LA STORIA RACCONTA: ALBERTO COVA

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Alberto Cova, classe 1958, unico atleta nella storia ad aver conquistato un tris di medaglie d’oro nelle più importanti competizioni internazionali.
Nella prima parte degli anni ottanta è stato il dominatore dei 10.000 metri riuscendo con i suoi folgoranti finali a superare ogni tipo di avversario.
Ma la sua carriera è stata brillantissima anche nel cross.
Ed è proprio ai Campionati Mondiali di Cross nel 1982, disputati all’Ippodromo delle Capannelle a Roma ,e che videro la vittoria dell’etiope Kedir, che Cova si mette in luce con il 7° posto che, ancor oggi, rimane il miglior risultato di un italiano dopo il 4° posto di Franco Fava nel 1977.
Negli anni 1983, 1984 e 1986 otterrà altri prestigiosi piazzamenti, rispettivamente, 10° 11° e 9°.
In quel periodo ovviamente domina il Cross italiano vincendo 5 titoli consecutivi dal 1982 al 1986.
Ed è anche l’ultimo italiano ad aver vinto lo storico Cross dei Cinque Mulini con l’affermazione nel 1986 davanti a Bordin!
Ma ritorniamo all’inverno del 1982; ai Campionati Europei Indoor di Milano vince la sua prima medaglia internazionale: è argento nei m. 3.000 alle spalle del tedesco occidentale Ilg.
Nello stesso anno, ad Atene, si svolgono i Campionati Europei. Cova è iscritto a due gare: 5.000 e 10.000 metri.
Nella finale dei 25 giri sono 23 i concorrenti. A metà gara il passaggio è di 14’04”55 ed il gruppo in testa è formato da dodici atleti. Al 7° chilometro, grazie ad uno strappo del portoghese Lopes, da poco primatista europeo della distanza con 27’24”39, rimangono in quattro: Lopes, Vainio, Schildhauer e Cova.
Ultimo giro: Lopes non ne ha più ed è Vainio che allunga ma il tedesco orientale e l’italiano non mollano. Entrano tutti e tre insieme sul rettilineo finale e Cova compie il suo primo capolavoro con una volata bruciante e l’arrivo a braccia alzate. Cova 27’41”03 – Schildhauer 27’41”21 – Vainio 27’42”51.
Al sesto posto un giovanissimo Antibo.
Nei 5.000 metri Cova è coinvolto in una serie di reciproche sgomitate con alcuni avversari ma alla fine sarà solo lui a pagare: squalificato!
1983 Campionati Mondiali di Helsinki. Questa volta Cova è uno dei favoriti.
E’ una finale più lenta di quella degli Europei (ai m. 5.000 si passa in 14’07”11) ma, al suono della campana, oltre ai tre del podio di Atene, ci sono il tanzaniano Shahanga e l’altro tedesco orientale Kunze.
E’ Schildhauer che parte fortissimo, distanzia gli altri di trenta metri ma non riesce a mantenere il vantaggio. All’uscita dell’ultima curva sono tutti lì. Si allargano a ventaglio per superarsi ma l’atleta lombardo, in quarta corsia, con uno sprint di 80 metri, riesce a ripetere l’impresa dell’anno prima aggiudicandosi l’Oro per pochi centesimi. Cova 28’01”04 – Schildhauer 28’01”18 – Kunze 28’01”26.
Si nota che Schildhauer perde tutte e due le finali da Cova per un soffio: Atene per 18 centesimi e Helsinki per 14! Si prenderà una piccola rivincita, sempre nel 1983, nella Coppa Europa a Londra dove si imporrà su Cova per soli 2 centesimi! 28’02”11 a 28’02”13.
Olimpiadi di Los Angeles 1984. Un mese prima della finale olimpica dei m. 10.000 il portoghese Mamede ha addirittura migliorato di circa 9 secondi il Record Mondiale portandolo a 27’13”81, subentrando al leggendario keniano Henry Rono (27’22”5). E’ logico che abbia, insieme a Cova, i favori del pronostico. Invece Mamede, come altre volte, naufraga e si ritira a metà gara.
L’ultima parte di gara è un duello tra il finlandese Vainio e il nostro Alberto. A due giri dalla fine Vainio cerca di staccare Cova che riesce, con grande sofferenza, a resistere e agli ultimi 200 metri cambia passo e va raccogliere la terza medaglia d’Oro suggellando una supremazia nella storia dei 10.000 metri.
Il podio olimpico: Cova 27’47”54 – Mc Leod 28’06”22 – Musyoki 28’06”46. Non c’è Vainio perché fu successivamente squalificato per doping. E con il rammarico del 4° posto di Antibo che finisce la gara con i piedi rovinati da un paio di scarpe usate per la prima volta.
Ora Cova è di diritto nella storia dell’atletica. Una tripletta che nessuno ha mai più ripetuto.
Nel 1985 è autore di una doppietta in Coppa Europa a Mosca dove si impone sui m. 5.000 (14’05”45) e m. 10.000 (28’51”46). Qui si chiude un quadriennio straordinario e irripetibile.
Nel 1986 Campionati Europei a Stoccarda. Il 26 agosto si scrive un’altra storica pagina dell’atletica azzurra. Ma la grande sorpresa è proprio la sconfitta di Cova. La finale dei m. 10.000 vede un podio tutto italiano! Cova viene battuto in volata da uno specialista dei m. 1.500, Stefano Mei, che vince in 27’56”79.
Cova chiude in 27’57”93 mentre il bronzo va ad Antibo con 28’00”25.
Comincia da qui la parabola discendente di un grande Campione che ha indossato per 34 volte la maglia della nazionale.
Ha conquistato 6 titoli italiani (4 sui m. 5.000 e 2 nei 10.000) 3 indoor (m. 3.000) e con primati personali di 7’46”28 (m. 3.000), 13’10”06 (m. 5.000) e 27’37”59 (m. 10.000).

fonte: Mario Biagini – Foto Sporting-heroes.net

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