaglia con la russa Chizenko che ha regolato nel finale la leggendaria Maria Mutola per 18 centesimi mentre anche qui la nostra Daniela Reina chiude ultima in oltre 2:12.
Nei 1500 maschili, festival di “personal best” fra il russo Ivanov e gli inglesi Skinner e Baddeley, con quest’ultimo che conduce sempre e si impone in 3:43.50 mentre Angelo Iannelli compie un ulteriore sforzo a distanza di un’ora dal suo 3000 giungendo ultimo e staccato in oltre 3:58.

Nello sprint femminile vince in 7.11 la russa Tabakova davanti alla giamaicana Veronica Campbell, autrice anche di una falsa partenza, mentre la Macchiut si veste da velocista giungendo ultima e ritrovando l’altra ostacolista svedese Susanna Kallur davanti per 5 decimi.

Nei 60 ostacoli maschili, l’uomo più veloce quest’anno, il russo Igor Peremota, si ritrova invece battuto dal giamaicano Wignall che lo precede di 3 centesimi in 7.58, mentre l’Italia stavolta non può schierare nessun partecipante in sostituzione del previsto Giaconi.

Nel lungo femminile, anch’esso privo della rappresentante italiana, la vittoria va alla campionessa mondiale indoor del 2003 Tatyana Kotova che si impone con 6.75 mentre l’atteso sprint maschile vede il dominio del favorito Jason Gardener con 6.59 sul russo Yepishin che pochi giorni fa aveva corso in 6.58, alle spalle del quale giunge Francesco Scuderi con un anonimo 6.71.

L’alto femminile è nobilitato dalla figura di Kasja Bergqvist che, dopo un paio di nulli inaspettati ad 1.85 e 1.95, si impone regalmente con un buon 2.01 in una gara dove Antonietta Di Martino si ritrova quarta con 1.89 superato alla prima prova.

Nelle staffette del miglio, con alcuni prestiti di atleti locali per rinforzare le scarse fila italiane, c’è da segnalare il record mondiale in sala della squadra femminile della Russia con 3:23.37.
Nella classifica a squadre l’Italia si ritrova quinta, alle spalle della vittoriosa Russia che precede la selezione del Commonwealth, la Gran Bretagna e la Svezia.

fonte: notizie UKA foto IAAF

ALLEGATO: ANet_news_tutti_i_risultati_Glasgow_2006_29.1.2006.doc (69 Kb)

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